da Corriere Immigrazione: Verso il (quarto) Primo Marzo

Verso il (quarto) Primo Marzo

3 febbraio 2013

L’obiettivo, anche quest’anno, non è conquistare le prime pagine, ma fare  un passo avanti nella costruzione “dal basso” di una società diversa.

La chisura dei Cie, una nuova legge sull’immigrazione, una proroga reale e sensata dell’emergenza Nord Africa, la cittadinanza per chi nasce e cresce in Italia e il diritto di voto amministrativo a chi vi risiede da almeno 5 anni e, soprattutto, il riconoscimento formale, culturale, reale del diritto di mobilità. Perché prima (in senso etico e anche storico) ci sono gli esseri umani, poi, ma molto poi, sono arrivate le frontiere. Sono queste le “richieste” che troverete/troveremo nell’appello per il prossimo Primo Marzo, che sarà perfezionato e pubblicato nel corso di questa settimana.

Domenica scorsa, mentre il Corriere Immigrazione veniva messo on line, si concludeva a Firenze la prima assemblea nazionale dei comitati per l’edizione 2013. Un’edizione, come sottolinea Cécile Kashetu Kyenge, la portavoce nazionale, che quanto a tempi di organizzazione e mobilitazione, si sovrappone per larga parte alla campagna elettorale. «Un rischio e una possibilità: le elezioni ci rubano la scena, ma i candidati non possono eludere le questioni che poniamo». Tra i candidati quest’anno c’è anche lei, che però invita a tenere le questioni separate, come ha sempre fatto d’altronde in questi anni rispetto alla sua militanza nel Partito Democratico.

La riunione di domenica è stata anche l’occasione per ripercorrere i passaggi essenziali nel percorso della rete. Se la cornice in cui si inserisce il Primo Marzo è e rimane quella del riconoscimento e della valorizzazione della mixité (che strada facendo è stata trasformata in meticciato, parola meno esotica ma decisamente anche meno evocativa) e il coinvolgimento trasversale nella lotta al razzismo e all’esclusione, il cammino è stato scandito da impegni e battaglie ben circoscritte: l’adesione e il sostegno alla campagna l’Italia sono anch’io, per il diritto di cittadinanza, lanciata dall’Arci nell’estate del 2010; la promozione di un’altra campagna, LasciateCientrare, che è riuscita a a portare l’inaccettabile realtà dei Centri di idintificazione ed Espulsione fuori dalle loro mura; il lancio della petizione L’Italia è migliore senza i Cie; la Carta Internazionale dei diritti dei Migranti, che la rete ha portato e fatto conoscere in Italia e che è il documento che rappresenta nel modo più eloquente la posizione assunta rispetto al concetto di mobilità; le iniziative culturali e mediatiche orientate alla denuncia del razzismo istituzionale (sono stati fatti incontri ma è anche stato prodotto il video La legge (non) è uguale per tutti e c’è un volume in preparazione); il monitoraggio territoriale a proposito dell’emergenza Nord Africa.

«Rispetto a quest’ultima è inevitabile notare che la nostra giornata, il Primo Marzo, cade proprio all’indomani della scadenza della discutibile e pilatesca proroga decisa dal governo a fine anno», prosegue Kyenge. «Vogliamo utilizzare questa coincidenza temporale per ribadire la necessità di una legge sull’asilo politico: l’arrivo di un numero consistente, ma non incredibile, di richiedenti asilo, durante le Primavere Arabe, ha evidenziato come in Italia non ci sia un sistema di accoglienza adeguato. L’emergenza Nord Africa iniziata nei primi mesi del 2011 non si è ancora conclusa. Molte persone non sono state ancora inserite nel tessuto socio-economico e la loro posizione giuridica è ben lontana da essere totalmente determinata».

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