Report: al Popolo Tunisino dopo Presa Diretta in onda su rai tre

Gervasio Ungolo 8 genn 2012  

Molti saranno quelli che stanno  o hanno guardato il Programma Presa Diretta sul popolo tunisino e la rivoluzione che questo popolo ha intrapreso.

La cacciata di Ben Alì e l'innesco delle rivolte in altri Paesi del maghreb amici dell'occidente a partire dal monarca egitto fino al rais libico. La ricerca della libertà voluta dai tunisini e dai ragazzi che appena possibile l'hanno cercata all'approdo delle coste dell'Italia e dell'Europa, naufragata poi nelle carceri di Lampedusa, Mineo, Palazzo san Gervasio, Manduria, Civitavecchia, Sania Maria Capua Vetere, Ragusa e un tutte le altre strutture che li hanno imprigionati e soffocati. Molti hanno perso la vita nel traversare il Mediterraneo, quel confine tra popolazioni che non riguarda la terra ferma ma uno specchio di mare.

Il nostro paese e l'Europa tutta li hanno prima respinti e poi impoveriti nell'anima con la falsa accoglienza costata milioni di euro che hanno visto ingrassare le associazioni e la cooperazione dei servizi e del terzo settore. A Palazzo San Gervasio un Campo di Accoglienza si è da prima trasformato in Centro di Prima Accoglienza e poi in CIET. Il costo dovrebbe aggirarsi intorno a 2 milioni di Euro fina al 31 dicembre 2011 e ad oggi non si conosce quale è ancora la sua destinazione. Il 31 dicembre è terminata l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che lo ha istituito. Costruito in pochissimo tempo mentre sono decenni che si chiedono strutture per i lavoratori che vengono da noi a raccogliere il pomodoro e che sono ancora oggi ospitati in tuguri, sparpagliati nelle campagne e alla mercè dei caporali in quello che molti si affrettano  a chiamare accoglienza diffusa.

Peccato che anche in questa vicenda l'Italia a perso una occasione di cooperazione con questi popoli aiutandoli nella costruzione della loro primavera di democrazia.

 

 

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