Lager per immigrati a Palazzo San Gervasio, Lo Verde esprime disappunto-fonte Italia Dei Diritti

Lager per immigrati a Palazzo San Gervasio, Lo Verde esprime disappunto PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa   
Martedì 28 Giugno 2011 16:14
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Il viceresponsabile per l’Immigrazione dell’Italia dei Diritti: “Mi sembra che si stiano verificando fin troppi casi in cui si ledono i fondamentali diritti”

 

 

Roma –  Al Cie di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza, sono partiti i lavori per renderlo un lager inaccessibile dall’esterno. La notizia del trasferimento segreto di sessanta tunisini, dal piccolo comune potentino, ha suscitato particolare sgomento. Alcuni sarebbero stati rimpatriati forzatamente, senza passaporto e senza sapere dove fossero diretti; altri sono stati deportati nel Cie di Bari.

 

 

“Tutto questo – osserva Antonino Lo Verde, viceresponsabile per l’Immigrazione dell’Italia dei Diritti -, prima che essere una palese manifestazione della maniera sconsiderata con la quale il governo agisce e reagisce dinanzi simili situazioni, è disumano. I migranti che giungono dalla Tunisia, potrebbero avere motivazioni non solo inerenti alla semplice clandestinità, come si vuole far credere, ma legate a tragiche circostanze, come la persecuzione politica degli oppositori”.

 

 

Si è arrivati al punto di dividere famiglie: alcuni membri destinati al Cie barese, altri al ritorno in Tunisia. 

 

“Bisogna ricordare – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro –, che una persona rimpatriata senza passaporto, la si reintroduce nel Paese d’origine con più difficoltà di quando è emigrata. E’ umanamente inammissibile trattare famiglie intere come pacchi postali. Mi sembra, inoltre – conclude Lo Verde -, che si stiano verificando fin troppi casi in cui si ledono i fondamentali diritti umani sanciti in Europa piuttosto che dal diritto internazionale.”

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