BREVE GUIDA ALL’IMMIGRAZIONE

BREVE GUIDA ALL'IMMIGRAZIONE

 

Per quali rapporti di lavoro si chiede l’autorizzazione col Decreto Flussi?
I rapporti di lavoro che possono essere instaurati in Italia con uno straniero residente all’estero in occasione del Decreto flussi sono:
– lavoro subordinato a tempo indeterminato, determinato, o lavoro stagionale;
– lavoro autonomo;

Esistono delle categorie di lavoratori che possono fare ingresso per lavorare in Italia al di fuori delle "quote". Si tratta di persone che svolgono lavori particolari e/o altamente specializzati, quasi tutti disciplinati all’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione.

 

Il Decreto Flussi può riguardare l’ingresso per lavoro solo per stranieri di alcuni Paesi?

No, ma nello stabilire le quote, ora ai sensi del nuovo testo dell’articolo 12 Testo Unico Immigrazione lo Stato italiano può prevedere delle restrizioni numeriche all'ingresso di lavoratori stranieri provenienti da Paesi che non collaborano adeguatamente nel contrasto dell'immigrazione clandestina o nella riammissione di propri cittadini sottoposti a provvedimenti di rimpatrio e, invece, quote aggiuntive per gli stranieri provenienti da Paesi che hanno stipulato con l'Italia particolari accordi bilaterali.
Nello stabilire le quote di ingresso dei lavoratori stagionali invece solitamente si limitano detti ingressi a cittadini di predeterminati Paesi (soprattutto dell’Europa centro-orientale e dell’area mediterranea) o a chi aveva già fatto ingresso e soggiorno come lavoratore stagionale in occasione di precedenti Decreti Flussi, anche se non appartiene ai Paesi elencati nel decreto Flussi – Quote per stagionali in questione.

 

 

Quali sono le competenze dello Sportello Unico Immigrazione?

Nel settore lavoro detto Ufficio ha le competenze per:

• il procedimento relativo all'assunzione di lavoratori subordinati non comunitari (art. 22 co. 1 T.U.);
• la richiesta di nulla osta per l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato (domande presentabili quando saranno stabiliti i flussi d’ingresso 2006)
• la richiesta di rilascio di nulla osta al lavoro per un cittadino straniero residente all'estero nei casi, previsti dall'art. 27 co. 1 T.U., che non rientrano nella programmazione annuale dei flussi d'ingresso;
• la richiesta nominativa e numerica di nulla osta al lavoro subordinato riguardante docenti di scuole e università straniere operanti in Italia (l. 103/2002);
• la stipula di contratti di soggiorno;
• la richiesta di attestazione di sussistenza di quota e conversione di permesso di soggiorno per studio e per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato (v. art. 14 co. 6 DPR 394/1999 come modificato dal DPR 334/2004);
• la richiesta di attestazione di sussistenza di quota e conversione di permesso di soggiorno per studio e per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro autonomo (art. 39 co. 9 DPR 394/1999 come modificato dal DPR 334/2004);
• la richiesta permesso di soggiorno (1° ingresso) motivo lavoro;
• la richiesta di nulla osta per l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato per i cittadini c.d. neocomunitari;
• la comunicazione licenziamento lavoratore straniero (art. 37 DPR 394/1999 come modificato dal DPR 334/2004)o variazioni del rapporto di lavoro

Nel settore dell’unità familiare detto Ufficio ha le competenze per:
• la richiesta di nulla osta al ricongiungimento familiare degli stranieri la domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare (art. 29 co. 7 T.U., art. 6 DPR 394/1999 come modificato dal DPR 334/2004);
• la richiesta di nulla osta per l'ingresso dei familiari al seguito dello straniero;
• la richiesta di permesso di soggiorno (1° ingresso) motivo famiglia (art. 9 DPR 394/1999 come modificato dal DPR 334/2004).

La presentazione delle suddette richieste avviene tramite compilazione ed invio telematico dei moduli predisposti dal Ministero competente.

 

 

Per quali rapporti di lavoro si chiede l’autorizzazione col Decreto Flussi?

I rapporti di lavoro che possono essere instaurati in Italia con uno straniero residente all’estero in occasione del Decreto flussi sono:
– lavoro subordinato a tempo indeterminato, determinato, o lavoro stagionale;
– lavoro autonomo;

Esistono delle categorie di lavoratori che possono fare ingresso per lavorare in Italia al di fuori delle "quote". Si tratta di persone che svolgono lavori particolari e/o altamente specializzati, quasi tutti disciplinati all’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione.

Esistono delle categorie di lavoratori che possono fare ingresso per lavorare in Italia al di fuori delle "quote". Si tratta di persone che svolgono lavori particolari e/o altamente specializzati, quasi tutti disciplinati all’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione. ito dello straniero;
• la richiesta di permesso di soggiorno (1° ingresso) motivo famiglia (art. 9 DPR 394/1999 come modificato dal DPR 334/2004).

La presentazione delle suddette richieste dovrà avvenire tramite compilazione online dei moduli predisposti dal Ministero competente.

 

Quale è l’Ufficio e l’Autorità di riferimento per le procedure delle chiamate col Decreto Flussi?

Fino al 2005 le domande si presentavano per l’autorizzazione – assegnazione di quote disponibili alla Direzione Provinciale del Lavoro e poi per il Nulla osta all’ingresso alla Questura territorialmente competenti. Ora il procedimento è unificato e la competenza è dello Sportello Unico per l’Immigrazione.
Con l’emanazione del DPR 334/2004 e le successive circolari del 2005 si è infatti strutturato e predisposto in termini operativi il nuovo sistema di Uffici competenti e un nuovo sistema di modalità del procedimento amministrativo per la richiesta e l’ingresso per motivi di lavoro di cittadini stranieri residenti all’estero, come stabilite dalla L. 189/02.
Ora infatti, come prevede il nuovo articolo 22 del Testo Unico Immigrazione: “1. In ogni provincia è istituito presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo uno sportello unico per l’immigrazione, responsabile dell’intero procedimento relativo all’assunzione di lavoratori subordinati stranieri a tempo determinato ed indeterminato.[…]”

 

Quali sono le attività a carattere stagionale?

L'annesso A del D.P.R. 1525/1963 riporta l'elenco delle attività a carattere stagionale di cui all'art. 1, comma 2, lett. a), della legge 230/1962
Normalmente il lavoro stagionale per il quale è consentito l’ingresso di stranieri con i Decreti Flussi è la attività di lavoro lavoro riguardante il settore dell’agricoltura e del turismo, ma può essere anche attività di servizi legati a tali settori (ad esempio una impresa di pulizie che chiede di assumere dipendenti dall’estero per servizi di pulizia a strutture turistiche stagionali in base ad un appalto siglato con le medesime strutture turistiche stagionali).

 

Esiste un permesso pluriennale per lavoratori stagionali?

 

Sì. Ai sensi dell’art. 11 comma 1 bis del DPR 394/99 come modificato dal DPR 334/2004 si prevede che “Allo straniero, entrato in Italia per prestare lavoro stagionale, che si trova nelle condizioni di cui all'articolo 5, comma 3-ter, del testo unico, è rilasciato un permesso di soggiorno triennale, con l'indicazione del periodo di validità per ciascun anno. Il suddetto permesso di soggiorno è immediatamente revocato se lo straniero non si presenta all'ufficio di frontiera esterna al termine della validità annuale e alla data prevista dal visto d'ingresso per il rientro nel territorio nazionale. Tale visto d'ingresso è concesso sulla base del nullaosta, rilasciato ai sensi dell'articolo 38-bis”.

 

Per quanto tempo viene rilasciato il nullaosta per lavoro stagionale?

 

La durata del nullaosta per lavoro stagionale (corrispondente alla durata del rapporto di lavoro) può essere compresa tra un minimo di 20 giorni ed un massimo di 9 mesi, anche con riferimento all'accorpamento di gruppi di lavori di più breve periodo da svolgere presso diversi datori di lavoro. In caso di nullaosta pluriennale, la durata temporale annuale è pari a quella di cui il lavoratore ha usufruito nell'ultimo dei due anni precedenti ed in questo senso va dunque formulata la proposta di contratto di soggiorno al momento della richiesta.

 

Con l’istituzione dello Sportello Unico Immigrazione quali competenze rimangono alle Questure?

Le Questure continuano ad avere competenza esclusiva nello svolgere le istruttorie delle varie pratiche, anche per quelle che ora si presentano allo Sportello Unico Immigrazione. Si va ancora in Questura per rinnovare il permesso di soggiorno e per chiedere il rilascio del permesso di soggiorno diverso da quello per motivi di lavoro o per ricongiungimento familiare, anche per il caso della coesione familiare e per chiedere il rilascio della carta di soggiorno.

 La Questura continua ad essere titolare delle esecuzioni delle espulsioni.

 

A quale Sportello Unico può essere presentata la richiesta di nullaosta?

Può essere presentata, in alternativa, a quello della provincia di residenza del datore di lavoro (persona fisica, italiana, comunitaria o straniera regolarmente soggiornante in Italia), della provincia della sede legale della società o ente (italiani o stranieri) o a quello della provincia ove avrà luogo la prestazione lavorativa.

 

Il Decreto Flussi riguarda solo chi si trova all’estero?

No. Nell'ambito delle quote stabilite annualmente, gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia con i permessi di soggiorno per studio e formazione e con i permessi di soggiorno per lavoro stagionale – dal secondo ingresso e soggiorno per lavoro stagionale – possono convertire detti permessi, prima della scadenza dei medesimi e previa stipula di un contratto di soggiorno per lavoro, in permesso di soggiorno per lavoro non stagionale, senza uscire dall’Italia per chieder un nuovo visto di ingresso in Ambasciata del proprio Paese.
Le richieste sono formulate con appositi modelli e inviate allo Sportello Unico Immigrazione territorialmente competente.
Chi si trova invece irregolarmente in Italia ed ha una offerta di lavoro regolare dovrà tornare nel proprio Paese per ottenere il visto, in quanto il Decreto Flussi non è una sanatoria o regolarizzazione.

 

Cosa s'intende con le cd “quote di ingresso riservate” nell'ambito del Decreto Flussi?

Nel decreto flussi determinato annualmente, sono riservati dei "posti" ovvero delle quote di ingresso alle seguenti categorie di lavoratori:
• I lavoratori di origine italiana per parte di uno dei genitori fino al terzo grado in linea di ascendenza
• I cittadini di alcuni paesi fuori dell'Unione Europea con i quali è però in corso una collaborazione per il rientro degli immigrati in posizione irregolare (ad es. Albania, Marocco, Egitto, Tunisia, Ghana, Nigeria, …)
• I lavoratori che hanno partecipato ai corsi di formazione ex art. 23 T.U.

 

 

Il procedimento di richiesta di lavoratori stranieri è attivabile in qualsiasi momento?

No. Il nullaosta è rilasciato in corrispondenza delle quote stabilite con il decreto flussi emanato ogni anno, pertanto il datore di lavoro può presentare la richiesta al lavoro subordinato solo nei termini e con le modalità indicate dal decreto flussi emanato per l'anno in corso.

 

Cosa si indica nella richiesta di nulla osta al lavoro per stranieri?

Nella richiesta di nulla osta al lavoro, redatta su appositi moduli , sono solitamente richieste:
– le complete generalità del datore di lavoro, del titolare o legale rappresentante dell'impresa, la ragione sociale della società/azienda, la sede e l'indicazione del luogo di lavoro;
– in caso di richiesta nominativa, le complete generalità del lavoratore extracomunitario che si intende assumere comprensive della residenza all'estero;
– nel caso di richiesta numerica, il numero di lavoratori extracomunitari che si intende assumere;
– copia della proposta del contratto di soggiorno per lavoro con le specifiche garanzie:
a) la garanzia da parte del datore di lavoro della disponibilità di un alloggio per il lavoratore, che entri nei parametri minimi previsti dalla legge per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica;
b) le condizioni di trattamento (orario di lavoro e livello retributivo non inferiore alle condizioni normalmente previste dai Contratti Collettivi Nazionali di Categoria) e comprensivo dell'impegno al pagamento da parte del datore di lavoro delle spese di ritorno dello straniero nel Paese di provenienza;
c) la dichiarazione di impegno a comunicare qualsiasi variazione concernente il rapporto di lavoro.
– fotocopia del documento di identità del datore di lavoro e del lavoratore
– indicazione del reddito/fatturato del datore di lavoro o dell'impresa
– una marca da bollo (ora da € 14,62)

Generalmente assieme al Decreto Flussi viene pubblicata una circolare con le indicazioni operative per la presentazione delle domande, le condizioni e i criteri di ammissione per la accettazione delle medesime e le successive fasi e modalità della procedura.
In occasione degli ultimi Decreti Flussi le circolari hanno disposto modalità che sono cambiate in vari elementi di anno in anno.
Tale disposizione è quindi di particolare importanza per la formale soddisfazione delle modalità, dei requisiti formali e documentali previsti per la corretta definizione della procedura di assegnazione delle quote determinate con il Decreto Flussi di riferimento.

 

Quali sono i tipi di chiamata previsti?

La chiamata per lavoro può avvenire:
a) attraverso richiesta nominativa, quando il datore di lavoro ha conoscenza diretta dello straniero che intende assumere, in tal caso nella domanda occorre specificare le complete generalità del lavoratore straniero (ed è il caso generalmente più frequente);
b) tramite chiamata numerica.

 

E' possibile avere più di un Decreto Flussi in un anno?

Sì. Le quote flussi vengono determinate annualmente, ma ulteriori decreti possono essere emanati durante l'anno quando se ne ravvisi la necessità. Ai sensi del comma 4 dell’art 3 del Testo Unico Immigrazione infatti si prevede che “Qualora se ne ravvisi l’opportunità, ulteriori decreti possono essere emanati durante l’anno.”
Finora questo è avvenuto soprattutto per le quote di lavoratori stagionali, che sono state oggetto di più di un Decreto Flussi in un anno.

 

E' possibile assumere una persona straniera che si trova all’estero?

Se la persona straniera che si vuole assumere si trova all'estero, è prevista una procedura di chiamata nominativa in occasione di un provvedimento annuale del Consiglio dei Ministri denominato “decreto flussi”, nel quale è indicato il numero massimo di lavoratori stranieri che l’Italia può accogliere ogni anno.

Gli ingressi ed i relativi titoli di soggiorno dello straniero per motivi di lavoro, sono rilasciati dalle Autorità italiane entro il limite delle quote predette.
Da alcuni anni il “Decreto Flussi” contiene una suddivisione di “quote riservate”, ossia certi numeri di ingressi per motivi di lavoro riservati ai cittadini di determinati Paesi ora molto richiesti nel lavoro domestico e delle “badanti”, quali le Filippine, Sri Lanka e Moldova.
Nel 2005 e nel 2006 il Decreto Flussi ha previsto che una quota del numero complessivo degli ingressi venisse riservata esclusivamente alle richieste di assunzione nel settore del lavoro domestico, senza distinzioni tra le persone addette alla gestione e pulizia della casa o al babysitting e quelle destinate alla assistenza di persone non autosufficienti.
Il datore di lavoro che intende instaurare un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con uno straniero residente all’estero deve presentare allo Sportello Unico per l’Immigrazione della provincia di residenza, ovvero di quella ove avrà luogo la prestazione lavorativa:
• richiesta nominativa di nulla osta al lavoro;
• indicazione della retribuzione prevista (non può essere inferiore a €439) e condizioni normative e retributive uguali a quelle stabilite per i lavoratori italiani;
• idonea documentazione relativa alle modalità di sistemazione alloggiativa per il lavoratore straniero;
• la proposta di contratto di soggiorno;
• dichiarazione di impegno a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro, in particolare l’impegno di comunicare la cessazione del rapporto di lavoro entro cinque giorni.

Il datore di lavoro, al momento della richiesta di assunzione di un lavoratore straniero in occasione di un prossimo Decreto Flussi, ora deve indicare con un'apposita dichiarazione, inserita nella richiesta di assunzione del lavoratore straniero, nonché nella proposta di contratto di soggiorno, un alloggio fornito di requisiti di abitabilità e idoneità igienico sanitaria, o che rientri nei parametri previsti dal testo unico, e deve impegnarsi, nei confronti dello Stato, al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese di provenienza.

 

Esistono delle liste particolari che consentono diritti di priorità nella chiamata col Decreto flussi?

Sì, esistono delle liste particolari che consentono diritti di priorità nella chiamata:
I) l’articolo 21 del Testo Unico Immigrazione ora prevede che siano “assegnate in via preferenziale quote riservate ai lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea retta di ascendenza, residenti in Paesi non comunitari, che chiedano di essere inseriti in un apposito elenco, costituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolari, contenente le qualifiche professionali dei lavoratori stessi”,
II) vi sono anche le liste che raccolgono i lavoratori stranieri che hanno attestati di qualifica ottenuti grazie alla frequenza di corsi professionali nell'ambito dello svolgimento di programmi di formazione e di istruzione effettuati nel Paese d'origine promossi dal Ministero italiano del lavoro e delle politiche sociali, come ora previsto all’ l’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione.

 

Cosa sono i titoli di prelazione all’ingresso coi decreti Flussi?

L'istituto dei titoli di prelazione all’ingresso coi decreti Flussi è stato introdotto dal nuovo articolo 23 del Testo Unico Immigrazione, che prevede che i corsi di istruzione e formazione professionale nei paesi di origine costituiscano titoli di prelazione per l'ingresso in Italia per coloro che ne hanno usufruito e che si sono iscritti in appositi elenchi presso i Consolati delle Ambasciate Italiane competenti. Gli obiettivi di tale corsi, chiariti nel 2 comma dell'art. 23, sono l'inserimento lavorativo mirato nei settori produttivi italiani che operano all'interno dello Stato o all'interno dei Paesi d'origine, e lo sviluppo di attività produttive o imprenditoriali autonome nei paesi d'origine. Tutto questo nell'ambito di programmi approvati dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e dal Ministero dell'Università della Ricerca e dell'Istruzione anche su proposta delle Regioni e delle province autonome, realizzati in collaborazione con vari attori sociali, fra cui le organizzazioni dei datori di lavoro, degli imprenditori e dei lavoratori, come poi meglio precisato all’art. 34 del DPR 394/99 modificato dal DPR 334/2004 e nel Decreto Ministeriale del 22 Marzo 2006 e pubblicati in Gazzetta Ufficiale l’11 Luglio 2006.
All’art. 34, comma 7, del DPR 394/1999 modificato dal DPR 334/2004 si prevede infatti che debba essere riservata una quota di ingressi per lavoro subordinato non stagionale ai lavoratori che abbiano partecipato all’attività formativa nei paesi di origine, con anche priorità e preferenza per gli ingressi nel settore lavorativo nell’ambito del quale hanno partecipato ai predetti corsi di formazione. In caso di esaurimento di tale quota riservata, sono ammessi ulteriori ingressi, sulla base di effettive richieste di lavoratori formati ai sensi dell’articolo 23 del TU, questa volta in base all’articolo 34, comma 9 del DPR 31 agosto 1999, n.394, modificato dal DPR 18 ottobre 2004, n.334.

 

Cosa s'intende con “Ingressi Fuori Quota”?

Sono possibili ingressi fuori dal sistema dei Decreti Flussi ma solo nell’ambito di particolari categorie di lavori (personale infermieristico,…, e normalmente senza la possibilità di cambiare datore di lavoro o attività di lavoro. I casi di lavori che consentono tali ingressi fuori dal sistema dei Decreti Flussi sono previsti e disciplinati dall’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione e dall’art. 40 del DPR 394/99 modificato dal DPR 334/2004 e sul sito del Ministero dell’Interno è scaricabile la varia modulistica per la richiesta di nulla osta al lavoro e ingresso per tali casi particolari, richieste da inviarsi (tranne i casi degli sportivi e dei lavoratori nello spettacolo) allo Sportello Unico Immigrazione competente.

 

Si può assumere una persona straniera con permesso di soggiorno che autorizza al lavoro?

Se la persona straniera si trova già in Italia con regolare documento di soggiorno che consente di svolgere lavoro il datore di lavoro può assumerla direttamente, con la stessa procedura impiegata per i collaboratori domestici con cittadinanza italiana ed i medesimi adempimenti, oltre a quelli riguardanti il soggiorno della persona straniera, ossia la eventuale comunicazione di ospitalità e l’invio del contratto di soggiorno.
In tali casi la persona straniera deve essere in possesso di un permesso che abiliti al lavoro (ad esempio: lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi familiari) e se scaduto deve dimostrare che ha già chiesto il rinnovo e attende di potersi recare in Questura per rinnovare il permesso stesso.

Va ricordato che non è possibile assumere una persona straniera priva del permesso di soggiorno o che ha un permesso di soggiorno che non consente di lavorare (p. es. permesso per motivi di turismo o richiesta asilo o culto): è una attività illecita e sanzionata anche nei confronti di chi fa lavorare queste persone.

 

Con quali permessi di soggiorno è possibile svolgere attività di lavoro?

In base all’articolo 14 del DPR 394/1999 modificato del DPR 334/2004 “a) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro subordinato non stagionale consente l'esercizio di lavoro autonomo, previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio eventualmente prescritto e sempre che sussistano gli altri requisiti o condizioni previste dalla normativa vigente per l'esercizio dell'attività lavorativa in forma autonoma, nonché l'esercizio di attività lavorativa in qualità di socio lavoratore di cooperative; b) il permesso di soggiorno rilasciato per lavoro autonomo consente l'esercizio di lavoro subordinato, per il periodo di validità dello stesso, previo inserimento nell'elenco anagrafico o, se il rapporto di lavoro è in corso, previa comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro; c) il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare o per ingresso al seguito del lavoratore, per motivi umanitari ovvero per integrazione minore nei confronti dei minori che si trovino nelle condizioni di cui all'articolo 32, commi 1-bis e 1-ter, del testo unico e per i quali il Comitato per i minori stranieri ha espresso parere favorevole, consente l'esercizio del lavoro subordinato e del lavoro autonomo alle condizioni di cui alle lettere a) e b); [….] Con il rinnovo, è rilasciato un nuovo permesso di soggiorno per l’attività effettivamente svolta. Il permesso di soggiorno per motivi di studio o formazione consente, per il periodo di validità dello stesso, l’esercizio di attività lavorative subordinate per un tempo non superiore a 20 ore settimanali, anche cumulabili per cinquantadue settimane, fermo restando il limite annuale di 1.040 ore. […]”
Abilitano al lavoro anche i permessi per ricerca occupazione, i permessi per richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato dopo sei mesi dalla presentazione della domanda, il permesso per protezione sociale (art. 18 Testo Unico Immigrazione), il permesso per asilo.

 

Un datore di lavoro che intende assumere uno straniero già regolare in Italia con titolo valido per lavoro full-time non stagionale deve seguire le condizioni e tempi del Decreto Flussi?

No, per uno straniero che sia già regolarmente soggiornante in Italia con titolo valido per lavoro full-time non stagionale non si devono seguire le condizioni e tempi del Decreto Flussi, ed è possibile una immediata assunzione con (eventuale) stipula del contratto di soggiorno.
Nell'ambito delle quote stabilite annualmente, gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia con i permessi di soggiorno per studio e formazione e con i permessi di soggiorno per lavoro stagionale – dal secondo ingresso e soggiorno per lavoro stagionale -, che consentono di lavorare ma con tempo limitato, possono convertire detti permessi, prima della scadenza dei medesimi e previa stipula di un contratto di soggiorno per lavoro, in permesso di soggiorno per lavoro non stagionale, senza uscire dall’Italia per chieder un nuovo visto di ingresso in Ambasciata del proprio Paese.

 

 

Quali sono le ipotesi di ingressi e permessi per lavoro fuori dei Decreti Flussi?

In base all’articolo 27 del Testo Unico Immigrazione
“1. Al di fuori degli ingressi per lavoro di cui agli articoli precedenti, autorizzati nell'ambito delle quote di cui all'articolo 3, comma 4, il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri:
a) dirigenti o personale altamente specializzato di società aventi sede o filiali in Italia ovvero di uffici di rappresentanza di società estere che abbiano la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell'Organizzazione mondiale del commercio, ovvero dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell'Unione europea;
b) lettori universitari di scambio o di madre lingua;
c) professori universitari e ricercatori destinati a svolgere in Italia un incaricato accademico o un'attività retribuita di ricerca presso università, istituti di istruzione e di ricerca operanti in Italia;
d) traduttori e interpreti;
e) collaboratori familiari aventi regolarmente in corso all'estero da almeno un anno, rapporti di lavoro domestico a tempo pieno con cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell'Unione europea residenti all'estero che si trasferiscono in Italia, per la prosecuzione del rapporto di lavoro domestico;
f) persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani effettuando anche prestazioni che rientrano nell'ambito del lavoro subordinato;
g) lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano, che siano stati ammessi temporaneamente a domanda del datore di lavoro, per adempiere funzioni o compiti specifici, per un periodo limitato o determinato, tenuti a lasciare l'Italia quando tali compiti o funzioni siano terminati;
h) lavoratori marittimi occupati nella misura e con le modalità stabilite nel regolamento di attuazione;
i) lavoratori dipendenti regolarmente retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede all'estero e da questi direttamente retribuiti, i quali siano temporaneamente trasferiti dall'estero presso persone fisiche o giuridiche, italiane o straniere, residenti in Italia, al fine di effettuare nel territorio italiano determinate prestazioni oggetto di contratto di appalto stipulato tra le predette persone fisiche o giuridiche residenti o aventi sede in Italia e quelle residenti o aventi sede all'estero, nel rispetto delle disposizioni dell'art. 1655 del codice civile e della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, e delle norme internazionali e comunitarie;
l) lavoratori occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all'estero;
m) personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto;
n) ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento;
o) artisti da impiegare da enti musicali teatrali o cinematografici o da imprese radiofoniche o televisive, pubbliche o private, o da enti pubblici, nell'ambito di manifestazioni culturali o folcloristiche;
p) stranieri che siano destinati a svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva professionistica presso società sportive italiane ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91 ;
q) giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti regolarmente retribuiti da organi di stampa quotidiani o periodici, ovvero da emittenti radiofoniche o televisive straniere;
r) persone che, secondo le norme di accordi internazionali in vigore per l'Italia, svolgono in Italia attività di ricerca o un lavoro occasionale nell'ambito di programmi di scambi di giovani o di mobilità di giovani o sono persone collocate «alla pari»;
r-bis) infermieri professionali assunti presso strutture sanitarie pubbliche e private.”

 

Il contratto di soggiorno è obbligatorio anche per i lavoratori cittadini comunitari o neo- comunitari?

No, non risulta dovuta la stipula del contratto di soggiorno, in quanto non sono stranieri ai sensi del testo Unico Immigrazione (D. Lgs 286/98 e successive modifiche).

 

 

 

E’ possibile lavorare con il permesso di soggiorno per studi?

Oltre a poter frequentare i corsi per i quali ha ottenuto il permesso, lo studente titolare di permesso per motivi di studio è anche ammesso a svolgere attività lavorative in qualità di dipendente, entro il limite di 20 ore settimanali, anche cumulabili per 52 settimane, fermo restando il limite annuale di 1040 ore (art. 14, co. 4, regolamento). Vi sono poi possibilità di conversione del permesso di soggiorno per studi i n permesso di soggiorno per lavoro subordinato full-time o lavoro autonomo sia in occasione della disponibilità di quote stabilite con un Decreto Flussi sia in occasione della conclusione degli studi universitari o di specializzazione.

 

Esistono possibilità di conversione dei permessi di soggiorno per motivi di studio in permesso di soggiorno per lavoro?

 

Ci sono tre possibilità:
1) conversione dei permessi di soggiorno per motivi di studio in permesso di soggiorno per lavoro subordinato in occasione di assegnazione di quota con il Decreto Flussi e stipula di contratto di lavoro subordinato e contratto di soggiorno;
2) conversione dei permessi di soggiorno per motivi di studio in permesso di soggiorno per lavoro autonomo in occasione di assegnazione di quota con il Decreto Flussi. Il Decreto Flussi 2006 infatti prevede “sino ad un massimo di 1.500 unità unicamente le conversioni di permessi di soggiorno per motivi di studio e formazione professionale in permessi di soggiorno per lavoro autonomo”, che però, a quanto sembra, devono riguardare le medesime categorie per le quali è previsto l’ingresso per lavoro autonome col predetto Decreto Flussi 2006: “ricercatori; imprenditori che svolgono attività di interesse per l'economia nazionale; liberi professionisti; soci e amministratori di società non cooperative; artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati”; c) conversione dei permessi di soggiorno per motivi di studio in permesso di soggiorno per lavoro subordinato da parte di studenti stranieri al raggiungimento della maggiore età o di studenti che abbiano conseguito in Italia il diploma di laurea o di laurea specialistica senza necessità che si presenti la richiesta solo in occasione di un Decreto Flussi.
Per tutti e tre i casi non vanno utilizzati i modelli ora distribuiti alle Poste per Decreto Flussi 2006, ma si utilizzano i modelli scaricabili dal sito www.interno.it:

  • il modello V assieme al modello Q per il caso a),
  • il modello Z per il caso b),
  • il modello V2 per il caso c).

 

Uno studente può trasformare il titolo di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro? E' possibile ottenere tale permesso aprendo una partita IVA? Quali sono i termini legislativi per un immigrato lavoratore autonomo?

Una semplice apertura di partita IVA non è sufficiente.
Attualmente chi è in Italia per motivi di studio può svolgere attività di lavoro subordinato per un tempo non superiore a 20 ore settimanali, anche cumulabili per cinquantadue settimane, fermo restando il limite annuale di 1.040 ore, mentre non può svolgere attività di lavoro autonomo.
Inoltre, chi oltre al visto ha anche il permesso per studio può convertire il proprio titolo di soggiorno (rimanendo in Italia) con titolo che abiliti al lavoro anche autonomo solo in occasione della emanazione del cosiddetto Decreto Flussi

La persona interessata può provare a informarsi presso la propria Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente se per detta Provincia è ancora disponibile una quota riservata per la conversione da permesso per studio a lavoro autonomo legata all’ultimo Decreto Flussi
Attualmente è anche possibile beneficiare della previsione del comma 5 dell'articolo 14 del Regolamento di attuazione che prevede la possibilità di cambiare il permesso da studio a lavoro subordinato (che poi abilita anche al lavoro autonomo) a conclusione degli studi se vi é una offerta di lavoro con stipula di contratto di soggiorno.
Di conseguenza, sia in ragione delle minori quote disponibili per lavoro autonomo nei Decreti Flussi, sia in ragione della maggiore difficoltà di rientrare nelle quote di lavoro autonomo in base all’attività che si intende svolgere, si può consigliare agli interessati di reperire anche una possibilità di lavoro subordinato, che poi consentirà anche il lavoro autonomo.

 

Esistono possibilità di conversione dei permessi di soggiorno per motivi di studio in permesso di soggiorno per lavoro fuori dai Decreti Flussi?

Sì, esiste ora questa possibilità. La novità è determinata dalla nuova previsione introdotta dal DPR 3344/2004 che modifica l’articolo 14 comma 5 DPR 394/99 che ora stabilisce che “Fermi restando i requisiti previsti dall'articolo 6, comma 1, del testo unico, le quote d'ingresso definite nei decreti di cui all'articolo 3, comma 4, del testo unico, per l'anno successivo alla data di rilascio sono decurtate in misura pari al numero dei permessi di soggiorno per motivi di studio o formazione, convertiti in permessi di soggiorno per motivi di lavoro nei confronti di stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al raggiungimento della maggiore età.

La stessa disposizione si applica agli stranieri che hanno conseguito in Italia il diploma di laurea o di laurea specialistica, a seguito della frequenza dei relativi corsi di studio in Italia.”;

c) conversione dei permessi di soggiorno per motivi di studio in permesso di soggiorno per lavoro subordinato da parte di studenti stranieri al raggiungimento della maggiore età o di studenti che abbiano conseguito in Italia il diploma di laurea o di laurea specialistica senza necessità che si presenti la richiesta solo in occasione di un Decreto Flussi.
Per questi casi non vanno utilizzati i modelli ora distribuiti alle Poste per Decreto Flussi 2006, ma si utilizzano i modelli scaricabili dal sito www.interno.it, ossia il modello V2 assieme al modello Q.

 

 

 

E' possibile continuare a studiare dopo la conversione del permesso di soggiorno da studio a permesso di soggiorno per lavoro?

Sì, la conversione del permesso di soggiorno non significa per forza l’abbandono degli studi, e l’art. 39 comma 5 del Testo Unico Immigrazione prevede che un cittadino extracomunitario in possesso di permesso di soggiorno per lavoro (sia autonomo che subordinato), motivi familiari, asilo politico, motivi religiosi; o, in ogni caso, regolarmente in Italia e in possesso di titolo di studio di scuola secondaria superiore conseguito in Italia o all'estero può liberamente iscriversi ad un corso universitario, e ovviamente anche proseguire gli studi già intrapresi.

Per gli stranieri con permesso di soggiorno per richiesta di asilo abilitati al lavoro, è possibile solo una assunzione a tempo determinato, in attesa del riconoscimento o diniego del loro status?

Con risposta ad interpello n. 7/2007 il Ministero del Lavoro e della previdenza sociale affronta la problematica legata alla possibilità, da parte dei cittadini extracomunitari ai quali sia rilasciato un permesso di soggiorno di soggiorno per richiesta di asilo (ex art. 11, comma 1 lett. a) DPR 394/1999), di essere assunti con qualsiasi tipologia di rapporto di lavoro (full-time, part-time a tempo determinato, contratti per formazione e inserimento al lavoro con le annesse agevolazioni contributive).
Sul punto, va ricordato che nell'estate 2005 in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale) n. 168 del 21-07-2005 è stato pubblicato il D.Lgs 30 maggio 2005, n.140 “Attuazione della direttiva 2003/9/CE che stabilisce norme minime relative all'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri” che determina nuove misure e previsioni nei riguardi degli stranieri richiedenti il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra (procedura anch’essa di recente modificata) o il riconoscimento del diritto di Asilo, e che fino ad allora i richiedenti il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra o il riconoscimento del diritto di Asilo e titolari di permessi temporanei per attesa dell’esito della propria istanza normalmente non potevano lavorare, salvo i casi di espresse disposizioni di un magistrato. Il citato Decreto Legislativo dispone quanto segue:
“Art. 11. Lavoro e formazione professionale: 1. Qualora la decisione sulla domanda di asilo non venga adottata entro sei mesi dalla presentazione della domanda ed il ritardo non possa essere attribuito al richiedente asilo, il permesso di soggiorno per richiesta asilo è rinnovato per la durata di sei mesi e consente di svolgere attività lavorativa fino alla conclusione della procedura di riconoscimento. 2. Il permesso di soggiorno rilasciato ai sensi del comma 1 non può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro. […]" Pertanto ora il richiedente asilo non può lavorare nei primi sei mesi di ingresso in Italia. Al secondo rinnovo ha diritto a un permesso per 6 mesi che rechi la dicitura esplicita che si tratta di permesso che consente l’attività lavorativa. Non è comunque convertibile in permesso per lavoro. Il Ministero del Lavoro e della previdenza sociale con risposta ad interpello n. 7/2007, nel ricordare come l’ordinamento stabilisca semplicemente che il permesso di soggiorno per richiesta di asilo, rinnovato per la durata di sei mesi, consente di svolgere attività lavorativa fino alla procedura di riconoscimento, osserva che “nulla osta, nella disciplina di diritto comune e nella normativa speciale, all’assunzione dello straniero che sia in possesso del permesso di soggiorno, rinnovato per sei mesi, per richiesta di asilo (….) sia con contratto di lavoro a tempo indeterminato che con un contratto di lavoro a tempo determinato”, né alcun limite si può ravvisare “per orari di lavoro part-time e per la stipula di contratti aventi specifici contenuti formativi come l’apprendistato e il contratto di inserimento”. Il Ministero conclude precisando che, se all’atto della conclusione del procedimento in merito al riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra ovvero del diritto di Asilo venga riconosciuto lo status ovvero il diritto di Asilo, il relativo permesso di soggiorno consentirà la continuazione del rapporto di lavoro, qualunque esso sia; in caso contrario, il datore di lavoro potrà recedere dal rapporto di lavoro ai sensi dell’art. 3 legge 604/1966, per giustificato motivo oggettivo, riconducibile alla ipotesi della risoluzione per impossibilità sopravvenuta.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.