Qualcosa sta Cambiando
 
   Qualcosa sta cambiando nella nostra regione, non la compagine politica che ha rivinto le elezioni, ma l’approccio al problema dell’accoglienza all’immigrato e delle politiche del lavoro che riguardano gli stagionali.
 
Sia chiaro che questo non considera però strumenti legislativi regionali o decisioni approvate in giunta regionale, per lo meno da quello che ci è dato sapere, in questo potremmo essere poco chiari e ce ne scusiamo, ma solo decisioni prese in seno a riunioni fatte nella Commissione Regionale Immigrazione attraverso un gruppo di lavoro rappresentativo della compagine istituzionale.
 
Riferendomi quindi al Comunicato Stampa di due giorni fa apprendiamo che:
 

  • si è data la possibilità di fare richiesta al lavoratore della sua disponibilità a lavorare e al datore di lavoro di richiedere mano d’opera, presso il Centro per l’Impiego di Lavello
  • che nei giorni prossimi si farà una riunione di monitoraggio per vedere se nei comuni di Bella e di Palazzo San Gervasio a seguito di Delibere di Giunta i cittadini hanno doto la disponibilità ad utilizzare le proprie case sfitte o non utilizzate per risolvere le problematiche del disagio abitativo che interessa non solo i migranti.

 
   La questione lavoro è centrale in qualsiasi decisioni che si vuole prendere verso i migranti, non solo per quello che rappresenta il lavoro verso tutti gli esseri umani, immigrati e non, ma verso il migrante, principalmente perché a questo è legato il Permesso di Soggiorno, la condizione di Clandestino, il Ricongiungimento Familiare, la possibilità di poter accedere o meno ad un condizione abitative umana, lo sfruttamento, etc… per cui ben vengano le decisioni prese in seno a questo gruppo di lavoro, che per la prima volta è disponibile a mettere a confronto i dati, anche se pochi, tra le superfici di pomodoro e la mano d’opera richiesta. Ben venga la rinascita dell’Osservatorio del Pomodoro in Regione Basilicata, nato come strumento di monitoraggio per sconfiggere il vecchio caporalato e dimesso, pare, nel 2004, perché si pensava ormai finito il caporalato e la questione dei braccianti migranti passeggera.
Ben vengano tutte le decisioni che tutelino il lavoro e i lavoratori.
 
  Per l’Abitazione è invece ancora lontana la sua risoluzione e i progetti o le ipotesi di lavoro messi sul tavolo risultano essere poco realistici per la situazione di Palazzo San Gervasio, invece praticabile per il Comune di Bella.
Mentre a Bella ci sono da risolvere problematiche legati a migranti stanziali, che hanno una fissa dimora, un lavoro stabile per tutto l’arco dell’anno, una situazione abitativa gia in essere, anche se precaria e poco salubre, migliore rispetto alle capanne di cartone del Centro di Accoglienza di Palazzo San Gervasio e soprattutto una “integrazione” reale da parte di questa comunità, con famiglie a carico, figli nati che frequentano le scuole dell’obbligo che determina quella conoscenza reciproca. Per Palazzo San Gervasio, anche se l’ipotesi di lavoro è accettabile e unica, nei termini in cui è stata posta non sembra essere praticabile.
I punti deboli a nostro avviso sono:
   – Tipo di lavoro che è soprattutto stagionale;
   – Scarso coinvolgimento dell’associazionismo che poteva funzionare da tramite tra gli ospiti e i proprietari delle case sfitte;
   – Poca volontà da parte del Comune di percorrere tale ipotesi, infatti a seguito della Delibera di Giunta che invitava i cittadini proprietari a mettere a disposizione l’abitazione sfitta non è seguita alcune pubblicizzazione dell’iniziativa intrapresa, ragion per cui probabilmente non è pervenuta alcuna domanda di adesione o se ci sono state le stesse sono dovute per singoli contatti tra gli amministratori e i proprietari. Potremmo essere più chiari quando avremo elementi certi;
   – nella delibera non emergono i termini a cui il comune partecipa;
   – elevato numero degli ospiti, in considerazione che il Centro di Accoglienza ne ospita nel momento di picco tra i 1200 e i 1500, un numero di ospiti impossibili da poter allocare in probabili abitazioni disponibili;
   – mancato coinvolgimento degli altri Comuni interessati al fenomeno della raccolta dei pomodori e non solo, anche se hanno aderito in sede di Conferenza dei Sindaci e alcuni, come il Comune di Lavello, ha presentato un proprio progetto che riguarda l’acquisizione di un immobile privato in territorio di San Nicola di Melfi e la sua ristrutturazione da parte della Regione Basilicata. A questo Progetto a dato il suo parere favorevole il Sindaco del Comune di Melfi.
Questo fa si che non si spalma la popolazione interessata e che invece rimane concentrata sul territorio di  Palazzo San Gervasio;
   – scarso sistema del trasporto regionale
   – per la tipologia delle abitazioni presenti nel comune di Palazzo San Gervasio non si è tenuto conto dei tempi di adeguamento strutturale delle case, sia che queste sono ubicate nel centro storico, ormai disabitato, sia nell’ipotesi che interessasse interi stabili seminuovi per i quali c’è da adeguarli dal punto di vista della sicurezza;
   – mancanta istituzione dell’Agenzia Sociale della Casa che avrebbe svolto con più celerità tutto il lavoro di ricerca della casa, ristrutturazione e fruizione dei servizi, stipula dei contratti, fornitura delle garanzie verso i proprietari dell’immobile, controllo del coretto utilizzo delle case da parte degli ospiti e comportamenti da parte dei proprietari, servizi aggiuntivi;
   – mancanza di un progetto di Calmierazione del Prezzo di Fitto adeguato alle esigenze di questi lavoratori e di chi vive il disagio abitativo, e questo sulla scorta dell’esperienza nel territorio foggiano.
 
Per questo pensiamo che volutamente questa ipotesi a Palazzo San Gervasio non sia stata perseguita, non conosciamo ancora tutti i termini della vicenda e come questa si stia sviluppando, ma a breve chiederemo un incontro al Sindaco del Comune di Palazzo San Gervasio e al Sindaco di Bella per mettere a confronto le due esperienze.
 
Il Centro di Documentazione Ass. Michele Mancino persegue l’Ipotesi di recupero abitativo del patrimonio Statale o Regionale che possa interessare anche un recupero del patrimonio rurale della nostra area.
Su questa ipotesi si può visitare il link sul Blog del’OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA.
 
Centro di Documentazione Michele Mancino
Palazzo San Gervasio 24.04.2010

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