Centro di Prima accoglienza, Sede per la Protezione Civile, Centro di Identificazione ed Espulsione o “Ciambotta”Nicola Montan

Centro di Prima accoglienza, Sede per la Protezione Civile, Centro di Identificazione ed Espulsione o “Ciambotta”
Il Centro di Prima accoglienza per immigrati di Palazzo San Gervasio, adibito a tendopoli per l’emergenza “tunisina”, ha subito in questi  giorni importanti modifiche strutturali. Rimozione della rete di recinzione e costruzione, a tempo di record,  di un muro alto tre metri . Ragion di Stato, anzi ipocrisia e cinismo di Stato. Ma i calcoli e il progetto chi li ha fatti? Boh!
Quella struttura,  diceva il sindaco di Palazzo San Gervasio, non poteva contenere più di 250 persone.  La faceva chiudere per  “motivi di ordine pubblico” quando all’interno vi si trovavano una quindicina di ragazzi africani che non sapevano dove andare. Svegliati in malo modo, sfrattati e denunciati. Avevano commesse un grave delitto: esistere.
 

Lo Stato si limitò ad inviare a Palazzo San Gervasio il Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Comitato, che a detta del suo presidente Margherita Boniver, non aveva soluzioni perché privo di poteri amministrativi. Il Parlamento, però, dovrebbe avere ancora poteri legislativi, fatta salva – probabilmente – la volontà dell’attuale presidente del consiglio.

Una notizia dell’agenzia Ansa di oggi, ci fa sapere che la tendopoli di Palazzo San Gervasio è stata trasformata in C.I.E. per disposizioni del Ministero dell’Interno. I timori di molti, trovano riscontro. Il Sindaco adesso cosa farà, come potrà giustificare le sue ordinanze di chiusura del centro visto che il Ministero dell’Interno lì dentro ci metterà anche settecento persone? Anzi settecento eco balle e …………… scusate volevo dire settecento unità di rifiuti umani? In sostanza chi non ha voluto adibire quel centro all’accoglienza e dare il minimo per la sopravvivenza ai braccianti neri, adesso cosa avrà?

Ma di chi è quella struttura? Perché è fatto divieto di entrare al Presidente della Regione Vito De Filippo? Forse perché non è leghista? Come avrebbe reagito a tale divieto un presidente leghista e il popolo leghista? “Qui comando io, questa casa mia” avrebbero detto. Basta guardare il video di Telepadania (http://www.youtube.com/watch?v=nxFm3GJFPRY). Io, guardandolo ed ascoltandolo mi son chiesto: da quando in qua il sud Italia è la casa dei padani?Il problema comunque non si pone. Al Nord d’Italia i tunisini non ci sono neanche arrivati se non di passaggio per andare in Francia..

Qualche cretino avrebbe commentato che in ogni caso il C.I.E. avrebbe potuto dare dei posti di lavoro. Effimeri posti di lavoro. Intanto ci lavorano i soliti noti e il C.I.E. diventa un paradiso per pochi. Certamente la comunità palazzese non potrà essere fiera dell’esistenza di un centro di detenzione nel proprio territorio, perché altro non è.

Cosa dirà ora l’ on. Vincenzo Taddei, che insieme ai vertici del Pdl di Basilicata, avrebbe data assicurazione che il campo, finita la fase emergenziale, sarebbe tornato ad ospitare i lavoratori migranti? O altre eco balle? Ma quante “balle” dobbiamo ancora ascoltare da questi signori? La stagione del pomorosso (mi rifiuto di chiamarlo pomodoro perché di oro non ha nulla) comincia in questi giorni on. Taddei, dove andranno a passare il lunario gli immigrati? Nel CIE? O i governi regionali e nazionale faranno come l’anno scorso? Accoglienza diffusa fai da te. Come al solito a scapito dei cittadini che vedranno occupate le loro private proprietà da gente che sicuramente si troverebbe nello “stato di necessità” di doverle occupare.

Facciamola finita di fare “ciambotta”.

Una cosa è certa l’Associazione Michele Mancino non intende partecipare alla spartizione di qualche spicciolo come altri stanno tentando di fare facendo passare il C.I.E. come un paradiso di lavoro. Noi  intendiamo difendere i diritti umani ed evitare che i tunisini, nostri fratelli, vengano malmenati in malo modo così come il Tg3 ha documentato qualche giorno fa.

Faremo come ha fatto a Bari l’associazione “Class Action procedimentale" di Bari che su disposizione del Presidente del Tribunale di Bari, ha avuto accesso nel CIE di Bari, dove sarebbero stati trovati rinchiusi persino dei minori (http://www.classactionprocedimentale.it/).

 
Inutile dire che il presidente della Regione Basilicata, se vorrà, in considerazione al divieto ricevuto durante il suo tentativo d’ingresso nel CIE di Palazzo San Gervasio, potrà affiancarci nell’azione.
 

 

Bari, 22.4.2011

                                                          Nicola Montano, appulo lucano  

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