Provincia Potenza, Pesacane su situazione immigrati

30/03/2011 16:13

BAS“È da oltre un anno e mezzo che la Provincia ha provato, in ogni occasione pubblica di confronto e a tutti i livelli amministrativi, a rendere chiara la propria idea di accoglienza e di integrazione dei migranti con il nostro territorio. Sia i lavoratori stagionali sia chi vi risiede più stabilmente. Un’idea di gestione degli arrivi diffusa e non concentrata in un unico luogo. Un’accoglienza dislocata, per quanto riguarda gli stagionali, nei diversi comuni del Vulture Alto-Bradano, mediante la predisposizione di adeguati servizi”. È quanto dichiarato dall’assessore provinciale alle Politiche socio-assistenziali Paolo Pesacane.
“Questo assessorato si è inoltre profuso in uno sforzo mirante a far intendere che si trattasse innanzitutto di un problema culturale. A questo proposito, va detto che è stato ammesso un progetto della Provincia in collaborazione con l’Arci sullo SPRAR (sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati), che è in attesa di finanziamento, vista l’imminente possibilità di scorrimento delle graduatorie ministeriali. Inoltre, sempre a questo riguardo, ha sottoscritto un importante protocollo con la Regione per quanto riguarda la città per la pace. Quasi un anno fa, in Consiglio provinciale, con molta chiarezza – ha aggiunto Pesacane – è stato detto che il problema futuro dei nuovi arrivi previsti per i prossimi decenni, in dimensioni da esodo biblico, non si sarebbe potuto risolvere con le ottuse politiche dei respingimenti. Inoltre, come in quella occasione, ci sono state diverse altre iniziative intraprese e spazi pubblici di discussione, nei quali questo assessorato ha manifestato chiaramente le proprie perplessità in relazione alla accoglienza così come organizzata a Palazzo San Gervasio per più di dieci anni. Lo scorso anno poi, la mancata messa disposizione del campo per problemi legati al collaudo statico della struttura ha fatto sì che ad una situazione di emergenza pluridecennale se ne affiancasse un’altra dovuta al venir meno del luogo nel quale, nonostante tutto, era stata prevista l’accoglienza dei lavoratori”.
“Ora ci troviamo di fronte ad una vera e propria catastrofe umanitaria con decine di migliaia di migranti che raggiungeranno il nostro territorio. I tragici eventi di guerra in Libia hanno accelerato un processo migratorio che sarebbe stato comunque inarrestabile. Lo hanno reso immediatamente emergenziale. Nei giorni scorsi – ha continuato l’assessore – abbiamo assistito ad un invito del Governo nazionale alle Regioni perché ognuna facesse la sua parte e d’altro canto alla disponibilità offerta dalla Basilicata a ricevere i profughi. In queste ore, si è appreso dalla stampa che il Ministero dell’Interno ha disposto la riapertura del campo di Palazzo San Gervasio per l’accoglienza di circa 600 profughi”.
Secondo Pesacane, “non è il momento di indulgere in polemiche sterili, attardandosi su quali meccanismi hanno reso possibile ciò che non lo era un anno fa o sul mancato coinvolgimento delle istituzioni locali. Tuttavia, occorrono alcune puntualizzazioni. La Provincia è disponibile a svolgere la propria parte in un sistema chiaro di relazioni e di condivisione degli obiettivi. Innanzitutto, non si renderà strumento di manovre che consentano una ingiustificabile distinzione tra clandestini e profughi con riferimento a coloro che giungono via mare a causa di quanto accade in Libia. Non collaborerà a qualsivoglia idea di accoglienza che preveda la restrizione fisica e si traduca in una prigione a cielo aperto. In altre parole – ha concluso Pesacane – non si presterà ad operazioni propagandistiche, decise in altri luoghi, che preludano ad altri respingimenti. Con profondo senso di responsabilità, offrirà il proprio apporto in piena condivisione con le altre istituzioni in una logica di accoglienza che coinvolga più territori non concentrando le persone in un’unica area così incontrando, peraltro, la resistenza dei cittadini locali. La Provincia è certa che, alle condizioni di cui sopra, con il coinvolgimento e la collaborazione innanzitutto della Regione questo territorio sarà in grado assolvere all’importante compito che chiama tutto il Paese”.

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