da La Gazzetta di Parma: “Stangata” sui permessi di soggiorno

"Stangata" sui permessi di soggiorno

Monica Tiezzi

Costa sempre di più vivere in Italia per gli immigrati: dal 30 gennaio di quest'anno, quando è entrato in vigore il decreto Tremonti-Maroni del 6 ottobre 2011, sul rinnovo del permesso di soggiorno grava una sovrattassa che ha fatto lievitare il costo del documento da circa 70 euro a circa 170 e oltre.
«E' una situazione difficilissima per gli immigrati, soprattutto per coloro che hanno perso il lavoro. Sono sconcertati e arrabbiati. C'è il rischio concreto che molti, impossibilitati a pagare, entrino nella clandestinità» denuncia Raffaele Tagliani, segretario organizzativo Cgil Parma con delega alle politiche per l'immigrazione.
Dallo sportello immigrati della Cgil sono passati l'anno scorso circa 1.500 immigrati per il rinnovo del permesso, e già 310 nei primi tre mesi del 2012.
L'ultimo caso proprio qualche giorno fa: una giovane ghanese, che si è rivolta alla Cgil per la pratica, ha scoperto di dover pagare circa 170 euro per il permesso di soggiorno, che deve rinnovare entro fine aprile, della validità di un anno. «Lavoro 18 ore a settimana per un'impresa di pulizie, a marzo ho guadagnato 164 euro – ha detto disperata mostrando la busta paga – Come posso privarmi di un mese di stipendio?». Se ne è andata ritirando i documenti, ma non ha potuto pagare neppure la marca da bollo da apporre sulla richiesta di rinnovo, spiegano alla Cgil. «Vorremmo coinvolgere i servizi sociali comunali in questo caso, e stiamo cercando di contattare la cooperativa di pulizie per chiedere se può anticipare la cifra per la dipendente. Ma è chiaro che questa non può essere la soluzione al problema», aggiunge Tagliani.
Fino al 30 gennaio il costo fisso del rinnovo del permesso di soggiorno era di 72,12 euro. Il decreto Tremonti-Maroni ha previsto, oltre a questa cifra base, aumenti legati alla durata del rinnovo: 100 euro da uno a due anni, 200 per periodi ulteriori. Sono previste esenzioni (fra l'altro per i minori, per chi è in Italia per cure mediche, per chi chiede asilo politico o è emigrato per motivi umanitari), ma resta il fatto che un lavoratore con moglie a carico, per rinnovare il permesso per entrambi, si trova a dover sborsare oltre 270 euro l'anno, cifra più che duplicata rispetto al passato.
Per informare gli immigrati sulle nuove regole, la Cgil ha organizzato un affollato incontro il 30 marzo scorso. «C'era un clima di grande rabbia e sbandamento, soprattutto quando abbiamo spiegato che chi non ottempera incorre non tanto in una sanzione amministrativa, ma in un reato penale e rischia l'espulsione» dice Tagliani.
Per sensibilizzare il governo sul problema, a metà febbraio Cgil Cisl e Uil hanno organizzato sit in davanti a molte Prefetture italiane, e a Parma una delegazione sindacale è stata ricevuta il 16 febbraio dal prefetto Luigi Viana.
I ministri dell'Interno Annamaria Cancellieri e della Cooperazione internazionale Andrea Riccardi hanno dichiarato di voler trovare una soluzione. Visto che la sovrattassa non può essere eliminata perchè, nel decreto, copre i costi del rimpatrio volontario assistito degli immigrati, si starebbe pensando di allungare i tempi del rinnovo dei permessi per chi è senza lavoro, il che equivarrebbe a una riduzione dell'imposta.
Intanto però gli immigrati devono mettere mano al portafogli, e tanti rischiano di non farcela. «Occorre una decisione rapida – dice Tagliani – All'Italia interessa davvero avere sul territorio immigrati che tornano ad essere irregolari e illegali?».

 

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