Lampedusa, sbarcati mille migranti. Maroni: “Lasciati soli nell’emergenza. L’Ue si attivi”

Lampedusa, sbarcati mille migranti. Maroni: “Lasciati soli nell’emergenza. L’Ue si attivi” ”Siamo soli a fronteggiare l’emergenza, l’Europa non sta facendo nulla”. Così dichiara al Tg5 il ministro dell’interno Roberto Maroni, sugli sbarchi, a migliaia, dei migranti a Lampedusa. “Sono molto preoccupato – dice il ministro leghista – e ho chiesto l’intervento urgente dell’Ue perché il Maghreb sta esplodendo. C’è un terremoto istituzionale e politico che rischia di avere un impatto devastante su tutta l’Europa attraverso l’Italia. Noi siamo come al solito lasciati soli. Stiamo gestendo l’emergenza umanitaria con la protezione civile. E’ indispensabile l’intervento dell’Europa”.

Da mezzanotte ad ora infatti sono quasi mille, per la precisione 977, le persone sbarcate sull’isola di Lampedusa a bordo di diverse imbarcazioni. Lo ha detto il comandante della locale Capitaneria di porto Antonio Morana. Sulla banchina del molo Favaloro, sono centinaia gli immigrati che stazionano in attesa di essere comportati in diverse strutture di accoglienza per poi, come avvenuto in questi giorni, essere trasferiti altrove via aereo o nave.

Intanto la prefettura di Palermo ha deciso che sarà riaperto oggi stesso il centro di accoglienza di Lampedusa. E’ stato il prefetto Giuseppe Caruso a darne notizia: “C’è una disponibilità del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ad una eventuale apertura del centro che è – dice Caruso – ovviamente demandata alla nostra condivisione. Se riteniamo che possa servire, e pensiamo che verosimilmente possa servire, si può procedere alla sua riapertura”.

La decisione è la conseguenza anche degli allarmi lanciati in queste ore, di “emergenza biblica” avevano parlato alcuni appartenenti delle forze dell’ordine di Lampedusa che con le agenzie di stampa avevano voluto conservare l’anonimato e che avevano ‘sollecitato’, la riapertura immediata del Centro di Identificazione ed espulsione, che da tempo era rimasto chiuso. “Abbiamo sistemato – dicono gli agenti – queste migliaia di immigrati nel campo di calcio, nel campo sportivo, negli uffici dell’area marina protetta, nel centro anziani, nella stazione marittima. I servizi igienici sono scarsissimi. Il Cie è chiuso e chiediamo che sia riaperto subito. Fronteggiamo l’emergenza con 15 carabinieri, 10 finanzieri, 15 uomini della Capitaneria di Porto, 6 vigili urbani. In tutto siamo meno di una cinquantina. Chiediamo aiuto, è una emergenza biblica”.

In soli quattro giorni sono stati 4mila i migranti sbarcati a Lampedusa. E sono almeno due i barconi carichi di migranti avvistati qualche ora fa dai velivoli della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Potrebbero giungere nelle prossime ore a Lampedusa. Oltre ai barconi che entrano in porto, poi, la Guardia Costiera e le forze di Polizia dell’isola stanno tenendo sotto controllo anche altri punti di possibile approdo. Infatti, alcuni stranieri sono stati visti stamani camminare lungo le strade di Lampedusa dopo che, almeno così hanno detto, erano sbarcati con una imbarcazione su una caletta dell’isola.

Alcuni degli immigrati sbarcati hanno trovato ripari di fortuna: “Solo nei nostri locali ne abbiamo ospitati 300″, dichiara il parroco di Lampedusa, Stefano Nastasi. “Per ora la situazione è tranquilla e – dice il prete – non c’è un muro contro muro fra la popolazione locale e gli immigrati. Gli immigrati vanno comunque aumentando di ora in ora. Passeggiano tranquillamente nelle vie del Paese e si affacciano nel piazzale Belvedere”.

Intanto dopo un vertice in prefettura a Palermo che ha visto la partecipazione, oltre che del prefetto Caruso, di tutti i prefetti siciliani, della Protezione civile e della Regione, si è deciso che 300 degli immigrati clandestini sbarcati a Lampedusa verranno alloggiati in provincia di Palermo. “Gli immigrati saranno accolti – ribadisce Caruso – in tutte le strutture regionali disponibili: scuole, palestre, ed edifici immediatamente utilizzabili. Non si esclude anche la possibilità di organizzare tendopoli“. Tutto questo per fronteggiare altri probabili arrivi. La Caritas avverte che le spiagge tunisine sono pronte di gente pronta a partire. “Già l’estate scorsa – ha spiegato Oliverio Forti, responsabile nazionale immigrazione Caritas – avevamo detto, suscitando qualche polemica, che i piccoli flussi che si continuavano a registrare erano il segno che la propensione a partire continuava e che bastava poco perché si creassero nuove ondate”.

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