ERRANTI E NON MIGRANTI

OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA
 
Comunicato Stampa 18 luglio 2010
 
ERRANTI E NON MIGRANTI!
 
   Dopo l’arrivo della Comitato Schengen a Palazzo San Gervasio, nulla è cambiato.
L’empasse tra il comune e la regione non promette niente di nuovo e l’arrivo delle forze dell’ordine ai casolari dove ormai alloggiano centinaia di migranti con l’intimazione di andare via sembra essere il preludio della nuova stagione di sfruttamento delle braccia nere.
Cosa è successo dopo la delibera regionale che ha la velleità di coniugare l’accoglienza con la legalità e la lotta al caporalato, oltre che “fronteggiare efficacemente il problema dei flussi migratori”. Dopo aver caricato l’onere di individuare il Comune di Palazzo San Gervasio, oltre che già “comune capo area immigrazione” dell’Ambito Socio-Territoriale, anche l’onere di accollarsi “funzioni tecnico amministrative, responsabile della contabilità e della rendicondazione economica finanziaria (…)”, senza che ci siano adeguati trasferimenti di risorse aggiuntive.
Dopo aver esaudito la richiesta economica del comune di Euro 190.000,00 per tutto quanto messo in premessa e suddiviso questi in 90.000,00 € per la soluzione impossibile di requisire l’albergo Pasqualino. Impossibile per la non condivisione di questa scelta da parte della popolazione locale. Non perché la comunità di Palazzo San Gervasio sia razzista e intollerante, come qualcuno vuol far passare, ma perché realisti nel pensare che tutto ciò provocherebbe un disagio che va oltre quello che sostiene ogni anno, da circa un ventennio, per aver ospitato lavoratori che servono un’area che interessa la parte nord del Vulture e dell’Alto Bradano e dei comuni confinanti della Regione Puglia.
Gli altri 100.000,00 € servirebbero per l’accoglienza e la gestione del Centro di Accoglienza in Contrada Piani.
Di positivo è che questi vengono assegnati all’Ambito Vulture-Alto Bradano e non direttamente al Comune evidentemente a significare che anche altri comuni se ne possono fare carico. Ma questo pare non sia avvenuto.
La delibera Regionale (n° 1089 del 3 luglio ’10) vincola il comune anche a come le procedure di affidamento devono essere tenute.
Non volendo entrare in merito a questo che è squisitamente tecnico-procedurale, vorrei però sottolineare come tutte le discussioni e i tavoli tenuti da novembre in poi non hanno prodotto alcunché, come le perplessità poste dall’Osservatorio Migranti Basilicata sono tutte in essere e come non esiste un’ipotesi di lavoro a breve o a lungo termine che voglia risolvere il problema dell’accoglienza, figuriamoci quello di flussi o ancor più il contrasto al caporalato. In questi mesi si sono fatte anche proposte che noi ritenevamo giuste e possibili di essere messe in campo (come fa la regione Puglia con il progetto ASIA e il Centro di Accoglienza di Nardò o gli Alberghi diffusi), però quando vengono attuati risultano avere dei fini poco nobili. Qualcuno dice di “far cassa”. Si veda il Progetto Agenzia Sociale della Casa e la nascita ad hoc dell’Ass. Agenzia Sociale della Casa – ONLUS -, da noi sostenuto e condiviso ma poi all’atto svuotato e non più condiviso perché presente in questa solo il Comune di Palazzo San Gervasio e un gruppo di ragazzi volenterosi. Che fine hanno fatto gli altri partner? Tutti scappati?
 
I vincoli posti dalla Regione Basilicata, evidentemente, non assicuravano quella totale libertà di spesa a cui erano abituati i nostri amministratori e comunque nella delibera manca ancora la condivisione del problema dell’accoglienza che ancora una volta viene affidata solo al Comune interessato dal fenomeno.
Per cui ben venga il Commissario ad acta, ma faccia presto perché i lavoratori sono già qui!
L’altro ieri, di ritorno dalla manifestazione per dare solidarietà ai lavoratori FIAT licenziati, i braccianti migranti ci dicono che erano passati dalla masseria dove alloggiano le forze dell’ordine per invitarli a lasciare quel luogo.
Perché questi lavoratori da “migranti” diventano sempre più “erranti”? Perché una regione come la nostra dai piccoli numeri non affronti il problema definitivamente e da come unica risposta la stessa che i governanti libici danno agli esuli eritrei e cioè quella di essere sempre in cammino? Perché si vuole che Palazzo San Gervasio assomigli sempre più a Rosarno con l’eccezione che le angherie che i nuovi schiavi devono sopportare non vengono somministrati da ragazzotti annoiati e magari mafiosi ma da chi ci governa? C’è differenza tra i modi violenti fatti a loro carico, per renderli invisibili, e la gentilezza dei nostri amministratori.
Possibile che nel ricercare una possibile risposta al problema non ci sia posto neanche nella “Grotta Paradiso”? e che l’unico sarebbe una schioccata delle dita, o il pronunciare di una frase magica, per farli “sparire”.
Purtroppo anche quest’anno abbiamo sbagliato e questo ci avvilisce come lucani e come uomini, ed all’ora non ci rimane che affidarci evidentemente alla carità divina.
Almeno questa un piato caldo riesce ad assicurarcelo.
 
 

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