Lettera della CGIL al Prefetto di Cosenza

Il Sig. PREFETTO COSENZA

Oggetto: richiesta urgente incontro – Bracciantato Agricolo Corigliano e Piana di Sibari.

 

   Egregio Sig. Prefetto, il Territorio del Comune di Corigliano, nel cuore della Piana di Sibari, trae dall’Agrumicoltura la sua principale fonte di ricchezza. Annualmente, con circa 2,5 milioni di quintali di Clementine raccolte, la Piana di Sibari impiega nel settore agrumicolo non meno di 30.000 Unità Lavorative: nell’arco di tempo che va da metà ottobre a metà gennaio, migliaia di Braccianti Agricoli provenienti dai Paesi interni come Acri, San Giorgio, Vaccarizzo, San Demetrio, ma soprattutto da Corigliano, Rossano e Cassano, quotidianamente si riversano nelle campagne per raccogliere il prezioso frutto, fiore all’occhiello della Regione e dell’intera Nazione. Da decenni, si è determinato un delicato equilibrio fra Bracciantato e Categorie Imprenditoriali, che si fonda su minimi salariali individuati con accordi provinciali (Contratto Provinciale di Lavoro) periodicamente rinnovati, nonché sulle afferenti indennità di disoccupazione e di ANF corrisposti dall’INPS ai Braccianti Agricoli, in funzione del rapporto di lavoro intrattenuto e regolarmente dichiarato. Quest’anno, ma la malsana pratica si sta insinuando da alcuni anni, taluni grossi Operatori Commerciali del Territorio, coriglianese in particolare, hanno deciso di non avvalersi più del Bracciantato locale, che da decenni si è avvicendato nella stessa tipologia di lavoro, preferendo affidare in appalto a cooperative, ogni attività di raccolta delle Clementine. Come già da noi denunciato nei mesi e negli anni scorsi, nelle maglie di questo tipo di cooperativismo si è insinuato e sta proliferando il malaffare: talune cooperative cosiddette “senza terra”, infatti, non retribuiscono la Manodopera, in forza del C.P.L., ma hanno posto a base del salario una modalità “a cottimo”, corrispondendo ad ogni Lavoratore una cifra prestabilita, in genere un euro, per ogni cassetta di Clementine raccolte, senza vincoli di orario di lavoro e, molto spesso, senza versamenti contributivi. Ciò ha consentito agli Operatori Commerciali di “abbattere” i costi: nel lavoro “a cottimo”, un Bracciante riesce a raccogliere non più di 25 casse di Clementine al giorno, percependo pertanto € 25,00, contro i circa € 50,00 di costo medio giornaliero spesi per un Bracciante Agricolo regolarmente assunto e dichiarato, nonché retribuito in forza del CPL. In tanti casi, il Personale che lavora in cooperative, è arruolato fra i Lavoratori comunitari e/o extracomunitari, molto spesso clandestini, costretti a versare una parte del loro “guadagno” (in genere 5 euro giornaliere) al caporale arruolatore, che spesso è anche il proprietario o il conduttore dei fabbricati dove questi Lavoratori vivono ammucchiati a decine, in condizioni igienico-sanitarie molto precarie. Il costo di questo alloggiamento di fortuna è di non meno di 100/120 euro al mese per ogni Lavoratore, il tutto rigorosamente in nero. La decisione degli Operatori Commerciali del territorio, che inopinatamente hanno pensato di affidarsi alle cooperative, apre purtroppo prospettive gravi, forse anche drammatiche, per l’economia del Territorio e per migliaia di Braccianti Agricoli locali: se, infatti, da un lato, nulla del lavoro prodotto rimane sul Territorio, da un altro lato si finisce con il favorire la clandestinità, il lavoro nero, lo sfruttamento, il caporalato, e talune forme di schiavismo, senza escludere rischi di infiltrazione malavitosa e mafiosa, considerata l’importanza economica del comparto agrumicolo, certamente attenzionata dalla malavita organizzata. In questo contesto, si possono alimentare esasperazioni, malcontenti e insofferenze, che potrebbero tradursi in atti di violenza e di razzismo, replicando ciò che purtroppo è già successo tre anni or sono a Rosarno. Alla scrivente O.S. CGIL, in tutte le sue articolazioni categoriali e confederali, stanno a cuore la tenuta sociale come anche la solidarietà fra i Popoli; lo sviluppo come anche la dignità dei Lavoratori; la lotta al lavoro nero e allo sfruttamento come anche la lotta alla permeabilità criminale e mafiosa, di cui questo Territorio è purtroppo vittima. Per questi motivi, e conoscendo la ferma determinazione di Sua Eccellenza nella lotta al malaffare e ad ogni forma di illegalità, con la presente Le chiediamo un urgente incontro, per sottoporre alla Sua attenzione la necessità e l’improcrastinabilità di un Protocollo d’Intesa con le Associazioni di Categoria, i Servizi Ispettivi di INPS, INAIL e DTL, le Forze dell’Ordine, allo scopo di individuare strategie e strumenti utili a contrastare efficacemente le illegalità denunciate, e per restituire dignità ai Lavoratori. Si resta in attesa di Sua convocazione.

Con l’occasione, si porgono graditi saluti e vive cordialità.

CGIL Comprensorio Pollino-Sibaritide Il Segretario Generale Angelo Sposato

CGIL Area Urbana Corigliano-Rossano Vincenzo Casciaro

FLAI-CGIL Comprensorio Pollino-Sibaritide Michele Tempo Giuseppe De Lorenzo

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