Sintesi intervento di BERNARDO BRUNO POLITICHE ABITATIVE IN EMERGENZA A CONFRONTO Gli spazi abitativi per utenze disagiate

AGROCITIES
Il disagio abitativo dei lavoratori stagionali al confine Puglia/Basilicata
venosa 5 giugno 2010 – sala convegni istituto padri trinitari – piazza don bosco 3
 
POLITICHE ABITATIVE IN EMERGENZA A CONFRONTO
Gli spazi abitativi per utenze disagiate, social housing, architetture per l’emergenza
Bernardo BRUNO
 
Emergenze, calamità naturali e croniche difficoltà al reperimento di un alloggio sono i complessi temi trattati in questa sezione. Alle complessità strutturali dell’argomento se ne aggiungono altre per la mancanza di un modello di riferimento specifico inerente l’alloggio temporaneo per immigrati.
 
SOCIAL HOUSING
 
Il significato letterale dell’espressione inglese social housing  è “edilizia sociale”, che, per estensione, diventa  “ciò che attiene all’offerta sociale di abitazioni”.
Nel linguaggio europeo il termine social housing assume una connotazione ampia.
Secondo il Comitato di coordinamento europeo dell’alloggio sociale  CECODHAS,  social housing significa offrire “alloggi e servizi con forte connotazione sociale, per coloro che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo sul mercato (per ragioni economiche o per assenza di un’offerta adeguata) cercando di rafforzare la loro condizione”.
                     
In estrema sintesi i modi di realizzazione degli alloggi sociali, tra loro anche complementari, sono quattro:

  1. attraverso l’azione di soggetti pubblici che provvedono direttamente alla costruzione degli alloggi;
  2. attraverso l’azione di operatori in-house, separati dal soggetto pubblico che ha potere di controllo; l’operatore lavora esclusivamente per il soggetto pubblico in un ambito territoriale di competenza predefinito;
  3. attraverso l’azione di operatori indipendenti strutturato secondo le regole degli operatori no-profit;
  4. attraverso operatori di mercato legati da un contratto temporaneo con obblighi coerenti con quelli del servizio pubblico.

 
Nella proposta di risoluzione del Parlamento europeo approvata il 10 maggio 2007 “Politica degli alloggi e politica regionale”, la riflessione sugli alloggi è orientata anche alla tematica  essenziale della dimensione sociale.
Tema della segregazione sociale, delle persone senza fissa dimora, delle periferie urbane violente, dell’inserimento dei migranti provenienti da altri Paesi Ue e da Paesi terzi.
 
Le tipologie d’intervento

  1. residenze temporanee, a loro volta articolate inalloggi individuali, residenze collettive e alloggi per l’inclusione sociale;
  2. alloggi individuali destinati alla locazione permanente.

 
Gli alloggi per l’inclusione sociale, quali microcomunità protette o pensioni/alberghi sociali.
 
Residenze temporanee – Alloggi individualie residenze collettive
 
Residenze temporanee – Alloggi per l’inclusione sociale: microcomunita’ protette, pensioni/alberghi sociali
Fra le categorie di beneficiari vi sono i soggetti senza fissa dimora.
 
Enti gestori:
Soggetto attuatore o soggetto convenzionato con soggetto attuatore scelto tra organizzazioni/enti/istituzioni del terzo settore no profit.
La struttura garantisce al beneficiario un progetto personalizzato complessivo teso all’inclusione sociale; l’offerta del posto alloggio preferibilmente fa parte di un più vasto intervento di accompagnamento sociale sostenuto da ulteriori servizi integrativi (linguistici, formativi, educativi, sanitari), che contempla, ai fini della efficacia dell’azione, anche altri strumenti come il sostegno al lavoro (percorsi di tirocinio e inserimento lavorativo, borse lavoro, percorsi di tutoring e mediazione del lavoro in generale) o  il micro-credito per l’avvio o il rilancio di microimprese e attività lavorative autonome/artigianali che non riescono ad accedere alle forme ordinarie di finanziamento bancario.
 

Finanziamento

Concorso di più soggetti operatori, sia pubblici sia privati.
Gli interventi sono convenzionati ai sensi degli articoli 17 e 18 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
 

Durata,  natura e corrispettivo della locazione temporanea

I posti alloggio sono acquisiti al godimento dei beneficiari in relazione alla motivazione sottesa all’esigenza di abitazione temporanea, nel limite massimo di 18 mesi consecutivi, rinnovabili in base al perdurare della necessità accertata dal Comune.
 

Durata della destinazione vincolata

Perenne
La struttura alloggiativa realizzata rimane di proprietà pubblica
 
L’acquisizione delle aree e degli immobili
La proprietà o la disponibilità dell’area libera o edificata da recuperare è, condizione essenziale per il decollo degli interventi e rappresenta uno scoglio non facile da superare.
Possono partecipare alla selezione regionale i Comuni la cui popolazione rientra nelle soglie indicate per gli specifici interventi di social housing; l’acquisizione e la relativa urbanizzazione possono essere affidati in concessione dai Comuni mediante apposita convenzione con soggetti ritenuti idonei.
I criteri per la selezione delle domande comunali da ammettere a finanziamento saranno stabiliti  dalla Giunta regionale con apposita deliberazione.
 
 
Le risorse finanziarie
 
Il co-finanziamento pubblico risulta ineludibile per l’avvio di un programma di social housing, così come per tutte le iniziative riconducibili al tema generale della realizzazione di alloggi sociali
Il Comune partecipa al co-finanziamento attraverso l’apporto diretto di risorse finanziarie e/o immobiliari, la riduzione o l’esonero dal contributo di costruzione ai sensi degli articoli 17 e 18 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 e attraverso la riduzione di imposte comunali.
Per quanto riguarda la Regione sono destinati al social housing, in prima istanza per l’acquisizione delle aree e degli immobili, i rientri derivanti dal fondo di rotazione ex art. 5 legge 179/1992 e parte delle risorse rese disponibili ai sensi degli art. 3 e 4 della legge 9/2007. Inoltre occorre ricercare accordi per il coinvolgimento di altre risorse pubbliche finalizzate agli interventi con forte valenza sociale.
Altre forme di partnership potranno essere direttamente ricercate dai Comuni in relazione alla specificità del territorio, ad esempio potrebbero essere ricercate collaborazioni con le organizzazioni economiche dell’industria e dell’edilizia laddove vi siano realtà produttive in espansione o con associazioni del terzo settore no profit nel caso di forti ingressi di manodopera straniera. Rientrano nei possibili contributi di mano pubblica anche forme accelerate di istruttoria amministrativa  e tecnica a garanzia di tempi certi per la conclusione degli interventi.
 
Fonte 1)
 
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Il mondo in casa mia: campagna europea per il diritto degli immigrati alla casa.
 
Alcuni enti locali hanno già avviato con successo la creazione di agenzie immobiliari sociali: si tratta di forme organizzative di natura pubblica o privata che si occupano di svolgere un'azione di intermediazione  tra i proprietari e gli immigrati offrendo garanzie per l'affitto e un'integrazione economica
IL DIRITTO ALLA CASA PER GLI IMMIGRATI
 
Leggi di riferimento

  • T.U. 25 luglio 1998, N.286 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” Art. 40.

ALLOGGIARE IN STRUTTURE COLLETTIVE
 
L'Art. 40 del TU  sull'immigrazione propone agli immigrati soluzioni abitative differenti secondo le diverse situazioni ed i diversi stadi del percorso migratorio, in modo tale da permettere un inserimento abitativo specifico per le diverse esigenze dell'immigrato.

  • Struttura di prima accoglienza

Si tratta di una residenza collettiva multipla ( indicativamente 20-50 posti letto a seconda dei contesti locali) che può essere composta di stanze in cui convive  un certo numero di persone (generalmente 4-6), dove la durata della permanenza è al massimo 6 mesi, e dove gli ospiti pagano un canone sociale giornaliero, eventualmente svolgendo alcuni servizi (manutenzione, pulizia
 Per far si che tale sistemazione non diventi definitiva, e che non alimenti altri meccanismi di dipendenza, l'ente gestore del Centro di Prima Accoglienza  gestisce anche altre forme di offerta  ed accompagnamento abitativo, ed il canone richiesto cresce progressivamente a seconda della situazione socioeconomica e della durata della presenza dello straniero nella struttura di accoglienza.

  • Seconda accoglienza

In questo caso gli immigrati dispongono di strutture collettive costituite da stanze per singoli o piccoli gruppi familiari, eventualmente con parti separate destinate a maschi soli, femmine sole, o famiglie, dove la permanenza può essere indicativamente di 1- 5 anni e il canone pagato dagli ospiti sarà oggetto di una convenzione ente pubblico/ente gestore.

  • Alloggi gestiti da enti sociali

Si tratta di strutture di accoglienza distribuiti sul territorio, destinati a famiglie o a piccole convivenze, dove gli ospiti  pagano un canone di mercato (resta a carico pubblico solo la mediazione /garanzia/assistenza sociale svolta dall'ente).

  • Inserimento residenziale in alloggi privati

In questo caso il contratto di locazione è intestato direttamente agli inquilini stranieri, che pagano il canone di mercato, e dove l'ente sociale svolge solo un ruolo esterno di mediazione/accompagnamento/garanzia, oltre ad un forte lavoro culturale sulle comunità dei nativi.
 
P. N. A.: Programma Nazionale Asilo
Il Programma Nazionale Asilo è nato dall'esigenza di creare un sistema nazionale di accoglienza e protezione in favore dei richiedenti asilo nonché di sostegno all'integrazione per i rifugiati e persone con permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Per la progettazione e l'attuazione degli interventi, i Comuni assumono un ruolo centrale. Nella maggior parte dei progetti territoriali, le attività sono realizzate con il coinvolgimento dell'associazionismo locale più impegnato nel settore.
La rete del P.N.A. è costituita da una serie di centri di accoglienza operativi su gran parte del territorio nazionale, comprese le principali aree d'ingresso e di uscita (porti, aeroporti, valichi di frontiera) e le grandi aree metropolitane.

Questi centri offrono accoglienza e protezione ai richiedenti asilo, nell'attesa della definizione della procedura di riconoscimento dello "status di rifugiato", e forniscono informazioni sui propri diritti e doveri nonché sostegno nella ricerca di opportunità lavorative e abitative necessario per un pieno e autonomo inserimento nel contesto territoriale.
 
Al fine del nostro lavoro è funzionale vedere come in altre Regioni è stato affrontato anche dal punto di vista normativo la questione dell’alloggio temporaneo per lavoratori stagionali. Si potrebbe mutuare di pari passo il modello già utilizzato per delineare per le Regioni Basilicata-Puglia adattandolo  al tipo di abitazioni rurali presenti nei nostri territori. E’ il caso mutuato dal
Dipartimento di Prevenzione  di  Verona.

 

Alloggi temporanei in prefabbricati

criteri per la progettazione, la costruzione e l'installazione di prefabbricati per lavoratori stagionali

1. Requisiti generali

(ubicazione, isolamento dall'umidità e microclima, riscaldamento, sicurezza degli impianti, misura di prevenzione incendi, approvvigionamento idrico, smaltimento reflui)
1.1 ubicazione

  • su terreno sistemato in modo tale da evitare il ristagno delle acque piovane o di qualsiasi altra provenienza;
  • lontano da fonti di insalubrità (es. concimaie);

1.2 isolamento dall'umidità e microclima

  • pavimento isolato dal terreno mediante vespaio aerato od altra idonea soluzione;
  • pareti perimetrali esterne e coperti in materiali atti ad assicurare, per quanto possibile, temperature interne confortevoli anche in presenza di condizioni climatiche estive disagiate (temperature elevate); comunque in genere opportuno collocare i prefabbricati in zone esterne ombreggiate/rese ombreggiate e va sempre valutata la necessità di prevedere idonei impianti di climatizzazione.

1.3 riscaldamento, 1.4 sicurezza degli impianti, 1.5 misure di prevenzione incendi, 1.6 approvvigionamento idrico, 1.7 smaltimento reflui
fare riferimento a quanto indicato per gli alloggi temporanei in edifici rurali
in merito alle misure di prevenzione incendi tenere presente che le strutture in acciaio possiedono una resistenza al fuoco pari a R 15 e quindi per raggiungere il valore R 30 occorre procedere ad opportuni trattamenti.

2. Requisiti degli ambienti

(camere, locali wc e doccia)
per spogliatoi, zona o locale lavanderia, cucina e mensa, essendo in genere ubicati in stabili adiacenti ai prefabbricati, fare riferimento a quanto indicato per gli "alloggi temporanei in edifici rurali"
2.1 camere

  • separate per sesso;
  • pareti rifinite in modo da permettere una facile pulizia;
  • pavimento adatto a garantire una facile pulizia;
  • altezza raccomandata 2.7 metri ; superficie del pavimento sufficientemente ampia per una dislocazione degli arredi e dei passaggi funzionale ad igiene e sicurezza, non inferiore a 3.5 metri quadrati per persona, rispettando in ogni caso la cubatura dei locali sottoindicata;
  • per una sufficiente ventilazione naturale volume o cubatura dei locali pari ad almeno 12 metri cubi per persona e superficie complessiva di finestre e porte comunicanti con l'esterno pari ad almeno 1/8 della superficie del pavimento;
  • per una adeguata illuminazione naturale superficie vetrata di finestre e porte comunicanti con l'esterno pari ad almeno 1/8 della superficie del pavimento;
  • arredate perlomeno con letti ed armadietti personali o mobilio equivalente per il vestiario.

2.2 locali WC e doccia

  • distinti per sesso;
  • separati tra loro con vano antiWC/antidoccia dotato di lavabo/i;
  • almeno 1 WC ogni 8 persone;
  • almeno 1 doccia ogni 8 persone;
  • almeno 1 presa d'acqua ogni 5 persone;
  • acqua calda e fredda;
  • altezza raccomandata non inferiore a 2.4 metri;
  • illuminazione ed aerazione naturali.

Altre risorse degli alloggi temporanei per lavoratori stagionali che potrebbero interessare ed essere mututate
Alloggi stagionali
Edifici rurali per lavoratori stagionali. Riferimenti igienico sanitari e di sicurezza per la predisposizione di alloggi per la manodopera stagionale.
Alloggi temporanei in edifici rurali
Alloggi in edifici rurali per lavoratori stagionali. Progettazione e realizzazione degli ambienti
Alloggi temporanei in prefabbricati
Alloggi in prefabbricati per lavoratori stagionali. Progettazione e realizzazione degli ambienti
Legislazione alloggi temporanei
Edifici rurali per lavoratori stagionali. Riferimenti legislativi considerati per l'elaborazione del documento
 

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SOCIAL HOUSING VIDEO N.1
 
Si inizia con immagini della rivolta nelle periferie parigine.
 
Un C.P.A. in Italia
 
Degli slums nel mondo terzo e quarto in Asia
 

Descrizione Sandbag Shelter Prototypes , various locations:

 
L’architetto iraniano Nader Khalili crede che usando il potenziale delle costruzioni in terra si può trovare la soluzione all’abitazione per milioni di rifugiati e vittime di disastri naturali. Dopo un estensiva ricerca entro i metodi costruttivi delle costruzioni vernacolari in terra in Iran, eseguendo dei prototipi ha realizzato il sistema detto “superadobe” o borse di sabbia. La tecnica costruttiva di base consiste nel riempire le borse con terra e predisporle su di una pianta circolare.
Nel 1991 l’architetto ha fondato in California l’Istituto di Arte ed Architettura della Terra (Cal-Earth). Un organizzazione di ricerca no-profit che si occupa di ogni aspetto dalla costruzione sulla luna e su Marte alla progettazione e studio per i senza tetto in tutto il mondo con le Nazioni Unite.
I prototipi hanno ottenuto i requisiti per le abitazioni di emergenza richiesti dall’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Il sistema è stato usato nei programmi sia delle Nazioni Unite che dell’UNHCR nel 1995 quali alloggi temporanei per il flusso di rifugiati riversatesi dall’Iraq verso l’Iran. Il sistema è stato anche utilizzato in molti paesi dal Messico alla Mongolia, India, U.S.A., Brasile, Siberia, Cile e Sud Africa.
 
 
Luoghi italiani ove sbarcano gli immigrati che sono anche luoghi dell’abusivismo edilizio costiero.
 
Alcune realizzazioni in Africa dell’architetto Emilio Carvati: la costruzione di una scuola in un villaggio
 
Un concorso per architetture di emergenza in Sud Africa.
 
 
 
MILANO
Le chiamano case container, ma delle strutture di emergenza che sorgono dopo un terremoto o nei campi nomadi, hanno poco a che fare. Almeno in Paesi europei come l’Olanda, dove designer e architetti progettano queste forme innovative di abitazione low cost, spesso in chiave ambientalista. È a questi esempi che, adesso, guarda anche Milano. Per rilanciare, in una città dove i prezzi delle case sono proibitivi, un mercato di abitazioni accessibili che possano attrarre giovani e nuove coppie. È per loro, studenti fuori sede e lavoratori che hanno bisogno di alloggi per brevi periodi, ma anche per casi sociali come gli homeless, che Palazzo Marino ha pensato a questi speciali container. La parte più radicale di un piano dettagliato per sviluppare nei prossimi 15 anni 20mila case a prezzi contenuti.

 
Le case container

La formula è quella dell’housing sociale che, d’ora in poi, prevederà strumenti diversi: dagli appartamenti da acquistare a 1.700-1.900 euro al metro quadrato o da affittare a 350 euro agli studentati universitari, dagli alberghi low cost per attrarre anche i ragazzi che viaggiano zaino in spalla, fino alle “residenze a riscatto” e a esperienze come il cohousing o, appunto, le case container. Perché, come spiega l’assessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, «abbiamo bisogno di utilizzare gli spazi anche in modo temporaneo, cercando soluzioni flessibili e di qualità per dare risposte a esigenze innumerevoli che cambiano». Le case container potranno sorgere su aree in attesa di una trasformazione urbanistica come gli scali ferroviari e le caserme o su terreni abbandonati «rendendo anche più sicuro il territorio».

Per brevi periodi: due, tre, cinque anni. Senza complicazioni: queste case prefabbricate potranno essere smontate con la stessa facilità con cui prenderanno forma. Un’opzione «all’avanguardia», la definisce l’assessore: «Non è stata ancora sperimentata in Italia, ma è già presente in molti Paesi dell’Europa del Nord per ospitare persone che hanno bisogno di spendere poco». Come tutti gli altri strumenti urbanistici contenuti nel documento approvato dalla giunta per regolamentare l’housing sociale, dovranno essere i privati a realizzarli. Le norme saranno contenute nel Piano di governo del territorio e prevederanno un premio per i costruttori: gli indici edificatori saliranno da 0,65 fino a 1 a patto che il bonus di 0,35 sia destinato a palazzi a prezzi contenuti. «Un’a gevolazione — dice Masseroli — che consente di rendere economicamente sostenibile l’intervento».
 

Un ragazzo di dodici anni MAX Wallack negli U.S.A.  ha disegnato un prototipo chiamato “Home Dome” con il quale ha visto un premio di10.000 dollari un rifugio per senza tetto realizzata in plastica e legata con filo ed imballaggi di arachidi. Il prototipo ricorda le tende mongole. Interessante le motivazioni del ragazzo che aveva già vinto un altro premio all’età di 6 anni e vedendo le condizioni di vita per strada dei senza tetto si era dato come obiettivo di realizzare qualcosa per loro.
 

Descrizione Carter / Tucker House:

The special fact of this house, located in Australia, is that it's box-shaped form of 12,00×6,00 m, within which all the program of design is developed.
 
 
Video EMERGENCY N.2

 

Vincitore Premio Rivolta 2009

Descrizione Práter StreetSocial Housing di KisPeter a Budapest in Ungheria:

L’edificio è inserito all’interno del denso tessuto residenziale del secolo scorso della città di Budapest.
L’edificio dimostra come, con estrema sobrietà e economia di risorse, si possa rispondere in maniera ottimale alle questioni aperte dalla residenza sociale in ambiti complessi e delicati quali i tessuti edilizi ad alta densità e dal forte carattere urbano. Il progetto si pone come un riuscito modello di equilibrio tra le esigenze contemporanee e la tradizione della città europea.

Vengono menzionati, nell’ordine, i progetti 14 Giorgio Macola e Adolfo Zanetti, 48 alloggi a Forte Gazzera (Italia), 31 Javier Terrados Cepeda, 30 social dwellings Conil de la Frontera (Spagna) e 32 Agence Kagan Architecture, 83 appartamenti sociali a Port Saint Martin, Rennes (Francia).

32Agence Kagan Architecture, 83 appartamenti sociali a Port Saint Martin, Rennes (Francia)

L’intervento residenziale valorizza la condizione urbana privilegiata all’entrata di Rennes caratterizzata dalla presenza del canale d’Ille et Rance. La scelta tipologica, con appartamenti stretti e lunghi distribuiti da ballatoi, offre ad ogni alloggio le migliori viste sul canale e generose terrazze. Pur nei limiti di costi dell’edilizia popolare, che hanno portato ad una forte razionalizzazione delle scelte costruttive, in particolare con l’uso di elementi in calcestruzzo prefabbricato, il progetto propone una ricca articolazione del volume che ricuce l’angolo di un isolato periferico fortemente frammentato, creando una forte presenza urbana sottolineata dal basamento commerciale su doppia altezza. La giuria riconosce l’alta qualità della cellula abitativa di base, che sfrutta in particolare l’organizzazione degli spazi di servizio e l’interessante variazione tipologica degli alloggi duplex che coronano l’edificio

Giorgio Macola e Adolfo Zanetti, 48 alloggi a Forte Gazzera (Italia),
Il progetto si colloca in un’area molto delicata al margine del tessuto urbano di Mestre, tra il centro del quartiere della Gazzera e l’area verde del Forte Brendole. Il tessuto è rado, ma il sito è denso di significati e di qualità paesaggistiche interpretate con grande raffinatezza dai progettisti. Il tema della definizione del margine si materializza nell’allineamento dei corpi di fabbrica accoppiati come “sentinelle” di diversa altezza. Gli edifici stretti ed allungati a corpo singolo richiamano il linguaggio delle architetture rurali rinnovato con il ritmo alternato delle aperture verticali di varie dimensioni. Il tema dell’edilizia sociale trova nel decoro e nella sobrietà di questi edifici e nel loro afflato poetico una soluzione di straordinaria qualità.

31 Javier Terrados Cepeda, 30 social dwellings Conil de la Frontera (Spagna)

L’intervento residenziale costruisce la testata di un isolato in un tessuto periferico della cittadina di Conil de la Frontera. Ispirandosi al sistema di passaggi e cortili semi-pubblici che caratterizza il tessuto residenziale del centro storico, l’edificio organizza gli appartamenti sui due lati di una strada interna illuminata da piccoli patii, che crea un’interessante spazio di transizione tra spazio pubblico urbano e spazio privato delle abitazioni. All’interno dell’edificio viene così ricreata un’atmosfera urbana che favorisce la socializzazione tra i residenti. La cellula residenziale, estremamente razionale, sfrutta abilmente la presenza del piccolo patio per strutturare le piante, dividendo con chiarezza la zona d’entrata – con la cucina e il bagno affacciati sul patio – dal soggiorno e dalle camere da letto affacciate sulla strada.

. Crossing: Dialogues for Emergency Architecture
Exhibition at the National Art Museum of China (NAMOC) in Beijing 2009.

“Dialogues for Emergency” Exhibition.This exhibition was organized after the Sichuan earthquake (May 12, 2008), which devastated the Chinese nation, with over 69,000 lives lost and over 15 million people affected, needing temporary homes. Crossin Now looks to help these people through architecture, on an exhibition that will bring talented architects from around the world to discuss the issues of environment and emergency architecture from a global perspective. Twelve international practices including Sou Fujimoto, Rintala Eggertsson, Teddy Cruz, OBRA, PRODUCTORA, Tham & Videgård Hansson Arkitekter, CAFA, Song Xiewei+Han Tao+Xi Xiaojing, Smiljan Radic + Gonzalo Puga, A4设计组, CAL-Earth, ECAL_Martino d‘Esposito, EH+GS, IK studio, Jia Kun Architecture, KUB and ML. + SJU & leondelima participated in this project which set out to develop new strategies to address the need of temporary structures following natural disasters.
 
ROOM-ROOM è una casa portatile di giorno viene utilizzata come risciò e quindi per trasportare cose, si può dormire all’interno capovolgendola. Si può riposare o semplicemente soggiornarvi con possibilità di allungarla ed estenderla e predisporre ripari dal sole. Inoltre è previsto il sistema di trazione sia dall’uomo (manualmente, in bici o moto)che da animali .
 
Il prototipo di casa in legno di Tham & Videgård Hansson Arkitekter Il modulo base con struttura in metallo e piani in legno.Sul tettuccio una tanica contenente acqua, l’interno contiene un piano cottura con cucina. Il sistema modulare può contenere vari elementi accoppiabili cucina-bagno-scale per accedere a eventuale vano superiore, vano w.c., vano lavello, vano letto e vano ripostiglio.
Tham videgaisrd hansson
Tva emergency
T&Vpropose a view on Emergency Architecture that is inspired by the potential transformation of a temporary camp into a future urban environment. The idea is to integrate public spaces with an urban strategy so that the result is operative from day one and can also function as a guide, encouraging successive development over time.
Emergency Nodes: Urban Strategy.
Architecture: Structure and Generator.
This proposal addresses the catastrophic situations which follow natural disasters. It is based on some surprising observations that arose when the concept of Emergency Architecture was discussed with Swedish organisations for international support and development.
Urban strategyis needed during the first decisive moments of a rescue operation, too often the reconstruction of damaged towns and the development of future settlements is hindered by hasty, uninformed decisions taken in the midst of positioning and structuring temporary camps.
Time is a key consideration. Temporary camps often stand for years, even decades, resulting in many families bringing up children in tents or poor-quality shelter. For this reason it is particularly important to cater for semi-permanent common places and institutions for education, communal meetings, health and so on.
T&V propose a view on Emergency Architecture that is inspired by the potential transformation of a temporary camp into a future urban environment. The idea is to integrate public spaces with an urban strategy, to generate a result which is operative from day one and can also function as a guide, encouraging successive development over time
Rintala Eggertsson-Norvegesi
BoxHome è una dimora di 19 metri quadrati, con quattro stanze che coprono tutte le funzioni base dell’abitare: una cucina con sala da pranzo, un bagno, un soggiorno ed una camera da letto.“In primo luogo”, afferma l’architetto Sami Rintala, “il progetto si concentra sulla qualità dello spazio, dei materiali e della luce naturale, e cerca di ridurre la superficie non necessaria. Il risultato è una dimora in cui il prezzo è di solo un quarto del prezzo di ogni appartamento stessa grandezza nella stessa zona. BoxHome è un edificio prototipo, ma lo stesso atteggiamento potrebbe essere utilizzato per alloggi più grandi e di conseguenza, per i luoghi di lavoro… Nelle società occidentali in questo momento stiamo godendo dei più alti standard di vita mai conosciuti dal genere umano. Allo stesso tempo, siamo pienamente informati dei risultati della cultura del consumismo. Qui sta il paradosso più grande: Siamo costretti costantemente a dimenticare la realtà reale per poter godere della facciata dell’eccesso che abbiamo creato intorno a noi”.
L’obiettivo è quello di creare una dimora di pace minima, una specie di caverna urbana nella quale una persona si può ritirare quando vuole dimenticando per un pò l’intensità e il caos della città.
estudio teddy cruz
In the context of a post 9-11 political equator that divides the world and the city between enclaves of mega-wealth and sectors of poverty, urbanities of labor and surveillance, the formal and informal, our institutions of architecture representation and display have lost their socio-political relevance and advocacy.
estudio teddy cruz : from the global border to the border neighborhood
The perennial alliance between militarization and urbanization is reenacted at the San Diego / Tijuana border and later reproduced in many US neighborhoods, as the expansion of a social legislation of fear is transforming the 11 million illegal laborers who mostly live there into criminal suspects.  What are the implications of these forces of control on one hand and of non-conformity on the other in the reshaping of the American City?  The work of estudio teddy cruz builds out of these trans-border urban dynamics, using this territory of conflict as a backdrop to critically observe the clash between current top-down discriminating forms of urban economic re-development and planning legislature (as expressed through dramatic forms of unchecked eminent domain policies supporting privatization and NYMBYism), on one hand, and the emerging American neighborhoods nationwide made of immigrants, on the other, whose bottom-up spatial tactics of encroachment thrive on informality and alternative social organizational practices.
 
MOON SHADOW CONCEPT.
OBRA Unità di emergenza planimetricamente a forma crociata. All’unità minima si accede attraverso un vano porta di fianco c’è una finestra. L’esterno un piccolo patio. All’interno lo spazio è arredato con un tavolo e 4 sedie componibili.
Casa in bambù
LA CASA DI PLASTICA SOGNI DI PERIFERIA
 
Nel 1972 era un progetto sperimentale. Che divenne presto obsoleto. Spettro della società di ieri, ornato dalle maschere degli immigrati (occupanti) di oggi
di Alessandra Iadicicco  Foto di Maria Vittoria Trovato
 
Degli abitatori (okkupanti) attuali, gli ecuadoriani e peruviani venuti dalle terre calienti del Sud. Ma va raccontata dall'inizio. Dal 1972, quando l'architetto Mario Scheichenbauer realizzò, più per urgente fabbisogno sociale che per un azzardato progetto sperimentale, l'edificio sintetico di via Catania 126. In sintesi – e in breve: in quattro mesi e con il lavoro di cinque operai – era fatto così. Un parallelepipedo prefabbricato, senza balconi. Alto tre piani, lungo tanto da abbracciare quattro scale, largo abbastanza da ospitare 24 spaziosi appartamenti per le famiglie dei lavoratori accorsi dalle valli bergamasche e di lì a poco dalla Calabria a popolare "la Stalingrado d'Italia". Popolare è il contesto. Periferica la collocazione della Casa che sorgeva e sorge alla periferia della periferia della periferia: alle soglie del Cimitero Nuovo di Sesto.
 
 
 
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Rif:
 

  1. LINEE GUIDA PER IL SOCIAL HOUSING IN PIEMONTE
  2. Commissione  Europea Dir. gen. occupazione e affari sociali  Guida pratica e giuridica per la ricerca di un alloggio in Italia Il mondo in casa mia: campagna europea per il diritto degli immigrati alla casa. ASAL, ICS, coop. La Casa, Lunaria. 2001
  3. Dipartimento di Prevenzione – Via Salvo D'Acquisto n. 7 – 37122 Verona Tel 045 807 59 11 – Fax 045 807 50 03 – email: dip.prevenzione@ulss20.verona.it
  4. Ordine Architetti P.P.C. – MI  Proclamato il vincitore del Premio Rivolta 2009
  5. LA CASA DI PLASTICA SOGNI DI PERIFERIA di Alessandra Iadicicco
  6. Crossing: Dialogues for Emergency Architecture
    Exhibition at the National Art Museum of China (NAMOC) in Beijing 2009.

 
 

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