E LIBERACI DA CALDEROLI Da Corriereimmigrazione.it

Non ha offeso me ma l’immagine dell’Italia». All’ignoranza e alla stupidità di Roberto Calderoli, il ministro Kyenge non poteva dare risposta migliore. Adesso però sarebbe il caso che altri prendessero davvero provvedimenti, per evitare che un personaggio così grottesco e visibilmente inadeguato come Calderoli continui a occupare una delle poltrone più importanti del Paese. Ci piacerebbe – ma ci speriamo poco – che risposte convincenti arrivassero dai nostri ministri anche sulla vicenda Shalabayeva. E adesso passiamo alla presentazione del giornale che abbiamo costruito questa settimana.

Il nome è bello ed evocativo: Carovana dello Ius migrandi. È partita pochi giorni fa da Bolzano e sta facendo tappa in varie città italiane per arrivare, alla fine della prossima settimana, a Matera, dove a breve inizierà il Festival della Libera Circolazione. Anche questo è un nome bello ed evocativo. Apriamo il nostro giornale parlandovi di queste due iniziative, nate dall’intuito di Cécile Kashetu Kyenge e portate avanti da Giù le Frontiere (il nostro editore) ed altre associaizioni, con l’obiettivo di diffondere un princìpio molto semplice e chiaro: spostarsi per il mondo, cioé migrare, prima di essere un’opportunità è un diritto. Ed è un diritto inalienabile. Riconoscerlo in questi termini cambia inevitabilmente le prospettive individuali e quelle politiche. Francesca Materozzi ha intervistato Clelia Bartoli, firma di Corriere Immigrazione, studiosa dei diritti umani, membro del Primo Marzo e tra le organizzatrici della Carovana e del Festival. I carovanieri, dal canto loro, ci stanno inviando, giorno dopo giorno, i loro report e in questo numero troverete quelli relativi a BolzanoBergamoModena e Nonantola, Bologna e Firenze.

A una settimana esatta dalla visita di Francesco I a Lampedusa, vi proponiamo le riflessioni di Daniele Frigerio, presidente di Giù le Frontiere ma anche sacerdote e missionario.

Mentre Fulvio Vassallo Paleologo ci spiega come sta cambiando, almeno dal punto di vista giuridico, ilsistema di accoglienza in Europa, e ci parla anche di una serie di trasferimenti , incredibilmente rapidi, che hanno avuto luogo a Lampedusa, poco prima dell’arrivo del Papa, Stefano Galieni ci racconta quel che sta accadendo in questi giorni nel siracusano, dove gli sbarchi si susseguono ma non ci sono strutture di accoglienza adatte: i migranti vengono “stoccati” in un reparto d’ospedale e a occuparsi di loro è un’impresa attiva in particolare nel campo delle pulizie.

Che ci sia una scarsissima attenzione alla formazione e alla preparazione delle persone assunte nei centri dove, a livelli diversi, si opera con i migranti (Cie, Cara, Cpsa…) lo conferma anche l‘articolofirmato da Alessandra Testa a proposito dello sciopero (per il momento congelato) dei dipendenti del Cie di Modena.

Sergio Bontempelli ci parla di come procedano a rilento le politiche che, in Toscana, dovrebbero migliorare le condizioni di vita dei rom.

Stefano Galieni questa settimana ci propone anche una storia violenta e triste, che va oltre il semplice razzismo, e ci mette davanti alle aberrazioni prodotte dall’abbraccio infernale di crisi e precarietà. La location è un paesone dell’agro sarnese-nocerino: qui una donna marocchina, che sentendosi male aveva deciso di non andare a lavorare, è stata sequestrata e portata con la forza nel laboratorio di pasticceria dove esercitava in nero, mentre il suo compagno, intervenuto per difenderla, è stato picchiato.

E poi (infaticabile Galieni) ci riporta anche la testimonianza di un videomaker italo-palestinese che è stato arrestato dalla polizia greca mentre documentava la vita quotidiana dei giovani afghani, pakistani, iracheni che stazionano nel porto di Patrasso in attesa di un modo per arrivare in Italia.

La nostra esperta di cinema, Alessandra Montesanto, infine, ci parla dell’ultimo lavoro di ZaLab: unascheggia (un corto) su cosa significhi vivere nelle baracche nel cuore di Catania.

Poi ci sono le brevi e le rubriche.

Buona lettura e buon inizio settimana

Stefania Ragusa

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