Lettera aperta al presidente De Filippo e all’assessore Martorano da Parte di Rif. Com Basilicata

Migranti: Lettera aperta al presidente De Filippo e all’assessore Martorano

pubblicata da Rifondazione Comunista Basilicata il giorno martedì 26 aprile 2011 alle ore 10.20

Caro Presidente Vito De Filippo e Caro Assessore Attilio Martorano,

Il ministero degli Interni ha deciso con un ordinanza governativa del 21 aprile la trasformazione della tendopoli di Palazzo  in CIE. Sinceramente la notizia non ci stupisce, lo avevamo capito, e abbiamo sperato di sbagliare questa previsione fin troppo scontata.

Abbiamo però deciso di scrivervi pubblicamente perché siamo altrettanto sicuri che le dichiarazioni di contrarietà a questa prigione della modernità che anche da voi sono venute ci consentono di costruire un discorso pubblico e una battaglia di civiltà insieme.

Abbiamo parlato di accoglienza e di fronte a noi si alza un muro terribile, che è quello di una sospensione vera e propria della democrazia. I CIE, certo previsti da una pessima legge, sono pieni di donne e uomini che non hanno commesso alcun reato. Sono gli “irregolari”, una specie di eccedenza umana che si usa e si butta. Da anni il movimento antirazzista denuncia violenze e soprusi a carico di quelli che con un termine per niente appropriato vengono definiti ospiti, ma qualora la loro permanenza incontrasse “gentilezza” sarebbe pur sempre un non luogo, o un luogo dove l’umanità muore. Nessuno ha il diritto di recludere un’altra persona. Per questo crediamo che sia importante dire con chiarezza al governo, magari con un ordine del giorno del Consiglio Regionale, che questa decisione è una scelta unilaterale a cui tutta la coalizione di centrosinistra si oppone. Ci opponiamo con una ragione di più ora che il mediterraneo ha necessità di ponti culturali e politici. Il mezzogiorno ha questa funzione tra mediterraneo ed Europa e solo una pessima politica ne fa un luogo di un’ulteriore guerra quella di un’altra intensità che è caratterizzata dal respingimento vero e proprio.

Intanto si avvicina la campagna del pomodoro e dei prodotti dell’ortofrutta e la nostra impressione è che la repentina trasformazione in CIE di Palazzo e di Santa Maria Capua Vetere non sia innocente. Come è noto la detenzione nei CIE ha un suo tempo, sei  mesi, e come è noto nessuno all’uscita sarà rimpatriato. Sarà semplicemente vittima ancora, un’altra volta di un destino di irregolarità e ricatti. Un modo dunque per fornire mano d’opera a caporali di ogni genere.

Noi assedieremo con i nostri corpi questo non luogo della modernità. Costruiremo un pool di giuristi e avvocati che i migranti potranno incontrare all’uscita. Vi chiediamo di essere disponibili e di estendere l’invito ai consiglieri regionali dei partiti del centrosinistra, per accompagnare, nelle modalità consentite dalla legge, militanti, avvocati e giuristi, a visitare il CIE. Un atto per essere con il corpo un presidio di diritto dove il diritto muore. Un atto per   impedire ulteriori usurpazioni di diritti e vite. Noi non ci arrenderemo e siamo certi che quella Basilicata democratica che in più di un’occasione abbiamo conosciuto non subirà questo ennesimo sfregio alla democrazia e alla sua terra. I vostri atti aiuteranno la cultura democratica e di inclusione che ha qui tradizioni importanti.

Bisogna però dare anche un segnale forte sul terreno dell’accoglienza  e dell’inclusione sociale. La campagna del pomodoro ci pare un’occasione importante per dare forma ad un’accoglienza fatta di diritti da esigere, di ospitalità diffusa da costruire, di un meticciato da praticare quantomeno nell’area interessata. Un segnale che deve venire anche dalla capacità di lavorare ad una legge sull’ inclusione che, come è stato fatto in Toscana, dia rappresentanza e cittadinanza anche ai migranti. E’ un terreno questo della buona politica che rompe la paura e costruisce il terreno culturale di nuove cittadinanze, e annullare per questa via le prigioni che s’innalzano di fronte ad un’umanità in movimento. Questa umanità per fortuna non la fermeranno le leggi autoritarie di un impero decadente.

 

Angela Lombardi già parlamentare PRC- CPN PRC

Italo Di SabatoSegretario Regionale Prc/Fds Basilicata

 

 

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