Gelem gelem, l’inno dei Rom

Note a margine

Gelem gelem, l’inno dei Rom

8 aprile 2013  |    Stampa   |    Crea pdf
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L’8 aprile del 1971, rom e sinti di tutto il mondo, riuniti in Congresso a Londra, si proclamarono ufficialmente “popolo”. Tale passaggio, apparentemente simbolico, fu importante perché un popolo, pur privo di territorio e di stato, è un soggetto che ha riconoscimento e diritti alla luce del diritto internazionale. E per sentirsi popolo, rom e sinti, pur non avendo una terra, si dettero una bandiera e un inno. La bandiera è una ruota rossa tra cielo blu e terra verde.
L’inno è Gelem Gelem [testo di Žarko Jovanović e Jan Cibula, 1969 – musica tradizionale] che in lingua romané significa “Ho camminato… e camminato”. Tanto la bandiera che l’inno raccontano una storia di diaspora, di viaggio amaro e ironico.

L’inno del popolo romanì racconta la fuga dalla Legione Nera, ricordando così il Porrajmos (in lingua romané “il grande divoramento”) lo sterminio di 500.000 rom voluto ed eseguito dai nazisti.

Riporto il testo (con traduzione in italiano) e il video dell’esecuzione di Saban Bajramovic, una delle tante belle versioni che si trovano in rete.
Buon ascolto.

Clelia Bartoli

GELEM, GELEM
Gelem, gelem lungone dromencar
Maladilem baxtale Romencar
A Romalen kotar tumen aven
E chaxrencar bokhale chhavencar

A Romalen, A chhavalen

Sasa vi man bari familiya
Mudardas la i Kali Lègiya
Saren chhindas vi Romen vi Romnyan
Mashkar lende vi tikne chhavoren

A Romalen, A chhavalen

Putar Devla te kale udara
Te shay dikhav kay si me manusha
Palem ka gav lungone dromencar
Ta ka phirav baxtale Romencar

A Romalen, A chhavalen

Opre Roma isi vaxt akana
Ayde mancar sa lumaqe Roma
O kalo muy ta e kale yakha
Kamava len sar e kale drakha

A Romalen, A chhavalen

HO CAMMINATO… E CAMMINATO
Ho camminato, e camminato per lunghe strade,
ho incontrato rom fortunati.
Ehilà, gente rom? Da dove venite
con le vostre tende e i vostri bambini affamati?

Oh, gente rom! Oh, fratelli!

Anch’io avevo una grande famiglia,
l’ha sterminata la Legione Nera.
Uomini e donne rom furono squartati,
e tra di loro anche bimbi ancora piccini.

Oh, gente rom! Oh, fratelli!

Dio, apri le nere porte, affinché
io possa vedere dov’è andato il mio popolo.
E tornerò a camminare per le strade,
e le percorrerò con fratelli rom gioiosi.

Oh, gente rom! Oh, fratelli!
In piedi, rom! Ora è il momento,
venite con me, rom di tutto il mondo
con i vostri volti bruni e vostri occhi scuri
tanto desiderabili come l’uva nera.

Oh gente rom! Oh, fratelli!

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