da Ticinonline: la Germania è indignata e attacca l’Italia

Immigrazione, la Germania è indignata e attacca l’Italia

L’accusa del minstro degli interni bavarese: “Italia sfacciata, spinge gli immigrati altrove”. Il consigliere nazionale Marco Romano (PPD): “Svizzera pronta all’ondata?”

Foto d’archivio (Keystone)

BERLINO – Dalla Germania parte un nuovo, durissimo attacco contro il governo italiano, stavolta colpevole, secondo il ministro degli Interni bavarese Joachim Herrmann, di spingere con 500 euro gli immigrati illegali nordafricani a lasciare l’Italia per recarsi in altri Paesi dell’area Schengen.

“È sfacciato il comportamento del governo italiano, che oltre a un permesso di soggiorno temporaneo per l’area Schengen mette in mano agli immigrati nordafricani illegali anche 500 euro per fargli lasciare l’Italia”, ha attaccato Hermann.

Per il politico bavarese del partito cristianosociale della Csu, alleato della cancelliera Angela Merkel a Berlino, “l’atteggiamento dell’Italia nei confronti dei migranti nordafricani contraddice fortemente lo spirito dei Trattati di Schengen”. “Lo ritengo un comportamento non solidale verso gli altri Paesi europei”, aggiunge il ministro.

Le vibranti proteste sono arrivate dopo che la polizia tedesca ha fermato lungo l’autostrada austriaca Inntal (A12), ancora una volta, sei immigrati africani e iracheni su un pullman di linea italiano diretto in Germania. Secondo quanto reso noto da un portavoce delle forze di polizia di Rosenheim, cittadina bavarese al confine con l’Austria, gli immigrati volevano stabilirsi in Germania, cosa che il permesso temporaneo concesso in Italia non gli avrebbe permesso. “Dall’inizio di marzo gli agenti si sono imbattuti in altri 120 casi simili”, ha precisato il portavoce.

In realtà il documento ottenuto in Italia autorizza gli immigrati a muoversi liberamente nell’area Schengen per tre mesi, ammette invece con l’Ansa il portavoce del ministro, Oliver Platzer. Ma “anche se il governo italiano si può nascondere formalmente dietro le regole di Schengen, viola chiaramente la partnership europea”, sentenzia senza mezzi termini ancora nel comunicato Herrmann. Che per rimediare alla situazione ha anche chiesto un “intervento a livello europeo” del ministro tedesco degli Esteri, Guido Westerwelle.

Del resto non è la prima volta che accadono episodi simili, ricorda all’Ansa il portavoce Platzer. Già nel 2011, quando in Italia erano arrivati in migliaia dalle coste nordafricane infuocate dalla primavera araba, si erano verificate situazioni del genere. Allora la tensione era salita alle stelle con la Francia di Sarkozy, arrivata a bloccare alla frontiera i treni con i migranti provenienti dall’Italia.

Oggi non è solo la Germania a essere preoccupata, ma anche l’Austria, insiste Platzer, che cita un documento della polizia federale tedesca secondo cui sarebbero oltre 5mila i migranti che si sono avvalsi del contributo di 500 euro per lasciare l’Italia. “Invece di chiudere i centri di accoglienza e di spingerne gli abitanti a proseguire la migrazione verso altri Stati dell’Ue, l’Italia deve espellere nei loro Paesi d’origine coloro che non hanno diritto all’asilo perchè immigrati per ragioni economiche”, ha chiosato il ministro. “A lungo termine – conclude il comunicato di Herrmann – dovremo anche sicuramente riflettere su adattamenti dei Trattati di Schengen per impedire tali sviluppi”. L’Italia è avvisata.

La problematica non preoccupa soltanto la Germania. Questa mattina il Consigliere Marco Romano (PPD / TI) ha presentato al Consiglio federale un documento a cui verrà data risposta lunedì prossimo in parlamento al “question time”, in cui si chiede se la Svizzera è pronta all’ondata di immigrati in arrivo dall’Italia.

“Con la fine del mese di febbraio 2013 – scrive Romano – il Dipartimento italiano per l’immigrazione ha dichiarato terminata l’emergenza umanitaria. Quale misura di risparmio si chiudono centri di accoglienza e si mettono per strada oltre 10 mila persone (consegnando 500 Euro a persona).Il Consiglio Federale è a conoscenza della situazione? Si è pronti a far fronte alla pressione sulla frontiera sud? Quali misure intende adottare il Consiglio Federale? Chi si assumerà i costi? Come si intende richiamare l’Italia alle proprie responsabilità?”.

ats / red

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