Lettera di sostegno e di adesione di Gianni Pittella

 

 

 

Tra le tante eccellenze umane e politiche, purtroppo spesso poco conosciute e riconosciute, che vanta questa terra nella sua lunga e unica esperienza democratica e amministrativa si deve aggiungere a pieno titolo lo slancio di solidarieta’ con il quale i fermenti vivi della sua societa’ civile stanno affrontando l’accoglienza dei migranti, da quella piu’ antica dei lavoratori delle campagne a quella piu’ recente e drammatica dei tanti esuli dalla guerra libica e dai conflitti rimasti ancora irrisolti che travagliano da decenni il continente africano. Sono azioni che denotano uno spessore morale e etico forgiato dall’antica cultura contadina e dalle sofferenze che ne hanno attraversato la storia, come le grandi migrazioni interne e esterne che hanno condotto fuori del paese nei decenni a cavallo dell’800 e del ‘900 e poi verso la nuova industrializzazione del settentrione d’Italia le nostre forze migliori. Ma non e’ poggiato sul solo spirito altruistico, seppure encomiabile e prezioso, il nuovo slancio che tanti lucani stanno mettendo in campo. Sanno che la mancata integrazione di migliaia di lavoratori di culture e abitudini molto diverse e in stato spesso di estrema poverta’ che giungono per dare il loro apporto determinante alla nostra economia seppure per una stagione, puo’  rappresentare un’emergenza democratica e sociale in grado di creare tensioni, di alimentare il malaffare e i traffici della criminalita’ organizzata, di sfociare in legittime proteste e in violenze, come ci hanno testimoniato i fatti non lontani, nel tempo e nei luoghi, di Rosarno. La Basilicata puo’ costituire un importante e significativo laboratorio, utile a se’ e agli altri, di percorsi multiculturali che sappiano dare al contrario solo i tanti benefici e risultati positivi di questa nuova mobilita’ sociale che caratterizza l’epoca delle globalizzazioni.

Per questi motivi aderisco e sostengo convintamente il progetto portato avanti dall’Osservatorio Migranti della Basilicata e dal Centro di Documentazione dell’Associazione Michele Mancino.  Un  progetto che, voglio ricordare, mira ad agevolare l’accesso ai servizi dei migranti stagionali, a fornire consulenza e informazione ai contadini in materia di assunzioni ed in particolar modo di quelle riguardanti i migranti; di realizzare e consolidare una rete tra Enti per poter meglio affrontare le emergenze e le situazioni di criticità che si verificano o che si possono verificare durante la campagna della raccolta del pomodoro.  Non potrebbe avere un programma migliore.    

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