REPORT 13 Settembre 2011 Perdono il Diritto al Soggiorno Lavorando

  In questi giorni molte sono le richieste che i braccianti ci fanno, molti loro ci chiedono di aiutarli a rinnovare il Permesso di Soggiorno, non nel disbrigo delle pratiche in quanto sono alquanto ferrati attraverso la loro rete informale, normalmente ritornando nel casertano o a Napoli, riescono a provvedere a tutta la documentazione per il rinnovo. Ci chiedono in realtà di aiutarli a trovare un Contratto di Lavoro. Questo perchè con la Bossi – Fini si è legato il diritto a soggiornare in Italia con il Contratto di Lavoro. Purtroppo però chi lavora in agricoltura, chi è bracciante, chi coadiuva il lavoro agricolo, per alcune caratteristiche atipiche pure se era in possesso del Permesso di Soggiorno, pure se lavora, pure se in realtà ha tutti i requisiti per continuare il soggiorno si trova invece a perdere questo diritto e ad entrare nella clandestinità.

La condizione principale di questa anomalia è data dal Lavoro Nero. Dall'impossibilità da parte del Bracciante di vedersi riconosciuto un Regolare Contratto di Lavoro da parte del datore di lavoro. Molte volte anche se si è in posesso del Contratto di Lavoro non si "segnano" le giornate che il Bracciante ha lavorato o queste sono "segnate" solo in parte, 1 o 2 giorni a fronte delle 10 che ha realmente lavorato. Quest'ultimo lo chiamano lavoro grigio. In alcune zone, Nardò (Lecce) il "padrone" a fine lavoro, dopo la raccolta del prodotto gli richiede indietro il Contratto di Lavoro ricambiandolo con 50,00 Euro  assicurandosi in questo modo che il bracciante non lo denunci. Si registrano casi in cui è lo stesso capò che si tiene i contratti per poi rivenderli tutti assieme al padrone.

E' chiaro che trovare un nuovo contratto non è difficile, si trova sempre una azienda agricola compiacente che vende questi contratti di lavoro ad un prezzo che si aggira oggi sulle 800,00 Euro ma in situazioni dove il bel tempo ha sottratto lavoro alle braccia nere a favore della raccolta meccanica e i non controlli da parte dell'Ispettorato, quest'ultimi diminuiti, sta determinando l'impossibilità anche a pagarsi l'acquisto del Contratto di Lavoro.

Altra situazione che caratterizza il lavoro in agricoltura durante la raccolta dei prodotti è la frammentazione dei contratti: per chi riesce ad ottenerlo dalle diverse aziende alla quale ha prestato la sua opera, i contratti risultano di poche o pochissime giornate alternati da lunghi periodi di inattività. Tutto questo porta ad un alto grado di indeterminatezza nel vedersi rinnovare il Permesso di Soggiorno o quando gli viene rinnovato lo si rinnova per pochi mesi.

Tutto questo fa si che il migrante che lavora in agricoltura si vede perdere il Diritto a Soggiornare in Italia pur avendone tutti i requisiti.

Osservatorio Migranti Basilicata

Gervasio Ungolo

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