REPORT: Questo è un Governo di Destra?

 

Questo è un Governo di Destra?

Per l’OMB Gervasio Ungolo

 Prefazione

   Che questo Governo Monti poi tanto Tecnico non è ce ne stiamo accorgendo giorno dopo giorno. Non che possa esistere un governo tecnico. Non lo fu quello di Ciampi. I più antichi e autorevoli autori greci ci hanno educato alla politica fatta dalle scelte: se si è nelle condizioni di scegliere quando si è a capo di un esecutivo allora si fa politica. Magari può essere appellato come governo di "capaci", visto il governo precedente. Noi pensavamo che questo governo avrebbe avuto il semplice mandato di risolvere alcune poche cose. Invece complice la crisi, nel senso di farsene scudo, e complice un parlamento “selezionato”, dal perdurare di una legge elettorale tale del suo appellativo (porcellum) entra nelle scelte politicheriformando alcune materie e conservandone altre. Non impressiona tanto il fatto che siano esterni, ben vengano “brave” persone o “buoni” tecnici presi dalla società civile a venire  in soccorso alla politica. Noi, semplicemente pensavamo, o meglio così li hanno presentati, che avrebbero messo mano alla Legge Elettorale, per dare un po’ di pepe alla democrazia; avrebbero dato certezze ai mercati, anche con una manovra pesante ma equa; avrebbero abbassato le “regalie” ai parlamentari e dirigenti pubblici, per mantenere quieta l’opinione pubblica; avrebbe condotto la gestione ordinaria del Paese attraverso il disbrigo ordinario delle scadenze e degli impegni per non dare il senso di un Paese allo sbando. E quindi con un mandato di riconsegnare la democrazia al Paese rinnovata dalle sue aberrazioni. Così non è. E'  un Governo che ha deciso di portare il suo mandato fino alla sua scadenza naturale occupandosi di tutto quello che un normale governo politico avrebbe fatto, con un taglio specifico del suo operare che è quello consegnatogli da un elettorato di centro-destra, espressione della vittoria elettorale. Non si occupa quindi solo di quelle poche cose richieste a gran voce dalle genti di questo Paese ma entra in merito alle riforme in molti temi, con idee chiare e di destra. Si vuole far passare una scelta politica per una soluzione tecnica. Cioè si vuole far credere che l'abolizione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori è una scelta tecnica e non politica ed essendo una scelta tecnica non discutibile. Le scelte tecniche sono quelle che se si vuole che uno strumento ritorni a funzionare non si può prescindere da queste che il più delle volte sono uniche. Le scelte politiche invece sono più complesse e malgrado la semplificazione che si tende a fare di questa materia, queste sono molteplici e ascrivibili ad un pensiero di destra e di sinistra. Questo suo occuparsi del governo lo fa con una maggioranza non bulgara ma da partito unico al potere. Certo nulla a che vedere con i governi autoritari e totalitari ma che però generano ed amplificano il dibattito popolar-qualunquista che non “esiste né destra né sinistra” fino a “ sono tutti uguali” fino a portarlo "sono tutti ladri". Be è difficile dargli torto ma questo certo non aiuta a dicendere poi le scelte giuste da quelle meno giuste. E’ un governo che certo nasce sotto la stella delle posizioni conservatrici per la composizione del parlamento; perché appartiene al "partito delle banche"; perché auspicato e sostenuto dal Presidente Napolitano, vecchio componente nel suo passato a quella parte del PCI "migliorista" che vede di buon occhio le riforme spostate su un asse liberista più che socialdemocratico e non dico  comunista; perché cercato e voluto dall’Europa della Merkel, espressione di un partito conservatore; e così via…. Allora perché il Centro Sinistra gli da sostegno? Siamo pervasi dalla Sindrome di Silvio, perciò tutto quello che non è Silvio va bene? È sufficiente mostrarsi agli altri bene, perché l’altro era impresentabile? Basta così, è suficiente essersi rifatti il vestito nuovo, perchè tanto sono altri quelli che decidono il destino degli Stati Nazione ? O si è pervasi dalla sindrome della Poltrona: intanto aspetto, nella politica dell’Alternanza vedrai che poi toccherà anche a mè? Ammesso che si possa parlare di Centro Sinistra, vista la sparizione della sinistra e non solo dal parlamento, o magari bisogna solo far riferimento ad una palude, per così dire "del"  Centro, che pesca all'interno di interessi economici contrapposti fatti di potere, appalti, grandi opere e gestioni delle stesse, spartizioni di poltrone e di grande aziende e niente altro?

 

Una delle Materie di cui si occupa il “Governo dei Tecnici” è l’Immigrazione. La caduta di un governo, quello PDL-Lega, che ha fatto di questa materia, l’Immigrazione, populismo ed elemento ad uso esclusivo per aumentare di qualche altro punto percentuale il consenso elettorale, è cosa risaputa. Così come è risaputo che è anche una materia controversa in quanto la sola, per le sue caratteristiche, a fa scaturire contraddizioni molto forti nel Centro Sinistra e non solo, che ha determinato l'indebolimento del fronte a sinistra anche da un punto di vista elettorale. Qualcuno l'ha chiamata "Sindrome del Buonismo" stigmatizzando l'approccio semplicistico per cui il migrante è bisognoso di aiuto a prescindere.  È una materia molto diversa dalle altre, altrettanto importanti e che in realtà contiene tutte le altre, che investe ad esempio il Lavoro, la casa, la mala vita, la detenzione, i diritti e le libertà quelle vere.

La materia dell’Immigrazione, in Italia investe invece l’uomo migrante nelle sue Libertà Fondamentali e nel possedere  o meno diritti e che questi, quando riconosciuti, debbano essere o non essere  uguali agli altri uomini. La differenza è che questi uomini si trovano ad esercitarli, i propri diritti,  su una “terra straniera”, in un territorio  diverso da quello in cui è nato. In Italia investe anche chi è nato in questo stesso territorio ma da genitori di un’”altra terra”.

L'Immigrazione entra quindi nel patrimonio genetico della sinistra moderna, postuma alla Rivoluzione Francese e a quella Americana, dove si sono combattute proprio sul campo dei Diritti. Oggi l'Immigrazione rivela le contraddizioni di allora come moderne e attuali portando al suo interno le stesse tensioni di allora.  Parlando di immigrazione in un Paese come il nostro che in pochi anni è diventato da Paese di Emigrazione a Paese di Immigrazione, dove oltre alla presenza delle seconde generazioni si può iniziare a parlare delle terze generazioni che non godono di diritti civil e sociali, questo e altro obbliga  qualsiasi governo in carica a fare delle scelte a prescindere la sua collocazione nell’emiciclo, o la sua caratterizzazione di governo tecnico o di altro, scelte che molti altri Paesi hanno fatto a suo tempo debito. Anche se questo nuovo tipo di immigrazione porta con se caratteristiche tali da rendere obsoleti anche le leggi che hanno regolato i paesi di lunga immigrazione.

Per cui la nascita di questo nuovo governo “Tecnico” è stata immaginata equidistante dall’uno o dall’altra posizione che sia essa di sestra o di sinistra (ammesso che ciò sia possibile), con una evidente composizione nei dicasteri apparentemente attenta all’Immigrazione e alla Cooperazione Internazionale, quindi con elementi  formalmente vicini ad una certa sinistra, se vogliamo cattolica, ma non per questo in retrovia rispetto ai temi e alle discussioni che riguardano i migranti, che quindi si è presentato con un vestito, in materia, apparentemente nuovo.  Tutto questo faceva ben sperare quantomeno nella rimozione di quei regolamenti, leggi, ordinanze, decreti e strutture che avviliscono il genere umano e che dovevano ridare parità ed equità ai diritti fondamentali e alle libertà delle persone. Perché evidentemente la funzione di un  governo tecnico, non riconoscendone ancora dei tratti che lo caratterizzi per questo, dovrebbe essere questa, dovrebbe avere quella funzione di regolare, dirigere, raddrizzare le brutture, le storture che la politica non è stato in grado di fare o meglio ha volutamente determinato. Dovrebbe o meglio ci saremmo augurati, che agiva su quei regolamenti tecnicamente impresentabili e di lesione alla dignità umana rientrando all'interno di quel binario che semplicemente tenesse conto dei protocolli internazionali ai quli siamostati partecipi e alla nostra Costituzione. Quindi ci saremmo aspettati che gli accordi con i Paesi del Mediterraneo fossero fatti nel rispetto delle regole fondanti del rispetto dei diritti degli uomini, che riconosciuti i migranti quali categorie deboli ne avrebbe tenuto in considerazione nelle diverse manovre conomiche invece di spillarli altri soldi oltre che come cittadini e lavoratori adesso anche come migranti e che riconosciuto il carattere punitivo e detentivo dei Cie ne avrebbe bloccati la loro istituzione.

Purtroppo, ben presto ci siamo destati da questo sogno e così come hanno trattato in modo iniquo le categorie sociali che sono rientrate o meno all’interno della mannaia del provvedimento “Salva Italia”  così si sono scagliati contro i migranti sottolineando in questo la loro netta posizione politica di governo reazionario che si scaglia contro le categorie più deboli per salvare la casta e le lobbi, contro i poveri e i precari, gli Invendibili e i Malvenduti di tutte le epoche,  contro gli operai  e i lavoratori, gli artigiani e i contadini  che ancora reggono le sorti non solo economiche di questo Paese, per rassicurare la grande finanza e i grandi capitali economici quali la Fiat che minacciano di andare a produrre da qualche altra parte.

Sulla materia Immigrazione i primi passi mossi sono quelli incerti di chi vuole lasciare tutto come è stato. L’incontro con il governo libico non ha dato garanzie sul rispetto dei Diritti Umani pur leggendo dai rapporti delle agenzie internazionali che si occupano dei diritti condizioni peggiori di quando al governo di questo paese c’era l’amico Gheddafi, sul fronte interno si perpetua a far pagare le tasse a chi, essendo povero, è già colpito dalla mannaia del “Salva Italia” tanto che mentre sto scrivendo per rinnovare il permesso di soggiorno servono dalle 80 alle 200 euro in più a seconda, altra stranezza, del tempo concesso dallo stesso. Più è lungo il tempo concesso dal Permesso di Soggiorno più devi pagare. Sul fronte Cie non va meglio nel senso che se secondo alcuni i Cie sono strutture necessarie ma quantomeno non si capisce però la lunga detenzione per l’identificazione se non quella di dover dare ulteriori regalie agli amici di tutti i tempi.

 

 Anche in questo caso niente di nuovo, il CIET di Palazzo San Gervasio e quello di Santa Maria Capua Vetere riaprono fino a tutto il 2012 e si stanziano 17,7 milioni di lire, circa 35 miliardi delle vecchie lire per stipare 350 migranti, questo il numero dei posti letto, migranti rei di non aver commesso alcun reato e detenuti per massimo 18 mesi.

In momenti di crisi è bene fare anche noi qualche conto visto che si rastrella tutto quello che serve. Una detenzione in queste strutture per 1 anno, considerato che il provvedimento si protrae fina al 31 dic. 2012, e visto che saranno ospitati in media mille migranti ammesso che i tempi di identificazione vengano accelerati e quindi considerando un turnover di circa tre mesi ( e cioè che in media la detenzione sarà di tre mesi)  aggiungendone altri cento fuori quota (per sovraffollamento)  si arriva all’incirca ad un totale di 1100 detenuti.

L’anno scorso per 50 esuli tunisini, i ragazzi della Primavera Maghrebina, si sono spesi all’incirca, solo per il CIET di Palazzo San Gervasio 2 milioni di Euro, poco meno di 4 Miliardi, con un costo cada uno immigrato imprigionato di  Euro 40 mila, più o meno 80 milioni delle vecchie lire, per una detenzione di pochi mesi e cioè fino alla data in cui si scopre quella che è stata poi chiamata la “Guantanamo d’Italia”. Si esclude da questo computo i costi delle forze dell’ordine, circa 200 militari e vari e i costi dei mezzi. La stima va oltre le possibili imaginazioni di un normale contribuente. Ma questo è ciò che si è speso, nulla da imputare a questo di governo. Facciamo un po’ i conti con questo nuovo provvedimento per tutti e due i CIET considerati. Proviamo a dividere i 17,7 milioni per i 350 detenuti che saranno ospitati: 50.500 circa Euro a posto letto  in anno. A questi sempre da aggiungere le spese della sorveglianza e del controllo del territorio oltre che le spese di rimpatrio, se questo verra attuato.

Ma ancor più impressionante è l’impatto che questo ha sul territorio, per quello che riguarda il CIET Lucano, in relazione alla concomitante presenza con i lavoratori stagionali perseguitati dallo sfruttamento.

 Può essere allora tutto questo la risposta di un governo Tecnico in materia di immigrazione?

 Alla Nostra lettera inviata al Ministro della Cooperazione Inernazionale e Integrazione  Riccardi al quale si chiedeva di non reiterare il provvedimento di apertura del CIET Lucano ci è arrivata risposta postuma alla decisione presa dal governo.

Ne siamo grati visto l’aria che tira rispetto ai rapporti tra OMB e istituzioni e siamo lusingati di questa sua telefonata, pervenutaci attraverso l’ufficio della sua segreteria, ma è sempre poca cosa rispetto al voler mantenere in vita questa struttura o continuare a metterci ingenti somme su strutture non idonee ad ospitare i detenuti.      

 Allora ritornando alla Postfazione: questo è un governo di destra?

 

 Noi continueremo a raccogliere le firme per chiedere la chiusura di questa struttura e continuerà la campagna di chiusura di tutti i CIE  in tutta Italia e in tutta Europa. Continueremo a chiedere Diritti uguali per tutti i Lavoratori e Libertà di Movimento in tutta Europa. Dateci la vostra adesione su www.osservatoriomigrantibasilicata.it

 

Chiediamo a chi ha avuto la pazienza di leggere queste pagine di sostenere e di essere vicino ai migranti e alle loro battaglie di democrazia, di sostenere l’Osservatorio Migranti Basilicata quale rete di solidarietà verso i lavoratori braccianti migranti.

 Palazzo San Gervasio li 01.02.2012

 

 

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