Il Viaggio naufragato: Ridateci i 18.000.000,00 di Euro per i Nuovi Braccianti e chiudete i CIET di Palazzo San Gervasio e di Santa Maria Capua Avetere.

 

Il Viaggio naufragato: Ridateci i 18.000.000,00 di Euro per i Nuovi Braccianti e chiudete i CIET di Palazzo San Gervasio e di Santa Maria Capua Avetere.

 

   ARMISTICE SIGNED HERE SEPT 1943 ITALY-ALLIES

Gervasio Ungolo (Osservatorio Migranti Basilicata)

 Si caricano le poche masserizie, le sole che i nuovi braccianti riescono a trasportare. Molti suppellettili vanno lasciati, quelli ingombranti, difficili da caricare su di un treno o su una corriera. Si sbrigano le ultime faccende prima di partire. Si disfa l’area delimitata a moschea, si bruciano le ultime paia di scarpe non più buone, gli ultimi pantaloni imbrattati di fango, sudore e fatica. Alcuni si fanno accompagnare in paese per prendere la corriera altri in stazione. Tutti si muovono verso sud, verso lo Stretto, un lembo di mare che separa la Calabria dalla Sicilia, Regio da Messina, il Continente dall’Isola. Lo si attraversa sul ponte, non quello mangia soldi, ma della nave che li traghetta, ascoltando il vento che viene dal continente africano. Si tende l’orecchio per riconoscerne i suoni, si aguzza l’olfatto sperando di incrociare odori familiari. L’isola è molto più vicina al loro continente che non all’Italia.

Ci si muove verso Cassibile, agglomerato popoloso ancora frazione della provincia di Siracusa, e a sud di questa. Famosa perché in questa cittadina cresciuta ai lati della Via Nazionale fu firmato l’armistizio tra le Forze Armate Italiane e gli Alleati, stretta tra le attività agricole primizie e quelle balneari. Qui si coltiva la Patata Novella di Cassibile e insieme ad essa lo sfruttamento della mano d’opera.

Dalle poche notizie possiamo solo dirvi che dieci sono le tende montate dalla Croce Rossa nei pressi dello svicolo dell’autostrada Siracusa-Gela, strettamente destinata ai “regolari” perché agli “irregolari” ai “clandestini” non spetta neanche questo telo per coprirsi. Però servono le loro braccia.

Volendo stimare i costi di questa nuova tendopoli: ogni tenda costa, per l’accoglienza, circa nove mila euro, dei novantamila stanziati; ogni posto tenda, dei 120 previsti, settecento cinquanta euro; ogni giorno di ospitalità per un lavoratore circa dieci euro dei settanta giorni di apertura dell’accampamento. Seguendo poi questo flusso di sovvenzionamenti ci accorgiamo che in realtà il nuovo bracciante intercetta, di questi solo pochi centimetri quadrati di telo e di spazio da dover condividere ad altre 12 persone (Rete Antirazzista Catanese http://www.osservatoriomigrantibasilicata.it/?p=3114 ), il grosso ritorna nelle casse della comunità.   Se dividiamo questo impegno pubblico per l’accoglienza delle braccia necessarie ai lavori agricoli nel siracusano, in questi due mesi e mezzo di lavoro, alcune migliaia di nuovi braccianti si vedranno destinare solo pochi centesimi.

Non volendo fare il contabile è impressionante come invece si spendono 18.000.000,00 (diciotto milioni) di euro per rinchiudere fino a 18 mesi 350 migranti con un costo diretto di circa 80, 00 euro al giorno, escluso i costi di sorveglianza e controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.