Proposta di legge popolare contro il lavoro illegale, nero, grigio e per la buona occupazione-fonte C.G.I.L. BASILICATA

Proposta di legge popolare
contro il lavoro illegale, nero, grigio e per la buona occupazione

Relazione

L’attuale crisi economica e sociale che il Paese sta attraversando assume nella nostra regione alcuni tratti specifici connessi alle caratteristiche dei tessuti produttivi locali, alla composizione demografica, alla dispersione territoriale, all’incidenza che alcuni settori più tradizionali ancora hanno nel complesso dell’economia locale, ed è prima di tutto figlia delle grandi ingiustizie e delle disuguaglianze sempre più marcate che attraversano la nostra società.

Disuguaglianza nell’esercizio reale dei propri diritti sociali, disuguaglianza nelle opportunità, disuguaglianza nei redditi e nell’accesso ai sistemi di welfare e di istruzione.

La crisi è figlia prima di tutto del lavoro che manca, del lavoro che è sempre più precario o irregolare, del lavoro che c’è ma è sempre più a rischio.

Perché è, per noi CGIL, ancora il lavoro, il buon lavoro, quello strumento che garantisce libertà dal bisogno, emancipazione, identità e soddisfazione. E quindi reale democrazia, reale cittadinanza. Cioè un modello di sviluppo in grado di farci uscire dalla crisi in cui siamo.

Solo investendo sul buon lavoro, regolare e stabile, si può creare uno sviluppo duraturo e di qualità, che premi l’innovazione, la responsabilità, la coesione, la buona impresa ed i buoni profitti.

Occorre allora, oggi, più di ieri:
– difendere il lavoro regolare e le imprese corrette che ci sono;
– far emergere il massimo possibile di occupazione irregolare, accompagnando una positiva selezione delle imprese che scelgono la strada della regolarità;
– creare nuova occupazione nei settori avanzati, dall’industria a forte contenuto tecnologico ai servizi di nuova generazione, passando per una forte innovazione dei settori c.d. maturi, guardando alla green economy, ad una idea nuova di spesa sociale, alla valorizzazione del territorio, ecc. Offrendo un’occasione di riscatto e di emancipazione prima di tutto ai nostri giovani.

Con questa proposta di legge, la CGIL della Basilicata vuole contribuire ad affrontare la seconda delle tre dimensioni di una “politica per il lavoro”; con strumenti e norme specificatamente rivolte al contrasto al lavoro sommerso in tutte le sue diverse gradazioni, dal lavoro illegale (che spesso sconfina nel criminale), al “nero totale” fino al tanto lavoro “grigio” diffuso, premiando i comportamenti virtuosi, le aziende più responsabili e socialmente attente ed inserendo la funzione stessa della libera impresa in una relazione concretamente positiva con la creazione di un’utilità sociale, secondo lo spirito sancito dalla nostra Costituzione.

I dati del resto sul fenomeno sono noti e, nella loro Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Cgil lucanaenormità, evidenti, tanto da poter nascondere, alla fine, una supina accettazione da parte di molti, che considerano il lavoro nero una sorta di mala pianta inestirpabile o, peggio, un male necessario.

Questo idea per cui “mondo era e mondo rimane”, per citare lo slogan dei proprietari terrieri di una volta, non può essere accettato da nessuno. Noi come CGIL non lo accettiamo.

Come si può del resto accettare che (dati Istat, che, per ammissione metodologica dello stesso istituto, non computano le prestazioni inferiore alle 3 ore giornaliere, il lavoro clandestino e quello criminale) vi siano nel nostro paese 3 milioni di unità di lavoro equivalenti (e quindi molte più teste, cioè persone) impiegate nell’economia sommersa?
Come accettare che vi siano oltre 49 mila unità di lavoro irregolare nella sola Basilicata, rappresentando di fatto “la prima fabbrica” della Regione? Che il lavoro nero sia cresciuto costantemente dal 2005 ad oggi? Come non interrogarsi sul fatto che l’economia sommersa sia cresciuta in concomitanza con l’acuirsi delle crisi produttive che hanno coinvolto molte aree della regione, testimoniando il fallimento delle politiche attive del lavoro, delle grandi o piccole riconversioni industriali o re industrializzazioni, della capacità di offrire un’occasione di lavoro regolare e dignitosa?

Che vi siano circa 5 mila unità di lavoro irregolari, senza considerare i clandestini, in agricoltura (cioè un lavoratore su 4 se contiamo le teste e non i Full Time Equivalent)? Che vi siano 17 mila unità di lavoro irregolare nell’industria e nell'artigianato, cioè il 30% sul totale degli addetti? Che vi siano 5 mila unità irregolari nel settore delle costruzioni, con un tasso di irregolarità del 22%? Che nei servizi vi sono quasi 27 mila unità di lavoro irregolari, pari al 20% della forza lavoro complessiva?

Senza considerare il nesso evidente tra economia sommersa, sicurezza ed infortuni sul lavoro. Basti ricordare quanto illustrato dal rapporto 2010 a cura dell'Inail Basilicata con irregolari 244 aziende su 255 controllate, di cui 184 in provincia di Potenza (su 190) e 60 nel Materano (su 65): nel 2010 gli infortuni sul lavoro sono stati complessivamente 4.208 di cui otto mortali a Potenza e due a Matera, ma è assai probabile che siano almeno il doppio. L`importante lavoro di analisi, prevenzione e presidio del territorio lucano che l`Inal fa, rappresenta una risorsa per tutti, ma purtroppo è solo una goccia nel mare. Da un lato il crescere dell`economia sommersa nasconde sempre più infortuni, anche gravi, di cui le statistiche non tengono conto. Dall`altro se la stessa crisi economica produce di per sé una diminuzione in termini assoluti degli infortuni “certificabili” come incidenti sul lavoro, solo perché c`è meno lavoro regolare, i dati sul persistere di infortuni mortali o gravissimi dimostrano che siamo ben lontani dall`essere un paese civile. Insomma già nella crisi, troppe volte, la sicurezza è il primo "costo" che si taglia; se poi il tasso di irregolarità cresce è evidente che molti degli incidenti oggi registrati come domestici o in itinere nascondono altro. Rafforzare allora la presenza sul territorio e la capacità di sanzionare realmente i comportamenti irregolari delle imprese è tutt'uno con una seria battaglia per la sicurezza di tutti i lavoratori e cittadini.

E’ alla luce di questi dati, dell’esperienza maturata come CGIL in Basilicata, guardando alle migliori esperienze e pratiche a livello nazionale ed europeo che presentiamo questa proposta di legge.

Consapevoli che non vi deve essere nessun intento punitivo contro chi prova onestamente a fare impresa e che buone norme e la diffusione di buone pratiche sono solo alcune delle precondizioni, accanto ad una cultura della legalità e dei diritti che deve vivere diffusamente nel tessuto sociale e civile.
Consapevoli che solo una costante pratica quotidiana può trasformare, facilitata ed incoraggiata da una strumentazione adeguata, un problema in una grande occasione.

DESCRIZIONE ARTICOLATO

L'articolo 1 stabilisce i principi generali a cui la presente legge regionale si ispira, riconoscendo il lavoro regolare e di qualità come condizione necessaria per uno sviluppo economico e sociale duraturo nella nostra regione.

L'articolo 2 stabilisce una estensione, per accedere ai diversi benefici concessi dalla Regione, dello strumento del Documento Unico di Regolarità Contributiva, finanziando specificatamente un potenziamento dei soggetti titolari all'emissione del DURC al fine di rendere effettiva la norma e non appesantire in termini di processi e tempi gli oneri delle imprese. Il medesimo articolo 2 stabilisce inoltre il rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali e di secondo livello sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, come precondizione per l'accesso ai diversi tipi di finanziamenti pubblici. Individuando anche le specifiche sanzioni in caso di inosservanza per l'intero periodo entro cui si beneficia di risorse pubbliche.
A tale obbligo dovranno immediatamente attenersi le pubbliche amministrazioni e gli enti partecipati dalla Regione a qualsivoglia titolo. La Regione promuoverà inoltre intese tra le parti sociali al fine di introdurre norme volte ad impedire nelle gare di appalto una competizione sul costo del lavoro dei dipendenti, obbligando alla quantificazione preventiva, in sede di gara, degli oneri connessi. Infine per quanto attiene alle pubbliche amministrazioni e agli enti partecipati, la Regione dovrà introdurre per i propri appalti la “clausola sociale”, di cui al successivo articolo 9.

L'articolo 3 introduce nell'ordinamento regionale gli “indici di congruità”, in particolare nel settore agricolo, edile e dei servizi alberghieri in quanto già dotati di indicatori oggettivi, riconosciuti tra le parti in virtù di leggi o CCNL. Gli indici di congruità definiscono il rapporto tra la quantità e qualità dei beni e dei servizi offerti dai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, e la quantità delle ore lavorate, nonché la deviazione percentuale dall’indice individuato che sia da considerare normale. L'articolo individua le modalità di costruzioni di tali indici, le procedure di comunicazione all'interessato di eventuali scostamenti, nonché le forme per eventuali giustificazioni oggettive e specifiche. La dimostrazione del rispetto degli indici di congruità di cui al presente articolo 3, comma 4, 5, 6, 7 e 8, è condizione per l’accesso a qualunque beneficio economico e normativo, per la partecipazione a bandi e/o gare d’appalto, per il godimento di erogazioni da parte della Regione Basilicata, a qualunque titolo, anche in forma indiretta, di fondi comunitari, nazionali e regionali.

L'articolo 4 prevede un rafforzamento dei servizi ispettivi, tramite specifiche convenzioni, al fine di far rispettare la presente legge, nonché creare – accanto ad un sistema premiale – la necessaria funzione di controllo e sanzione dei comportamenti scorretti.

L'articolo 5 prevede l'istituzione dell'Osservatorio regionale sul lavoro non regolare, con la funzione di effettuare studi e analisi delle principali problematiche dell’economia sommersa, del lavoro irregolare e dei loro riflessi sul mercato del lavoro e di creare una banca dati integrata, al fine di interagire con le istituzioni pubbliche competenti, di sorvegliare l’applicazione delle previsioni della presente legge, nonché di ricavare indicatori utili allo studio del fenomeno del lavoro non regolare e di facilitare la definizione degli indici di congruità di cui all’articolo 3 della presente legge. L'Osservatorio sarà composto, oltre che dai dirigenti indicati dalla Presidenza della Giunta regionale, dal Direttore regionale rispettivamente di INPS e INAIL, da 6 rappresentanti delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e da 6 rappresentanti delle organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

L'articolo 6 prevede interventi specifici sul lavoro stagionale in agricoltura, con l'istituzione, presso le Province, per il tramite dei Centri per l’Impiego, degli elenchi di prenotazione in agricoltura su base provinciale/territoriale, nei quali potranno confluire volontariamente tutti i lavoratori disponibili alle assunzioni/riassunzioni presso le imprese agricole. Le imprese saranno incentivate ad assumere lavoratori stagionali attraverso tali liste.

L'articolo 7 prevede, attraverso l'incentivazione delle missioni brevi in somministrazione, di far emergere il lavoro nero saltuario nel settore della ristorazione, coinvolgendo le stesse agenzie di somministrazione di lavoro in un'opera di emersione del lavoro.

L'articolo 8 prevede di intervenire specificatamente in relazione al lavoro stagionale migrante in agricoltura, attraverso un sistema di protocolli incentivati tra imprese, organizzazioni dei coltivatori e sindacati, finalizzato a garantire un sistema di trasporto da e per i campi così da colpire il caporalato in uno dei settori entro cui maggiormente è presente.Nonché di incentivare una comune azione di accoglienza relativa all'identificazione di alloggi dignitosi per meglio integrare i lavoratori migranti stagionali nei nostri comuni.

L'articolo 9 infine prevede meccanismi premiali, nell'assegnazione di risorse tramite bandi, per i datori di lavoro che, con le organizzazioni sindacali, si impegnino nell'applicazione delle clausole sociali. Dove, per “clausola sociale”, si intende l’impegno vincolante che il committente o appaltante richiede, nell’affidamento di attività a soggetti terzi, per garantire la continuità occupazionale, senza soluzione di continuità, a tutti i lavoratori impiegati nella realizzazione dell’opera o servizio, in caso si successione nell’appalto stesso per la medesima opera o servizio.

L'onere economico complessivo della legge regionale è pari a 1 milione e 140 mila euro, con una proiezione di recupero, anche solo del 5%, dell'evasione complessiva fiscale e previdenziale pari, ad almeno, 50 milioni di euro.

Investire nel contrasto sul lavoro nero non solo è giusto e necessario, ma anche vantaggioso in quanto potrà avere evidenti effetti moltiplicativi, diretti (recuperando risorse, contributi, gettito fiscale) e indiretti (alimentare un modello competitivo sostenibile, valorizzare la responsabilità sociale di impresa, favorire un clima di legalità e trasparenza).

Articolo 1
(Principi Generali)

1. La Regione Basilicata, in conformità con l’articolo 1 e con l’articolo 4 della Costituzione, riconosce il valore sociale fondamentale del lavoro, regolare e sicuro, quale fondamento di una società coesa e solidale e di un modello di sviluppo economico competitivo e sostenibile.

2. La Regione Basilicata favorisce e promuove la qualità del lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori, attraverso politiche mirate volte al contrasto di ogni forma di irregolarità nel mondo del lavoro e si impegna a favorire, accompagnare e premiare i comportamenti socialmente più responsabili dei datori di lavoro, imprenditori e non.

Articolo 2
(Estensione del Documento Unico di Regolarità Contributiva, rispetto dei contratti collettivi di lavoro, clausola sociale negli appalti della pubblica amministrazione)

1. Nei provvedimenti di concessione di benefici accordati a qualsiasi titolo dalla Regione Basilicata, in via diretta o indiretta, ai sensi delle vigenti leggi regionali, a favore di datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, nei capitolati di Appalto della Regione Basilicata, Aziende Sanitarie ed Enti partecipati, attinenti all’esecuzione di opere o servizi, nei bandi per l’erogazione da parte della Regione Basilicata a favore di datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, di fondi comunitari, nazionali e regionali deve essere inserita la esplicita clausola determinante l’obbligo, per il beneficiario, appaltatore o sub appaltatore, di applicare e far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti, o nel caso di cooperative, dei soci quale che sia la qualificazione del rapporto di lavoro intercorrente, i contratti collettivi nazionali e territoriali del settore di appartenenza, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

2. Nei capitolati di appalto della Regione Basilicata, Aziende Sanitarie ed Enti partecipati dalla Regione, attinenti all’esecuzione di opere o servizi, oltre a quanto previsto dal comma 1 del presente articolo, deve essere inserita la esplicita clausola sociale di cui all’articolo 9 comma 1 della presente legge.

3. Gli obblighi di cui al comma 1 e comma 2 del presente articolo devono essere osservati per tutto il tempo in cui il datore di lavoro beneficia delle agevolazioni concesse, anche in via indiretta, dalla Regione Basilicata, o è titolare di appalto pubblico, sino all’approvazione della rendicontazione ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.

4. In ogni caso, nei provvedimenti di cui ai comma 1 e 2 del presente articolo, deve essere richiesto ai beneficiari il possesso del documento unico di regolarità contributiva (DURC), con riguardo anche alle imprese operanti in settori oggi non obbligati al possesso del documento unico di regolarità contributiva. Al riguardo la Regione stipulerà, entro 90 giorni dall’approvazione della presente legge, apposita convenzione con l’INPS regionale e l’INAIL regionale al fine di garantire in tempi brevi il rilascio del DURC a qualsivoglia datore ne faccia richiesta, anche tramite l’utilizzo di strumenti di comunicazione elettronica certificata.

5. Ogni infrazione da parte di datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, agli obblighi di cui alla presente legge, che sia stata accertata dai competenti servizi ispettivi comporta, a titolo di sanzione e in relazione alla gravità dell’inadempimento la riduzione delle erogazioni spettanti, o il loro recupero parziale o totale, e nei casi più gravi o di recidiva l’esclusione del responsabile, per un tempo fino a cinque anni, da qualsiasi ulteriore concessione di benefici ovvero da qualsiasi appalto ovvero da qualsiasi finanziamento. L’avvio e la conclusione del relativo procedimento sono comunicati entro dieci giorni all’Assessorato Formazione, Lavoro della Regione Basilicata.

6. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i Direttori generali delle Aziende sanitarie locali e i rappresentanti legali degli Enti partecipati della Regione sono tenuti a verificare i contratti in essere rispetto alle prescrizioni della presente legge, così come sono obbligati, nel caso già vi siano le condizioni contrattuali, all’inserimento già nei contratti di appalto in essere, delle clausole sociali di cui al comma 2 del presente articolo e di cui all’articolo 9 comma 1 della presente legge. Nel caso siano riscontrate gravi irregolarità, i contratti s’intendono risolti di diritto.

7. L’inosservanza delle norme di cui al presente articolo è elemento di valutazione negativa nelle verifiche dell’operato dei Direttori generali e dei legali rappresentanti degli Enti partecipati della Regione.

8. La Regione Basilicata promuove la redazione di protocolli d’intesa tra le Amministrazioni pubbliche presenti sul territorio regionale e le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano regionale, nei quali la committenza pubblica assuma quale criterio per gli appalti di opere, servizi e forniture, la previa quantificazione degli oneri di personale, nel rispetto delle leggi in materia di lavoro e dei contratti collettivi nazionali e territoriali del settore di appartenenza, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

9. Gli oneri derivanti dalla convenzione di cui al comma 4 sono stimati in 50 mila euro l’anno, per gli anni 2012-2014, a valere per l’anno 2012 attraverso specifica rimodulazione dei capitoli di spesa di cui alla legge regionale recante “Disposizioni per la formazione del Bilancio di Previsione Annuale e Pluriennale della Regione Basilicata – Legge Finanziaria 2012”.

Articolo 3
(Norme per la trasparenza e introduzione degli indici di congruità)

1. Il datore di lavoro che benefici delle agevolazioni e delle erogazioni di cui all’articolo 1 è tenuto a presentare al competente Centro territoriale per l’impiego la comunicazione di cui all’articolo 9 bis, comma 2, del decreto legge 1° ottobre 1996, n. 510 (Disposizioni urgenti in materia di lavori socialmente utili, di interventi a sostegno del reddito e nel settore previdenziale), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, come sostituito dall’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297 (Disposizioni modificative e correttive del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, recante norme per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, in attuazione dell’articolo 45, comma1, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144) e successive modifiche, il giorno antecedente a quello dell’effettivo inizio del rapporto di lavoro, mediante documentazione avente data certa.
In caso di urgenze connesse a esigenze produttive, la comunicazione di cui sopra può essere effettuata entro cinque giorni dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro, fermo restando l’obbligo di comunicare entro il giorno antecedente, anche in via telematica, mediante documentazione avente data certa, la data di inizio della prestazione e le generalità del lavoratore e del datore di lavoro.

2. In caso di inadempimento dell’obbligo di cui al comma 1, si applicano le sanzioni previste dall’articolo 1, comma 6, della presente legge e, comunque, la Regione Basilicata provvede alla riduzione o all’eventuale recupero delle agevolazioni e delle erogazioni concesse nella misura di euro 10 mila per ogni lavoratore o lavoratrice per i quali sia stata omessa o ritardata la comunicazione di cui al comma 1.

3. La dimostrazione del rispetto degli indici di congruità di cui al presente articolo 3, comma 4, 5, 6, 7 e 8, è condizione per l’accesso a qualunque beneficio economico e normativo, per la partecipazione a bandi e/o gare d’appalto, per il godimento di erogazioni da parte della Regione Basilicata, a qualunque titolo, anche in forma indiretta, di fondi comunitari, nazionali e regionali. Quanto previsto dal presente comma si applica ai datori di lavoro a partire dal secondo anno di attività, a condizione che non vi sia una sostanziale coincidenza degli assetti proprietari, o dei legali rappresentanti, con un’impresa già esistente, o una situazione di controllo da parte di un’impresa già esistente. E’ in ogni caso esclusa, ai fini della presente legge, l’applicazione dell’articolo 49 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE).

4. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione Basilicata procede all’individuazione, di concerto con le organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative sul piano regionale, di indici di congruità, articolati per settore e per le categorie di imprese. Gli indici di congruità definiscono il rapporto tra la quantità e qualità dei beni e dei servizi offerti dai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, e la quantità delle ore lavorate, nonché la deviazione percentuale dall’indice individuato che sia da considerare normale. L' Università della Basilicata e gli organi ispettivi operanti sul territorio regionale saranno invitati a partecipare, con finalità di supporto tecnico e scientifico, alla definizione degli indici di congruità stessi. In via sperimentale la Regione, di concerto con le organizzazioni sindacali e datoriali di settore comparativamente più rappresentative a livello nazionale, definirà gli indici di congruità con particolare riferimento: al settore agricolo, prendendo a riferimento le tabelle ettaro/culturali di cui alla normativa vigente; al settore delle costruzioni, prendendo a riferimento le tabelle di lavorazione di cui all'allegato numero trenta del vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i lavoratori dipendenti delle imprese edili e affini sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale; al settore turistico alberghiero e agro turistico, prendendo a riferimento il numero di camere, posti letto e presenza o meno di servizi di ristorazione di cui alla declaratoria per la classificazione alberghiera e dei servizi di ospitalità di cui alla normativa regionale e nazionale vigente.

5. Ai fini dell’applicazione delle previsioni di cui al presente articolo, i datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, sono obbligati, all’atto della domanda di attribuzione di benefici o della partecipazione a gare di appalto o della richiesta di erogazione di fondi e sino all’avvenuta conclusione del rapporto o all’avvenuta rendicontazione delle somme erogate, a fornire annualmente copia della dichiarazione annuale IVA e dei libri paga contenenti le indicazioni di cui all’articolo 20, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali).

6. La difformità dagli indici di congruità di cui al comma 4, intesa come deviazione superiore ai limiti definiti nello stesso comma, viene segnalata al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, a opera della Regione Basilicata – Assessorato alla formazione, lavoro, cultura e sport – entro e non oltre sei mesi dalla data di ricezione dei dati indicati al comma 5.

7. Il datore di lavoro che sia stato destinatario della segnalazione di cui al comma 6, può, nel termine perentorio di trenta giorni dalla data di ricezione della segnalazione stessa, fornire documentazione idonea, illustrando le ragioni di fatto e di diritto per le quali la difformità dagli indici di congruità sia da ritenere inesistente o giustificabile. L’Amministrazione regionale – Assessorato alla formazione, lavoro, cultura e sport – decide nel termine perentorio di sessanta giorni, decorsi i quali le giustificazioni del datore di lavoro s’intendono accolte. Nel caso di mancato accoglimento delle giustificazioni, l’Amministrazione provvede, secondo il principio di proporzionalità, alla riduzione o alla revoca e all’eventuale recupero, parziale o totale, delle agevolazioni e delle erogazioni concesse. Non si produce alcun altro effetto, e in particolare non si producono effetti sui rapporti di lavoro o con gli enti previdenziali.

8. Gli indici di congruità di cui al comma 4 sono oggetto di revisione nel caso di concorde richiesta alla Regione Basilicata dalle parti sociali indicate al medesimo comma o, in via ordinaria, ogni due anni.

Articolo 4
(Rafforzamento dell'azione ispettiva)

1. La Regione Basilicata destina le risorse di cui al comma 2 del presente articolo al rafforzamento dell’attività ispettiva sul territorio regionale, in conformità ai programmi condivisi dall'Osservatorio regionale sul lavoro non regolare di cui all'articolo 5 della presente legge regionale. A tal fine, potranno essere sottoscritti appositi protocolli d’intesa con il Ministero del lavoro, con lo scopo di garantire il controllo dei datori di lavoro beneficiari degli interventi di cui alla presente legge, nonché protocolli di intesa con la Guardia di Finanza ed i Carabinieri al fine di incrementare, rispetto al piano programmatico annuale, il numero di ispezioni presso le imprese operanti nel territorio della Regione Basilicata.

2. Gli oneri derivanti dai protocolli di cui al comma 3 sono stimati in 200 mila euro l’anno, per gli anni 2012-2014, a valere per l’anno 2012 attraverso specifica rimodulazione dei capitoli di spesa di cui alla legge regionale recante “Disposizioni per la formazione del Bilancio di Previsione Annuale e Pluriennale della Regione Basilicata – Legge Finanziaria 2012”.

Articolo 5
(Osservatorio regionale sul lavoro non regolare e banca dati)

1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione Basilicata istituisce l’Osservatorio regionale sul lavoro non regolare, con la funzione di effettuare studi e analisi delle principali problematiche dell’economia sommersa, del lavoro irregolare e dei loro riflessi sul mercato del lavoro e di creare una banca dati integrata, al fine di interagire con le istituzioni pubbliche competenti, di sorvegliare l’applicazione delle previsioni della presente legge, nonché di ricavare indicatori utili allo studio del fenomeno del lavoro non regolare e di facilitare la definizione degli indici di congruità di cui all’articolo 3 della presente legge.

2. L'Osservatorio in particolare potrà proporre ulteriori interventi per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro in settori particolarmente esposti al rischio di intermediazione illecita di manodopera.

3. L'Osservatorio sarà composto oltre che dai dirigenti indicati dalla Presidenza della Giunta regionale, dai Direttori regionali rispettivamente di INPS e INAIL, da 6 rappresentanti delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e da 6 rappresentanti delle organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

4. Le funzioni tecniche e amministrative dell’Osservatorio potranno essere affidate, in tutto o in parte, a soggetti terzi, ivi compresi gli enti bilaterali, nel rispetto della normativa vigente e previo parere vincolante dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale di cui al comma 3 del presente articolo.

Articolo 6
(Liste di prenotazione in Agricoltura e incentivi alle imprese per ricorrervi)

1. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono istituiti, presso le Province, per il tramite dei Centri per l’Impiego, gli elenchi di prenotazione in agricoltura su base provinciale/territoriale, nei quali potranno confluire volontariamente tutti i lavoratori disponibili alle assunzioni/riassunzioni presso le imprese agricole.

2. I lavoratori che abbiano lavorato a tempo determinato presso imprese agricole a partire dall’anno 2012 e che abbiano manifestato la volontà di essere riassunti presso le stesse imprese secondo le norme contrattuali, entro 90 gg dalla fine del precedente rapporto di lavoro, hanno diritto di precedenza nelle assunzioni presso le medesime aziende per le stesse lavorazioni o anche per più fasi lavorative mantenendo la stessa qualifica.

3. I lavoratori interessati all’assunzione o riassunzione dovranno recarsi presso i Centri per l’Impiego di residenza e chiedere l’inserimento nella apposita lista di prenotazione nella quale dovranno essere inseriti con l’indicazione delle generalità, dei periodi lavorativi svolti, del datore di lavoro presso il quale hanno prestato attività e presso il quale intendono essere assunti. Per i lavoratori che dichiarino la propria disponibilità alla prima assunzione dovranno essere indicate le fasi lavorative e i territori interessati. L’iscrizione avverrà attraverso la compilazione della modulistica appositamente predisposta, atta ad acquisire il dovuto consenso sull’uso, la comunicazione e la diffusione dei dati a loro riconducibili nel rispetto dei requisisti di sicurezza necessari e garantire il rispetto della normativa sulla privacy di cui al decreto legisllativo n. 196 del 2003.

4. I Centri per l’impiego dovranno effettuare: a) la predisposizione della idonea modulistica per l’acquisizione dei dati da dichiarare suddetti in fase di iscrizione negli elenchi; b) la consultazione degli elenchi a fini di incontro domanda/offerta di lavoro;
c) l’accreditamento delle organizzazioni datoriali e patronati sindacali interessati alla consultazione degli elenchi.
L’aggiornamento della posizione negli elenchi sarà a carico del lavoratore iscritto.
La gestione degli elenchi potrà avvenire anche attraverso procedure telematiche che consentiranno la piena informatizzazione dei servizi, attraverso il raccordo con il sistema informativo attualmente in essere. A tale scopo sarà predisposto un idoneo adeguamento del sistema informativo, già operativo presso i Centri per l’Impiego, attraverso l’inserimento dell’ “elenco di prenotazione in Agricoltura” che renderà possibile la visualizzazione integrata dello stesso da parte delle Organizzazioni sindacali e delle Organizzazioni datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

5. L’istituzione dell’elenco di cui al presente articolo avrà lo scopo di:

– “accreditare” il contenuto professionale e la qualità del lavoro in agricoltura, in modo da rendere sicuro e fruibile le prestazioni professionali nel settore primario.
– offrire un’opportunità di crescita professionale ed inserimento lavorativo a soggetti deboli sul mercato del lavoro;
– far emergere il mercato sommerso del lavoro agricolo, offrendo un riconoscimento ed una visibilità pubblica ai lavoratori del settore;
– favorire un monitoraggio dell’andamento del lavoro stagionale a tempo determinato in agricoltura anche in ragione dei fabbisogni di manodopera nelle varie fasi lavorative.

6. Sarà riconosciuto alle imprese del settore che assumeranno lavoratori iscritti nelle liste di prenotazione di cui al presente articolo, anche per più fasi lavorative, previa verifica presso l’INPS dell’avvenuto pagamento della prestazione lavorativa che non potrà in ogni caso essere inferiore a 30 giornate di lavoro, un contributo straordinario pari ad euro 300 per lavoratore all’anno e comunque per un importo non superiore a euro 150 per lavoratore al mese.

7. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione Basilicata individuerà con specifico regolamento le modalità per l'attuazione di quanto previsto dal comma 6 del presente articolo.

8. Gli oneri derivanti dall'attuazione di quanto previsto dal presente articolo sono stimati in 350 mila euro l’anno, per gli anni 2012-2014, a valere per l’anno 2012 attraverso specifica rimodulazione dei capitoli di spesa di cui alla legge regionale recante “Disposizioni per la formazione del Bilancio di Previsione Annuale e Pluriennale della Regione Basilicata – Legge Finanziaria 2012”.

Articolo 7
(Incentivo alle assunzioni regolari brevi nel settore della ristorazione)

1. Nel settore della ristorazione è riconosciuto alle imprese che, per assunzioni inferiori ai 3 giorni, utilizzino contratti di lavoro in somministrazione ai sensi del dlgs. 276 del 2003 e successive modifiche, nel rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, e previa verifica presso l’INPS dell’avvenuto pagamento della prestazione, un contributo straordinario pari al 20% del costo lordo complessivo per lavoratore, entro un massimo di contributo di euro 300 per lavoratore all’anno e comunque per un importo non superiore a euro 100 per lavoratore al mese.

2. La Regione con apposito regolamento da emanarsi entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge regionale individuerà le modalità di accesso ai benefici di cui al presente articolo.

3. La Regione stipulerà con le organizzazioni sindacali e con le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale nonché con le principali agenzie di lavoro autorizzate alla somministrazione di lavoro ai sensi del dlgs. 276 del 2003 e successive modifiche, operanti nel territorio regionale, una specifica convenzione per favorire le misure di cui al presente articolo.

4. Gli oneri derivanti dalla convenzione di cui al comma 3 sono stimati in 240 mila euro l’anno, per gli anni 2012-2014, a valere per l’anno 2012 attraverso specifica rimodulazione dei capitoli di spesa di cui alla legge regionale recante “Disposizioni per la formazione del Bilancio di Previsione Annuale e Pluriennale della Regione Basilicata – Legge Finanziaria 2012”.

Articolo 8
(Bandi per il trasporto, la mobilità e l’accoglienza dei lavoratori migranti)

1. La Regione Basilicata, di concerto con le organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative, anche in coerenza con la legge regionale in materia di trasporto pubblico locale, individuerà con apposito regolamento da emanarsi entro 90 giorni dall’approvazione della presente legge, uno specifico bando che incentivi le imprese operanti nel settore agricolo a stipulare protocolli con le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, volti a garantire, il trasposto collettivo dei propri lavoratori da e per specifici luoghi di partenza individuati nel protocollo stesso e da e per i terreni di lavorazione, raccolta, trasformazione delle culture.

2. I protocolli potranno prevedere altresì come interventi ammessi al finanziamento del bando di cui al comma 1 del presente articolo, progetti per l'individuazione e la messa a disposizione per i dipendenti stagionali, in particolar modo extra comunitari, di sistemazioni abitative decorose in prossimità dei terreni di lavorazione, raccolta, trasformazione delle culture. Al riguardo la Regione, entro 90 giorni dall'approvazione della presente legge, anche tramite la collaborazione con esperti individuati dall'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale di Potenza e dall'Azienda Territoriale per l'Edilizia Residenziale di Matera di cui alla legge Regionale n. 29 del 1996, indicherà nel bando le caratteristiche tipo per il finanziamento dei progetti di cui al presente comma.

3. I protocolli dovranno, in relazione al riconoscimento degli incentivi di cui al comma 1, individuare le aziende aderenti al protocollo stesso.

4. Gli oneri derivanti dalle misure di cui al presente articolo sono stimati in 300 mila euro l’anno, per gli anni 2012-2014, a valere per l’anno 2012 attraverso specifica rimodulazione dei capitoli di spesa di cui alla legge regionale recante “Disposizioni per la formazione del Bilancio di Previsione Annuale e Pluriennale della Regione Basilicata – Legge Finanziaria 2012”.

Articolo 9
(Premialità per datori di lavoro
applicanti la clausola sociale negli appalti)

1. Per “clausola sociale” si intende l’impegno vincolante che il committente o appaltante richiede, nell’affidamento di attività a soggetti terzi, per garantire la continuità occupazionale, senza soluzione di continuità, a tutti i lavoratori impiegati nella realizzazione dell’opera o servizio, in caso si successione nell’appalto stesso per la medesima opera o servizio.

2. Nei bandi per l’erogazione da parte della Regione Basilicata, a favore di datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, di fondi comunitari, nazionali e regionali, che prevedono una graduatoria in ordine alla disponibilità stessa delle risorse, la Regione Basilicata riconosce un punteggio premiante pari almeno al 10% del punteggio complessivo assegnabile, ai datori di lavoro che recepiscano, tramite accordo sindacale stipulato con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, la clausola sociale di cui al comma 1 del presente articolo

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