Per una Agricoltura Etica in Contrasto al Caporalato – Progetto 2013 –

Lettera Aperta

 di adesione a sostegno del nuovo progetto di accoglienza ai lavoratori Braccianti – Immigrati per l’anno 2013.

 

Anche quest’anno il Centro di Documentazione Associazione Michele Mancino – OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA         presenta il suo progetto di Accoglienza e Solidarietà ai nuovi Braccianti che da qui a pochi giorni arriveranno nelle nostre campagne richiamati dalla richiesta di mano d’opera stagionale necessaria alle attività agricole.

 

È tradizione ormai che questo nostro progetto venga presentato e condiviso da molte forze sociali, Enti Pubblici, Associazioni e Singole persone che a vario titolo contribuiscono sia nella sua stesura, essendo questo un progetto di tipo aperto, che alla sua realizzazione.

 

La funzione principale di questa nostra attività riguarda la diffusione e la conoscenza, oltre che l’essere solidale con questi lavoratori condividendone i disagi derivati dal loro sfruttamento, dalla negazione dei diritti  e spesso dallo stato di schiavismo a in cui sono tenuti.

 

L’informazione sembra essere una delle  condizioni principali affinché i migranti escano dallo stato di invisibilità in cui sono tenuti oltre che l’apporto diretto di servizi gratuiti a cui l’OMB provvede da ormai 15 anni e che in questi lunghi anni ha sempre più implementato.

 

Non nascondiamo le preoccupazioni per la concomitante presenza del CIET e il suo rifinanziamento per l’anno 2013 quale strumento coercitivo per queste popolazioni di lavoratori transumanti e la nostra richiesta di utilizzare i fondi stanziati per la sua riapertura da destinare invece a tutti i braccianti e ai lavoratori collocati in agricoltura lanciata con la Campagna COLORATI Di GIALLO in occasione dello Sciopero del Primo Marzo 2012. Questo vuole essere quindi un primo momento di sensibilizzazione alle problematiche che la risorsa migrante porta con sé affinché si irrobustisca e si allarghi quella rete di realtà sensibili ai fatti dei propri territori e che attraverso la loro solidarietà dicono no allo Stato delle Cose.

Tutto il nostro lavoro tiene conto della profonda trasformazione che la Regione Basilicata sta attraversando in tema di immigrazione con delle specificità e dei processi molti dei quali non più reversibili che in pochi anni daranno un volto nuovo alla nostra terra.

Ecco che con questa vi chiediamo di Sostenerci e sostenere le ragioni dei migranti  e di Partecipare al progetto oltre che di Sensibilizzare il territorio con i propri enti affinché potenzino le strutture che forniscono servizi essenziali pubblici o aventi evidenzia pubblica. Chiediamo al Ministero dell’Integrazione, alla Regione Basilicata e alla Regione Puglia, alla Provincia di Potenza e alla Provincia BAT, oltre che ai Comuni interessati e alle organizzazioni sindacali, associative e ai singoli di promuovere e sostenere le attività tutte rivolte al sostegno e alla solidarietà che guardano il Nuovo Bracciante Migrante quale risorsa per il nostro territorio.

Per questo chiediamo di farsi carico di parte o di tutto il progetto presentato in linea di massima con un vostro contributo finanziario.

Lo stesso appello lo formuliamo alle Aziende Sanitarie con le loro strutture sparse sul territorio.

Certi che anche quest’anno la raccolta del pomodoro nelle nostre campagne si chiamerà Emergenza noi dell’OMB quale antenna di sensibilizzazione sul territorio rinnoviamo l’invito ad inviarci una vostra ADESIONE a sostegno o alla vostra  PARTECIPAZIONE al nuovo Progetto di Accoglienza 2013.

Per info consultare il sito www.osservatoriomigrantibasilicata.it

Email: osservatoriomigrantibasilicata@gmail.com

 

PRESENTAZIONE PROPOSTA PROGETTUALE 2013   

PROPOSTA DI INTERVENTO E DI ASSISTENZA AI NUOVI BRACCIANTI AGRICOLI                     – IMPEGNATI NELLA RACCOLTA DEL POMODORO PER LA CAMPAGNA 2013

 

 

 

Per una Agricoltura Etica in Contrasto al Caporalato

  • INTRODUZIONE: quale scenario

 

 

 

–        Parte prima

Domanda richiesta contributo

 

–        Parte seconda

Progetto descrittivo

 

–        Parte terza

Piano economico

 

 

 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE

Quale scenario

   La profonda crisi che stiamo attraversando non ci permette di conoscere ancora quale sarà lo scenario del 2013 nelle campagne del Vulture Alto Bradano e a nord della BAT. Questo se da un lato determina un forte grado di indeterminatezza nel lavoro che da decenni l’OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA svolge in relazione alle popolazioni che si sono avvicendate nei territori in relazione ai lavori richiesti in agricoltura, dall’altra parte ci lancia una ulteriore sfida che riguarda il nascere di nuovi egoismi e il non sottendere a questi, offrendo ai migranti, una minore solidarietà  e una diminuita attenzione ai problemi che riguardano le migrazioni, i migranti, i diritti e il lavoro. Questo è quello che attribuivamo l’anno scorso al fenomeno in piena crisi. Questa indeterminatezza ha fatto sì che parte della popolazione di Nuovi Braccianti si è spostata dal territorio del comune di Spinazzola ( provincia BAT) in quello del Comune di Palazzo San Gervasio dopo gli abbattimenti di oltre una diecina di casali e le ripetute azioni delle forze dell’ordine.

L’appello che rivolgiamo per l’anno 2013 alle associazioni, agli Enti e ai singoli che ci hanno sostenuti e lo continueranno a fare è che l’agricoltura si trasformi in Agricoltura Etica di Contrasto al Caporalato.

Mai come oggi possiamo noi stessi interrogarci ed essere testimoni sui fenomeni che hanno determinato la Povertà di questo Paese, gli stessi fenomeni che hanno colpito altri Paesi del Terzo e  del Quarto Mondo in un passato recente. Interrogarci sullo stato del Lavoro in Italia e in nome del quale si sono determinate le perdite maggiori di Diritti, le divisioni generazionali, la crescita dei “Mal venduti” e cioè dei tanti giovani precari che lavorando perdono i diritti ed un giusto reddito, l’accesso allo stato sociale, etc… Non ultimo gli immigrati, quelli appartenenti all’ultimo girone infernale mai immaginato e descritto da alcun autore, quello che tocca i Nuovi-Braccianti Immigrati per il quale assistiamo da un trentennio allo stato di schiavismo, di soggezione verso il “caporale” , di perdita dei diritti fondamentali, di perdita nelle cose quotidiane della loro condizione umana ed infine di lunga detenzione nei CIE.

Per questo l’OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA nel redigere anche quest’anno la nostra proposta di progetto per l’emergenza in essere lo fa con molti interrogativi e tanta fiducia che veda tutti assieme cambiare lo stato delle cose.

Alla proposta di carattere generale che si ripete ogni anno, quest’anno si aggiunge uno  STUDIO DI PRE-FATTIBILITA’ PER UN PROGETTO SPERIMENTALE DI RIQUALIFICAZIONE “CENTRO SERVIZI IMMIGRATI ED INCLUSIONE SOCIALE” LOCALITA’ BORGO BOREANO COMUNE DI VENOSA (PZ) e la necessità di un acquisto di un pulmino per il trasporto di persone che sarà utilizzato al fine di contrasto al caporalato attraverso la sottrazione allo stesso di una parte di braccianti.

Con la riqualificazione del borgo Boreano si vuole promuovere, all’interno di un processo più complesso l’implementazione di servizi già forniti dalla rete delle organizzazioni di volontariato durante il periodo estivo della raccolta del pomodoro cercando così di migliorarne gli interventi emergenziali che si ripropongono annualmente.

Il progetto pilota è finalizzato al recupero ,sia pur parziale, di una parte del patrimonio rurale in abbandono di proprietà “pubblica” .

 

 

 

 

 Parte prima

RICHIESTA Di  CONTRIBUTO Finanziario

 

Al Ministero dell’Integrazione

Alla Regione Basilicata

Alla Regione Puglia

Alla Provincia di Potenza

Alla BAT

Ai Comuni di Lavello, Venosa, Palazzo San Gervasio, Spinazzola, Montemilone, Banzi, Melfi, Genzano di Lucania   

 

RICHIESTA DI Adesione e/o Sostegno al Progetto

Al Ministero dell’Immigrazione

Alla Regione Basilicata

Alla Regione Puglia

Alla Provincia di Potenza

Alla BAT

Ai Comuni di Lavello, Venosa, Palazzo San Gervasio, Spinazzola, Montemilone, Banzi, Melfi, Genzano di Lucania  

CGIL-CISL

CIA, Col Diretti, Confagricoltura

Alle Associazioni che ci hanno sostenuto in tutti questi anni:………………………………………………………………..

 

 

Ai Singoli che credono nella bontà del lavoro svolto fino ad oggi dall’OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA

 

 

 

Oggetto: Domanda di contributo per la realizzazione di un progetto sperimentale di volontariato denominato “PER UNA AGRICOLTURA ETICA IN CONTRASTO AL CAPORALATO 2013” di tipo aperto non rientrante in alcun tipo di finanziamento ad hoc o bando o altro redatto secondo il principio della Sussidiarietà.

 

Il sottoscritto  UNGOLO Gervasio in qualità di rappresentante legale del CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ASSOCIAZIONE MICHELE MANCINO – ONLUS – , con sede legale nel comune di  PALAZZO SAN GERVASIO  provincia di POTENZA  Indirizzo Largo Caprone 10  cap. 85026  tel. 0972 45213

Fax 0972 45213, e-mail ass.michelemancino.palazzosg@gmail.com osservatoriomigrantibasilicata@gmail.com  ( www.osservatoriomigrantibasilicata.it ) avente natura

giuridica di Associazione di Volontariato ai sensi delle L.662 , operante nel settore di intervento

Sostegno a Favore dei Nuovi Braccianti ImmigratiOSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA nel presentare il progetto  allegato alla

presente domanda dal titolo:

Per una Agricoltura Etica in Contrasto al Caporalato

comportante per la sua realizzazione l’impegno finanziario pari a Euro 67.000,00 (sessantasettemila)

 

CHIEDE

Lavorando in regime di sussidiarietà ed in qualità di associazione capofila

 l’assegnazione di un contributo per un importo di € 63.650,00 (sessantatremilaseicentocinquanta/00) pari al 95%[1] del costo totale, per la realizzazione del progetto sopraindicato riguardante ambiti d’azione compresi tra i seguenti:

 

 

–              Identificazione e prevenzione del disagio sociale, delle condizioni di illegalità, di sfruttamento lavorativo e di depauperamento dei diritti, di umiliazione delle condizioni umani;

 

–              Tutela e promozione del territorio agrario e delle popolazioni stanziali o transumanti che siano, delle produzioni e delle Risorse Umane necessarie alla loro coltivazione;

 

–              Individuazione, conoscenza e accompagnamento di soggetti lavoratori coadiuvanti le aziende agricole a rischio di esclusione sociale  come ad esempio le persone senza fissa dimora, i migranti e le persone con disabilità, tratta degli esseri umani, in particolare delle donne e altre tipologie rientranti nell’esclusione sociale;

 

 

 

 

–              Individuazione e accompagnamento al fine di rafforzare e diffondere la visibilità e la conoscenza           delle azioni e delle attività rivolte al contrasto delle povertà, con particolare riferimento alle seguenti aree tematiche: povertà derivante dalla mancanza di reddito e quindi da lavoro,  ecc;

 

 

–              Promozione di modelli riguardanti la partecipazione ed integrazione sociale in particolare delle persone senza dimora e dei  migranti e le comunità accoglienti di territori di riferimento;

 

 

–              Sostegno e promozione presso i comuni interessati al fenomeno di informazioni riguardanti le condizioni dei nuovi braccianti con promozione in riguardo all’accoglienza  e alle pratiche della solidarietà ;

 

–              Implementazione di alcuni servizi gratuiti rivolti ai migranti di cui l’accesso ai servizi con specifico riferimento alla legalità, al lavoro e a quelli sanitari;

 

–              Attivazione di azioni di sensibilizzazione rivolti agli Enti Pubblici e a Enti con prerogative e finalità pubbliche;

 

–              Attivazione di servizi riguardanti la Mediazione Culturale, la Mediazione Linguistica e la Mediazione di Conflitto  con attenzione alle aree rurali e alle campagne dove forte è la presenza dei Nuovi Braccianti Immigrati;

 

–              Attivazione e sostegno di servizi Specifici rivolti agli Enti Pubblici compreso la formazione su questioni specifiche che riguardano il mondo  delle migrazioni;

 

–              Attivazione di Servizi di Marketing Sociale che si  rivolge al territorio inerenti la promozione della legalità, il Caporalato e il Lavoro Nero:

 

A tal fine, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000 e consapevole che chiunque rilasci dichiarazioni mendaci, forma atti falsi o ne fa uso è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia, quindi sotto la propria responsabilità il sottoscritto legale rappresentante dell’organizzazione richiedente il contributo.

 

DICHIARA

 

–          Che la quota a carico dell’organizzazione proponente sarà di € 3.350,00 (tremilatrecentocinquanta/00)  pari al 5%  del costo complessivo del progetto;

 

–          Che lì organizzazione di Volontariato è stata legalmente costituita a far data dal 01 marzo 2010

 

–          Che è iscritta al Registro regionale di Volontariato con Provvedimento di Delibera Regione Basilicata n° 899 del 26 maggio 2010 e dichiara che risulta tuttora iscritta al predetto registro ed opera nei seguenti settori di intervento ( quelli indicati nel decreto regionale di iscrizione): SOCIALE, CIVILE E CULTURALE.

 

–          Che è iscritta al Registro UNAR ( Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziali ) dal 2012 al n°300 del suddetto.

 

–          Che è Punto Informativo della Rete RIRVA – Ministero dell’Interno –

 

–          Che il progetto presentato – comprensivo della domanda di contributo, dal progetto descrittivo e dal piano economico – non è stato oggetto di altri finanziamenti/contributi pubblici né in toto né in parte.

 

–          Che le origini e la natura delle risorse a carico dell’organizzazione coprono il 5% (cinque) del costo complessivo del progetto;

 

–          Che non ha precedenti giudiziari tra quelli iscrivibili nel casellario giudiziale e non ha in corso procedimenti penali.

 

–          Che in caso di presentazione congiunta con altre organizzazioni di volontariato, si impegna a trasmettere atto di procura legale qualora il progetto venisse ammesso a contributo, con firma autenticata dei legali rappresentanti delle altre organizzazioni proponenti, attestante l’individuazione dell’organizzazione capofila che intratterrà tutti i rapporti con l’amministrazione erogante il contributo;

 

–          Che in caso di ammissione al contributo si impegna ad inviare eventuale attestazioni e/o adesioni reseda legale rappresentante di altre organizzazioni e/o enti pubblici e privati per i quali è previsto un coinvolgimento nella realizzazione del progetto, con la specifica del ruolo che si intende svolgere;

 

–          Che in caso di ammissione del progetto a contributo trasmetterà i documenti eventualmente richiesti.

 

Inoltre dichiara l’autenticità di tutto quanto dichiarato nella parte seconda del presente allegato  – Progetto Descrittivo.

 

 

Palazzo San Gervasio 2 giugno 2013

Firma del Legale Rappresentante

 

 

 

 

Sezione seconda

PROGETTO DESCRITTIVO

 

 

1. Informazioni sulla struttura organizzativa

 

1a. Anagrafica dell’organizzazione proponente

Denominazione  

   CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ASSOCIAZIONE   MICHELE MANCINO – ONLUS –

Sede legale Largo Caprone 10,   85026 Palazzo San Gervasio, Potenza

Sede Operativa Largo Caprone 10,   85026 Palazzo San Gervasio, Potenza

Sede Amministrativa Largo Caprone 10,   85026 Palazzo San Gervasio, Potenza           

Telefono 0972 45213   Cell. 320 1824510Fax 0972 45213  

e-mail ass.michelemancino.palazzosg@gmail.com  ,  osservatoriomigrantibasilicata@gmail.com

Rappresentante legale Ungolo Gervasio

 

 

 

1a. Informazioni sul responsabile del progetto

Cognome e Nome  

Ungolo Gervasio

Domicilio  Vico Caprone 10,   85026 Palazzo San Gervasio

 Telefono  0972 45213

Cell. 320 1824510

Fax  0972 45213

e-mail gerungolo@hotmail.it

Titolo di studio Diploma di scuola   Media superiore Esperienze sul tema specifico del progettosi occupa a vario titolo da oltre 15 anni dell’accoglienza   e della somministrazione di servizi di varia natura ai nuovi braccianti   immigrati che sostano durante la stagione (dalla primavera all’autunno)   nell’area di Palazzo San Gervasio, in quella del Vulture Alto Bradano e della   Bat (Spinazzola, Minervino, Canosa) immediatamente a confine con la   Basilicata.Altre informazioniPresto volontariato da oltre 15 anni nel settore   dell’immigrazione e ho frequentato diversi corsi di formazione su questioni   che riguardano i migranti. Ho contribuito alla redazione di libri e articoli   riguardanti la materia dell’immigrazione, ho partecipato a molte riunioni con   la parte istituzionale, ho promosso azioni e interventi pubblici a favore dei   migranti, ho presieduto a vario titolo a discussioni pubbliche e promosso   attività pubbliche, è coordinatore del progetto OSSERVATORIO MIGRANTI   BASILICATA. Ha partecipato a corsi di formazione: La Responsabilità e la Legalità, 220 ore della   Solco srl; Progetto Re-Form dll’OIM; AESCULAPIUS (Assistenza Educazione   Sociale e Cultura per una Idea Universale di Salute) della Provincia di   Piotenza.

 

1b. Informazioni sul referente amministrativo del progetto

Cognome e Nome  

Bernardo BrunoDomicilioVia Rione BorealeTelefono0972 45743Cell.338 6115998Fax e-mailbbruno7@alice.itTitolo di studioArchitetto

 

 

 

2. Ambito d’azione, obiettivi e metodologie

 

2a. Ambito d’azione
 

Il Progetto mira alla lotta alle emarginazioni e alle   povertà, al disagio sociale, alla illegalità e allo sfruttamento sul posto di   lavoro, all’alienazione dei diritti ed in generale e al depauperamento della   condizione umana e di lavoratore. Per questo si rivolge ai Nuovi Braccianti Migranti che nel   periodo delle raccolta del pomodoro popolano le nostre campagne. L’azione del   progetto prevede inizialmente l’individuazione delle popolazioni transumanti   all’interno della nostra regione, la Basilicata e quella a noi confinante,la Puglia. Nel lavoro   di tutela e sostegno ai nuovi Braccianti si considera anche la tutela e la   promozione del territorio in modo che questo sia coabitazione civile sia   delle popolazioni stanziali e autoctone che accogliente per le genti   transumanti necessarie  per alcuni   lavori agricoli .

Per questo un primo step del progetto  mira all’individuazione, la conoscenza e   l’accompagnamento dei Nuovi Braccianti Immigrati a rischio esclusione sociale   e sfruttamento, alle persone senza una dimora, ai migranti con disabilità,   alle donne spesso sfruttate anche sessualmente.

L’informazione e l’accompagnamento ai servizi ai Nuovi   Braccianti Immigrati  permette di   conoscere le problematiche che affliggono questi nuovi lavoratori che molto   spesso pur lavorando non riescono a mantenere il Permesso di Soggiorno   essendo questo strettamente legato  al   lavoro, non riescono ad assicurarsi un reddito adeguato andando così ad   allargare i numeri delle povertà. Attraverso l’informazione si porta a   conoscenza dei diritti di un lavoratore e di quelli di un migrante, l’accesso   ai servizi gratuiti e l’eventuale supporto    gratuito al disbrigo delle pratiche burocratiche.

Si promuovono quindi modelli  di partecipazione e di integrazione, di   buone pratiche sia verso i migranti che verso le comunità indigene attraverso   l’attivazione di modelli di    sensibilizzazione in primis verso gli Enti Pubblici quali i Comuni in   modo che attivino e promuovano quali Enti Capofila azioni di solidarietà, di   accoglienza e di reciprocità. Si organizzano a tal fine incontri con le   autorità, con le associazioni locali e con i singoli cittadini anche   attraverso le attività pubbliche di dibattito o di presentazioni di libri o   materiale audio e video. In tal senso va anche l’attività di sostegno  alle amministrazioni per lo sviluppo di   progetti adeguati  mirati per i   migranti.

 

Nella stessa direzione sono le attività che si   rivolgono agli Enti  Privati che hanno   finalità pubbliche di cui i Sindacati, Le Aziende Sanitarie  e tutti quelli che in qualche modo  incrociano o intercettano i bisogni dei   migranti.

 

Si implementano quindi servizi ad hoc secondo le   richieste attraverso l’apertura di uno Sportello Informativo e Legale di tipo   Fisso (presso la sede dell’Associazione) e uno Itinerante (nelle campagne in   cui domiciliano i migranti) e attraverso uno sportello web al sito www.osservatoriomigrantibasilicata.it  . Il primo è anche sede di coordinamento   del progetto oltre che svolgimento e accettazione delle pratiche   burocratiche, servizio di ricevimento e di invio delle pratiche e di   quant’altro necessita ai Nuovi Braccianti Immigrati, lo Sportello Itinerante   per andare incontro ai lavoratori che non essendo muniti di mezzi per   raggiungere i  centri abitati   necessitano di professionisti sul posto ed lo sportello al sito web ci   permette di seguire il Nuovo Bracciante Migrante durante i suoi spostamenti   in altre parti d’Italia. Tutto questo ci permette di rompere l’isolamento di   questi lavoratori e monitorare i luoghi in cui vivono i Nuovi Braccianti. I   servizi che forniscono i territori. Nelle disponibilità economiche   dell’associazione proponente tutti questi servizi sono gratuiti.

 

Si attivano e si implementano attraverso al formazione   continua dei volontari che da lungo tempo prestano la loro attività, tutti   quei servizi che riguardano la mediazione Linguistica, la Mediazione Culturale   e la Mediazione   di Conflitto in modo che negli anni si formi personale che in modo specifico   lavora con i Nuovi Braccianti e che questa formazione si trasferisce poi ai   nuovi volontari attraverso il confronto e l’apprendimento sul campo. Per   questo oggi sono in essere stipule di convenzioni con società di   professionisti in materia di mediazione e buone pratiche. La mediazione dei   conflitti tra le comunità migranti e tra queste e la pubblica amministrazione   e/o la comunità accogliente, si attua con l’obiettivo di incrementare la   coesione sociale, promuovendo la responsabilità condivisa nella gestione del   territorio da parte di tutti coloro che lo abitano e lo lavorano.

 

La sensibilizzazione del territorio è determinata da una   buona azione di Marketing Sociale che nello specifico mira a far riflettere e   a far conoscere le condizioni di vita di questi uomini e donne che spesso   sono merce nelle mani delle organizzazioni malavitose e che svolgono un   grande servigio alle produzioni della nostra terra.  Con questo si vuole raccontare e far conoscere   di questi Nuovi Braccianti e della loro condizione di schiavismo a cui molti   di loro sono sottoposti. A questo serviranno anche gli eventi di promozione   della legalità che coinvolgeranno tutti i cittadini del territorio.

 

 

 

2b. Obiettivi

Si raggiungono   attraverso la promozione, la sensibilizzazione, la conoscenza,   l’informazione, la fornitura dei servizi, l’accesso ai servizi, la rimozione   degli ostacoli in riguardo alla legalità, alla conoscenza del fenomeno del   caporalato e al lavoro nero, il miglioramento della condizione umana dei migranti   e in modo specifico dei nuovi braccianti, la valorizzazione della solidarietà   verso i nuovi braccianti, la sperimentazione di nuove forme dell’abitare con   particolare riguardo alla valorizzazione del patrimonio agricolo e rurale.

La creazione   e consolidamento dei legami sociali all’interno di aree rurali disgregate, l’arricchimento e miglioramento delle condizioni   individuali e familiari di soggetti svantaggiati e vulnerabili, soggetti che   vivono in situazioni di marginalità ed esclusione sociale, persone senza   dimora, povertà estreme, sotto il profilo sociale personale, relazionale e   professionale; l’agevolazione   nell’espletamento di attività e nell’accesso e nella fruizione di servizi; lo sviluppo   di politiche di pari opportunità, prevedendo azioni finalizzate alla   prevenzione e/o al superamento di tutte le forme di discriminazione o   maltrattamento anche in ambito della prostituzione, del lavoro e   dell’emarginazione; la promozione  di   iniziative di volontariato che prevedano anche attraverso il coinvolgimento   delle altre organizzazioni di Terzo Settore, delle amministrazioni pubbliche,   delle istituzioni scolastiche ed universitarie localmente attive, la   partecipazione di soggetti singoli; la partecipazione a programmi di   formazione e campagne di sensibilizzazione e informazione sulle iniziative di   cittadinanza attiva e partecipata nelle quali sono coinvolti i migranti e non   solo; la condivisione con altre esperienze e altre realtà di azioni   sussidiarie.

 

 

 

2c. Metodologie
 

Riguardano sia l’utilizzo di   quelle classiche informative che di Mediazione Culturale e della Mediazione   di Conflitto con specifico riferimento al mondo del lavoro e della legalità ,   che quelle innovative rispetto al Contesto Territoriale, alla Tipologia   dell’Intervento e alle Attività di Organizzazione. Queste ultime sono   finalizzate alla messa a punto di modelli di intervento tali da poter essere   trasferiti e/o utilizzati in altri contesti territoriali

Specificare le caratteristiche:

Le metodologie alla quale   si fa riferimento riguardano l’uso di strumenti atti ad implementare lo   sviluppo di una società multiculturale, metodologie utilizzate già in molte   altre esperienze e che si avvale di strumenti quali quelli della Mediazione   Culturale, della Mediazione Linguistica e della Mediazione di Conflitto   quelle di accoglienza e sostegno alle povertà, di somministrazione e accesso   ai servizi basilari propri del migrante, del mondo del lavoro e a quello   sanitario, la conoscenza dei propri diritti, l’incontro con l’altro. A   supporto di queste azioni, l’OMB potrà usufruire della consulenza di   professionisti mediatori  in ambito   comunitario. A sostegno di questo si aggiungono modelli di accompagnamento   alla legalità, alla sconfitta del caporalato e del lavoro nero oltre che   modelli di partecipazione di “Comunità di Pratiche” , di Mediazione di   Conflitto, di Auto Ristrutturazione di un Casale, Metodologie di   realizzazione e mantenimento di una rete di servizi e affettiva  in popolazioni transumanti.

 

 

3. Contestualizzazione della tipologia degli interventi progettuali

3a. Scelta dell’ambito di   azione

Il Progetto è rivolto alla lotta alla marginalità e alle povertà.  

 

–                  Identificazione e     prevenzione del disagio sociale, delle condizioni di illegalità, di     sfruttamento lavorativo e di depauperamento dei diritti, di umiliazione     delle condizioni umani, dei conflitti e delle controversie;
–                  Tutela e     promozione del territorio agrario e delle popolazioni stanziali o     transumanti che siano, delle produzioni e delle Risorse Umane necessarie     alla loro coltivazione;
–                  Individuazione,     conoscenza e accompagnamento di soggetti lavoratori coadiuvanti le aziende     agricole a rischio di esclusione sociale      come ad esempio le persone senza dimora, i migranti e le persone con     disabilità, tratta degli esseri umani, in particolare delle donne e altre     tipologie rientranti nell’esclusione sociale;
–                  Individuazione e     accompagnamento al fine di rafforzare e diffondere la visibilità e la     conoscenza delle azioni e delle attività rivolte al contrasto delle     povertà, con particolare riferimento alle seguenti aree tematiche: povertà     derivante dalla mancanza di reddito e quindi da lavoro,  ecc;
–                  Promozione di     modelli riguardanti la partecipazione ed integrazione sociale in     particolare delle persone senza dimora e dei  migranti;
–                  Sostegno e     promozione presso i comuni interessati al fenomeno di informazioni     riguardanti le condizioni dei nuovi braccianti con promozione in riguardo     all’accoglienza  e alle pratiche     della solidarietà ;
–                  Implementazione di     alcuni servizi gratuiti rivolti ai migranti di cui l’accesso ai servizi con     specifico riferimento alla legalità, al lavoro e a quelli sanitari;
–                  Attivazione di     azioni di sensibilizzazione rivolti agli Enti Pubblici e a Enti con     prerogative e finalità pubbliche;
–                  Attivazione di     servizi riguardanti al Mediazione Culturale, la Mediazione Linguistica     e la Mediazione     di Conflitto  con attenzione alle     aree rurali e alle campagne dove forte è la presenza dei Nuovi Braccianti;
–                  Attivazione e     sostegno di servizi Specifici rivolti agli Enti Pubblici compreso la     formazione su questioni specifiche che riguardano il mondo  delle migrazioni;
          –      Attivazione di Servizi     di Marketing Sociale  che si  rivolge al territorio inerenti la                   legalità, il Caporalato e il Lavoro Nero     e ai Nuovi Braccianti.

 

3b. Coerenza con lo/gli   obiettivo/i

Gli obiettivi che il progetto si propone è quello di dare continuità   ad un lavoro che dura da quindici anni e che sostanzialmente fornisce   assistenza ai migranti, nuovi Braccianti. Questi consistono nel sostegno   all’emersione dalla loro condizione di migranti, di lavoratori coadiuvanti delle   imprese agricole, dalla estrema povertà e promiscuità, dalla loro condizione   di sfruttati, uomini e donne che hanno sostituito in tutto i nostri vecchi   braccianti e soggetti alla condizione di nuovi poveri.

L’emersione dalla povertà, dalla marginalità dalla condizione di   lavoratori soggetti al caporalato, vessati dal lavoro nero e dalle basse   paghe, spesso ostacolati nell’accesso ai servizi a loro spettanti, impossibilitati   a vivere in normale abitazione.

Il progetto ha come obiettivo quello non solo di conoscere,   monitorare le condizioni di vita di questi Nuovi Braccianti, per la quale in   questi lunghi anni abbiamo costituito un folto data base, ma anche di rintracciare   i casi più gravi o quelli di possibile risoluzione di trovare soluzioni alla   loro condizione attraverso l’accompagnamento ai servizi e alla conoscenza   delle leggi e dei loro diritti nel nuovo paese ospitante.

 

3c. Contesto territoriale   e sociale

Il progetto è rivolto ai nuovi braccianti migranti che ogni anno a   partire dalla primavera e in modo significativo durante le operazioni di   raccolta del pomodoro si concentrano nelle campagne del Vulture Alto Bradano e   nella Vicina Puglia, per prestare le loro braccia. Questo fenomeno che dura   da oltre un ventennio vede in occasione delle grandi campagne la presenza di   oltre duemila nuovi braccianti i quali senza alcuna dimora trovano rifugio in   casolari abbandonati dei borghi rurali o in modo diffuso nelle campagne. Le   condizioni abitative che ne derivano sono di grande degrado per la persona   umana determinata da una elevata condizione di povertà, di degrado ambientale   e sociale, di scarso riparo alle intemperie, di continuo pericolo per l’incolumità   della persona, di promiscuità. L’assenza di servizi essenziali: Corrente   Elettrica, Acqua non solo quella potabile, rete fognaria adeguata, Sistema di   trasporti, Condizioni Alimentari, Lontananza dai Centri Urbani, etc… provoca   una condizione poco descrivibile e per molti versi inimmaginabile. Ormai   presenza indispensabile e insieme ingombrante rappresentano un pezzo della   filiera nella produzione di molti prodotti agricoli.

Alle pessime condizioni abitative si aggiunge la carenza di diritti   che accompagna queste popolazioni transumanti e alle pessime condizioni   lavorative sia per la qualità del lavoro che svolgono, per le pessime   condizioni ambientali in cui sono costretti a svolgere il loro lavoro, il   mantenimento in stato di soggezione da parte dei proprietari terrieri, il   sottostare alle condizioni del lavoro nero e grigio e soprattutto il   sottostare alle condizioni del caporalato.

La condizione di forte isolamento, di degrado per la mancanza di   servizi e mezzi necessari alla sussistenza, l’assoggettamento verso le   condizioni di sfruttamento lavorativo e della delinquenza più o meno   organizzata costituisce il quadro generale in cui si opera. 

 

4a. Descrizione del progetto   

L’obiettivo principale del progetto è il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori migranti stagionali sul territorio consapevoli del fatto che questo passa attraverso una conoscenza dell’altro e l’incontro tra le comunità coinvolte anche quando queste sembrano essere distanti le une dalle altre. L’azione del progetto anche se guarda in modo specifico i Nuovi Braccianti Migranti tiene conto delle popolazioni autoctone svolgendo una azione di conoscenza le une alle altre in modo che gli interventi siano biunivoci.

 

Il progetto si articola in 5 azioni:

 

– Sportello Informativo e Legale

Fisso

Itinerante con postazione Telematica

– Campagna di Marketing Sociale e Promozione della Legalità (1)

– Trasporto Migranti

– Autorecupero di un Casale

– Studio di fattibilità per un progetto sperimentale di riqualificazione “Centro Servizi Immigrati ed Inclusione Sociale” località Borgo Boreano Comune di Venosa (PZ)

 

1)  SPORTELLO INFORMATIVO e LEGALE

 

Questo processo informativo potrà avvenire secondo 2 modalità:

 

  1. attraverso una postazione fissa situata all’interno del Centro abitato di Palazzo San Gervasio che funzioni anche da front office per i migranti appena arrivati e da logistica per l’organizzazione generale del progetto;

 

  1. postazione telematica mobile : Il servizio nelle campagne sarà offerto per 2 giorni a settimana con una postazione mobile e in luoghi diversi la dove ci sono assembramenti di braccianti, essendo questi non sempre nei soliti luoghi, e a chiamata quando si ravvisano particolare esigenza di urgenza. La postazione funziona con la presenza di due operatori di cui un volontario che conosce il territorio e conosce da anni le dinamiche all’interno di queste comunità transumanti e una professionista con laurea in psicologia o sociologia o diplomi equiparabili o di lunghi anni di esperienza, che conosce almeno una lingua straniera oltre l’italiano. All’Info Point Rurale sarà possibile poi ricevere informazioni più dettagliate scaricate direttamente dalla rete internet e dalla distribuzione di una Brochure che presenti il territorio e i servizi offerti da questo.

 

 

La Postazione Telematica Mobile avrà la specifica funzione di informare il migrante dei suoi diritti al fine di metterlo in contatto con gli Enti a rilevanza pubblica. Lo sportello Informativo e i servizi che fornisce, da collaudata esperienza permette di avere un primo contatto con il Nuovo Bracciante, capire la sua storia di migrante, eventualmente compilare una scheda dei suoi dati generali e quindi poter intervenire successivamente su quelli che sono i suoi bisogni espressi ma anche su quelli inespressi. Questi ultimi molte volte ci permettono di capire se il migrante è soggetto a forme di maltrattamento, se i suoi diritti sul posto di lavoro sono tutelati, etc.

 

Con la Postazione Telematica Mobile si vuole implementare il servizio informativo sia in uscita che in entrata delle informazioni riguardanti il mondo dei migranti e del lavoro, la fruibilità da parte dei Nuovi Braccianti Migranti dei servizi alla persona offerti dal territorio, il collegamento con i Paesi di Origine e il mantenimento dei legami famigliari, il disbrigo di pratiche Online specifiche per chi viene da fuori dell’Italia, ricevere e spedire documenti di vario genere.

 

La Postazione Telematica Mobile, favorendo l’interazione in loco con i braccianti, consentirà anche di rilevare situazioni di conflitto e controversia all’interno dei casali, tra diverse comunità migranti, tra queste e la comunità accogliente o gli enti del territorio. Queste situazioni saranno poi analizzate e gestite con il supporto di mediatori professionisti esperti dell’ambito comunitario che supporteranno e interverranno in collaborazione con l’OMB. (1)

 

Il progetto è innovativo per la tipicità della popolazione a cui è rivolto in quanto trattasi di lavoratori che passano la maggior parte del tempo inseguendo le grandi raccolte in agricoltura e che pertanto non hanno la possibilità di accesso a strumenti ormai divenuti fondamentali,  ricordiamo che l’inoltro della domanda del permesso di soggiorno può essere fatta in modo Online e che il controllo dell’informazione riguardante l’accoglimento o meno della stessa può essere fatta in via telematica. Si forniranno anche servizi di tipo ordinari quali ad esempio la semplice consultazione degli orari di partenza o di arrivo dei treni o degli autobus. Difatti per reperire tali informazioni i lavoratori devono spostarsi con mezzi dalle campagne in cui dimorano fino ai punti informativi. In molti casi i punti informativi non più presenti fisicamente e sono consultabili solo online. Altre difficoltà si riscontrano per effettuare la semplice prenotazione al CUP regionale per una visita medica specialistica.  Lo stesso dicasi per l’accesso immediato a servizi  o progetti particolari di cui il Ritorno Volontario Assistito (RAV) o l’accesso all’UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazione Razziale) di cui quest’ultimo sappiamo essere importante per la particolare situazione di sfruttamento in cui si trovano i Nuovi Braccianti

 

 

2)      Campagna di Marketing Sociale e Promozione della Legalità (1): vuole con l’ausilio di professionisti che si occupano di diffusione di messaggi proporre una campagna specifica di comunicazione attraverso la produzione di materiale vario tale da poter far veicolare il messaggio in modo capillare. Il messaggio deve essere tale da sensibilizzare le popolazioni sul fenomeno dei Nuovi Braccianti Migranti e della necessità di evitarne lo stato di sfruttamento.  La campagna che intendiamo avviare vuole essere una modalità di comunicazione ad ampio spettro e su più media, stampa, radio, televisioni locali, web e classica cartellonistica. Non da ultimo la produzione di gadget quali segnalibri, maglie, spillette, etc…La campagna potrà anche focalizzarsi sulla promozione della legalità coinvolgendo anche la comunità accogliente dei territori di riferimento (1).

 

3)      Progetto pilota di Trasporto Migranti: verso i campi di lavoro, con apposito pulmino da acquistare.

Attraverso l’ausilio di un pulmino si intende avviare una sperimentazione di trasporto dei migranti verso i campi di lavoro in modo da sottrarre al caporalato una parte del lucro che fanno sui braccianti. Questa azione mira a rompere lo stato di soggezione dei braccianti nei confronti dei caporali che ha proprio in questo un elemento fondante.

4)   progetto Pilota di AUTORECUPERO DI UN CASALE ubicato in Agro Rurale. Con tale

azione si intende sperimentare una metodologia alternativa per recuperare un fabbricato di  proprietà pubblica o privata. Tale casale, uno dei tanti che già normalmente viene utilizzato dai migranti transumanti, sarà recuperato dagli stessi migranti coadiuvati da un tecnico. Le azioni minime per il recupero architettonico dell’immobile (sistemazione di porte, infissi, eventuale alloggiamento di un serbatoio per la raccolta e l’immagazzinamento dell’acqua) serviranno in questa fase a fornire sistemazioni più idonee all’accoglienza temporanea. Si prevede inoltre l’istallazione di un pannello solare per l’autoproduzione di energia. Si formulerà una convenzione con il proprietario del fabbricato e si aiuteranno i Comuni del territorio a dotarsi di quegli strumenti tecnico legislativi che agevolano la ristrutturazione e che mirano a salvaguardare il patrimonio rurale esistente.

 

 

5) Studio DI PRE-FATTIBILITA’ PER UN PROGETTO SPERIMENTALE DI RIQUALIFICAZIONE “CENTRO SERVIZI IMMIGRATI ED INCLUSIONE SOCIALE” LOCALITA’ BORGO BOREANO COMUNE DI VENOSA (PZ)

Ubicazione su Ortofoto

 

 

 

Comune di: VENOSA

Foglio:  15     Tipo:            FABBRICATO Numero:  323 Tipo:             PARTICELLE Numero:    323

Le Coordinate del punto selezionato:

N 41°010410  E 15°875263

SUPERFICE 8079 MQ TOTALI AREA

 

 

La Chiesa ed il borgo circostante

 

FOTO STATO DI FATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La chiesa di Boreano fronte principale

 

 

 

 

I BORGHI E LA RIFORMA FONDIARIA

Nei territori lucani possiamo individuare una suddivisione in:

a)Borghi Rurali di una nuova fondazione dei primi anni del ‘900 realizzati dall’Opera Nazionale Combattenti.

b) Insediamenti realizzati negli anni 1940/1960 a seguito della riforma Fondiaria L.21/10/1950 n°841

 

Il territorio Lucano era parte del Comprensorio di Puglia, Lucania e Basso Molise per il quale era stato istituito (D.L. 18 marzo 1947 n°281) l’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania e Molise.

Se si volesse approfondire l’analisi è necessario effettuare ulteriori ricerche presso l’Archivio di Stato di Bari (archivi ERSAP-Ente Regionale di Sviluppo Agricolo della Puglia) oltre che presso l’ALSIA (Agenzia Lucana per lo Sviluppo  e Innovazione in Agricoltura)

Per dare nuovo impulso alla “bonifica” e “colonizzazione “ nell’immediato dopoguerra a partire dal 1947 si susseguono numerosi interventi. L’ente Riforma era una complessa macchina organizzativa. Furono creati Borghi , centri servizio e case coloniche sparse con criteri funzionali e finalità sociali.Si interessarono a ciò architetti, urbanisti e sociologi. Per citarne alcuni si ricordano Ludovico Quaroni, Luigi Piccinato., Carlo Aymonino e Plinio Marconi.

I nuovi luoghi più noti sono Borgo la Martella e Borgo Venusio nelle vicinanze di Matera, Borgo Taccone e Notargicomo nel territorio di Irsina, Scanzano e Marconia nell’area del meta pontino.

Nella parte alta della fossa pre-murgiana vi sono Boreano nel territorio di Venosa e Gaudiano nel territorio di Lavello. Inoltre numerose case sparse disaggregate da borghi veri e propri sono a Monteserico nell’area di Genzano di Lucania. Sulla strada detta Via dei Mulini fra Palazzo San Gervasio e Venosa.

L’agglomerato tipo prevedeva centri di servizio che comprendevano una cappella, una scuola con asilo, un ambulatorio, uno spaccio ed un circolo ricreativo. Questi centri avevano un raggio di influenza di 1.000 ettari di terreno ed erano stati pensati per le prime esigenze spirituali e materiali. Le borgate non erano dei “centri residenziali” ma avevano i caratteri dei borghi di servizio per le famiglie coloniche sparse in campagna. Uno dei motivi dei fallimento della “colonizzazione” e dell’abbandono degli stessi è stata la lontananza dai centri abitati esistenti e la massiccia ondata migratoria verso il Nord Italia o l’estero di intere famiglie dei cosiddetti coloni.

 

PROGETTO SPERIMENTALE DI RIQUALIFICAZIONE SOSTENIBILE DI BOREANO

L’obbiettivo di avviare la riqualificazione del borgo è parte di un processo più complesso che servirà ad implementare servizi già forniti da organizzazioni di volontariato durante il periodo estivo e cercare di superare gli interventi emergenziali che si ripropongono annualmente.

Il progetto pilota è finalizzato ad un duplice obiettivo, da un lato il recupero , sia pur parziale di una parte del patrimonio rurale in abbandono di proprietà “pubblica” l’Ente ALSIA. L’Ente in questione si occupa della dismissione del patrimonio stesso. L’altro obiettivo è l’utilizzazione per fini sociali dello stesso patrimonio da recuperare al fine di creare un Centro Servizi per Immigrati ed Inclusione Sociale.

Il Borgo si estende in un area compresa fra la S.P. n.635, la S.P. n.77 e la S.S. 655 (Bradanica).

Molte abitazioni coloniche sono disseminate su di una vasta area, circa 1.000 ettari, come si accennava nel precedente  capitolo. Allo stato attuale sono proprio tali casali disseminati in un area di circa 380 ettari ove trovano alloggio i braccianti impegnati nei lavori agricoli stagionali.

La parte del Borgo di Boreano (Venosa)che si vorrebbe riqualificare, comprende la chiesa ed alcuni edifici disposti intorno la stessa si estende su di un area di circa 8.000 mq. L’ubicazione dal punto di vista catastale al foglio 15 part 322 del Comune di Venosa (PZ). Le Coordinate: 41.010410,15.875263

Il nucleo centrale è costituito dalla Chiesa che si sviluppa su di una supercie di circa 190 mq. Sul  fronte principale si apre un'unica apertura centrale sormontata da una pensilina tripartita a tettoia ed un finestrone centrale.

Il caseggiato circostante consta di circa 1.407 mq di superfici, considerando solo 6 unità edilizie delle immediate vicinanze. Altre superfici sono lungo la S.P. nelle immediate vicinanze di un serbatoio di accumulo acqua sospeso da terra.

I volumi recuperati saranno destinati alle organizzazioni sociali e di volontariato che operano stagionalmente nell’area e finalizzati ad implementare i servizi destinati ai lavoratori stagionali impegnati in agricoltura. Info-Point, Presidio Sanitario, Ciclo officina, Assistenza Legale.

Lo spazio maggiore costituito dalla Chiesa sarà destinato ad aula per incontri, percorsi formativi  ed attività di socializzazione. Gli spazi minori saranno destinati a sedi operative dei vari organismi associativi e di volontariato che lavoreranno nell’area.

Uno degli ostacoli più grandi che potranno insorgere è dovuto al lungo periodo che và dall’autunno alla primavera inoltrata in cui il centro ubicato a 15-20 minuti di auto da Lavello e da Venosa resterebbe inutilizzato e soggetto ad eventuali atti vandalici. Per ovviare a tali ipotesi si dovranno smobilitare gli uffici e le sale che conterranno attrezzature di valore.

L’operazione potrebbe reiterarsi ed estendersi negli anni seguenti mirando all’auto-recupero di altri casali. Gli immigrati richiedono forme differenti, rispondenti ai loro bisogni. Occorre pensare ad una specie di rotazione; l’abitazione non sarà destinata ad un nucleo che ci deve rimanere per sempre, ma ad un certo numero di immigrati con i quali si può fare un contratto per due, tre anni, al termine dei quali il miglioramento delle loro condizioni di vita o altre scelte migratorie, consentiranno loro di indirizzarsi verso altre soluzioni abitative, permettendo di recuperare la casa per altri che sono invece nelle loro condizioni di partenza.

Per abbattere i costi della riqualificazione vera e propria dei casali , avvalendosi di un gruppo tecnico si procederà, nel rispetto degli strumenti normativi e legislativi vigenti ad avviare il processo di auto-ristrutturazione che coinvolga un gruppo di migranti interessati al progetto.

L’obiettivo dell’Inclusione diviene un passaggio che necessità della cooperazione fra pubblico e privato. Il coinvolgimento di Enti e Fondazioni o anche la partecipazione a bandi dell’Unione Europea è un punto fondamentale di cui si chiede il supporto.

Il percorso virtuoso nel tempo può dar luogo all’estensione del processo per altri borghi quali Gaudiano (Lavello) e l’area di Via dei Mulini (Palazzo San Gervasio).

 

 

4b. Durata del progetto

 
 

Mesi 3:  dal 1 Agosto al 30 Novembre  2013

 

 

4c. Risultati attesi

Il progetto si rivolge ad una   popolazione per lo più transumante in continuo spostarsi da territori più o   meno contigui che seguono la stagionalità dei lavori nel settore agricolo.   L’intervento consiste principalmente nel Somministrare Servizi Gratuiti ai   Nuovi Braccianti. Questo permette sia di risolvere in modo diretto le   incombenze burocratiche a carico del nuovo bracciante  sia di informare i migranti dei loro   diritti, di conoscenza delle leggi e della loro situazione di migrante,   lavoratore, nuovo bracciante e quindi se possibile Prendere in Carico la sua   posizione. Seguire costantemente il lavoratore fornendogli attraverso il   nostro sportello Informativo delle certezze per quanto riguardo la consulenza   e il disbrigo delle pratiche.

In modo indiretto ci permette   di svolgere una funzione di monitoraggio, raccolta dati che verranno poi   conservati presso il Centro di Documentazione Associazione Michele Mancino   –ONLUS- e quindi si rendono disponibili per studi, ricerche e tesi di Laurea,   etc .

Attraverso la somministrazione   dei servizi è possibile seguire le mete di questa popolazione transumante e   mantenere costantemente i rapporti con loro sia direttamente attraverso l’uso   di tecnologie varie che indirettamente in quanto il caso viene passato ad   altre associazioni in modo che si porti a buon fine. Questo ha permesso di   costruire una rete di associazioni nei vari territori del sud Italia con   altre associazioni o realtà che anche loro lavorano a sostegno di queste   popolazioni di Nuovi Braccianti. In questo modo è possibile scambiarsi   informazioni tra le diverse associazioni creando il minor disagio possibile   tra i migranti.

In termini generali le diverse azioni mirano tutte a migliorare le   condizioni di vita dei migranti che lavorano in agricoltura con particolare   riguardo a quelli che sono impegnati nella raccolta del pomodoro su una area   che interessa il nord della Basilicata e che può essere circoscritta tra la   zona del Vulture – Alto Bradano e i Comuni limitrofi della Puglia ricadenti   nella Provincia BAT. L’area interessa una decina di Comuni, due Province e   due Regioni. Il miglioramento della qualità della vita non può prescindere   però da una serie di azioni congiunte tese a sradicare fenomeni quali il   caporalato, presente in diverse forme, il lavoro nero, la condizione di un   ritorno alla normalità per quanto riguarda la somministrazione di diritti   anche quelli fondamentali, la divulgazione di questi e la conoscenza delle   leggi che regolamentano il lavoro, la formazione del migrante all’uso civico   del territorio e alla conoscenza delle potenzialità che questo può offrire;   inoltre l’uso di servizi pubblici o a carattere pubblico-sociale, la   conoscenza della lingua e della cultura del territorio in cui si trovano,   l’aiuto all’accesso dei servizi, costruzione dei presupposti per una società   multiculturale, sono fondamentali per rompere quella condizione psicologica   di assoggettamento che l’isolamento, in cui spesso vengono confinati,   determina. Attraverso il progetto intendiamo favorire l’incontro della   domanda e dell’offerta nel mondo lavorativo, mettere a disposizione strumenti   tecnologici per il disbrigo di pratiche e migliorare l’informazione verso il   Paese di Origine, favorire la cittadinanza.

 

 

4d. Ambito territoriale di svolgimento e/o realizzazione del progetto

Il progetto Interessa le aree agrarie dei comuni ricadenti nella regione Basilicata, Provincia di Potenza: Palazzo San Gervasio, Venosa, Montemilone, Lavello, Melfi, Banzi e Genzano;

i Comuni ricadenti nella Regione Puglia, Provincia BAT (Barletta – Andria – Trani) : Spinazzola, Minervino, Canosa

 

4e. Programmazione descrittiva

Attività Ob. Specifico Note
Sportello Informativo Postazione Fissa Fornire Servizi Riguardanti la sua condizione di Migrante   e di lavoratore, portarlo a conoscenza dei suoi diritti e mostrando l’uso   degli sportelli pubblici o privati a rilevanza pubblica di uso comune.   Essere, assieme al nostro Sportello    Legale punto di riferimento per la ricezione e trasmissione di posta o   altro. Attraverso gli sportelli qui a sinistra descritti, l’OMB,   con la collaborazione di Mediatori professionisti, mette a disposizione i   seguenti servizi (1):

-raccolta di situazioni di conflitto e   controversia tra le comunità migranti e tra queste e la comunità accogliente   e/o gli enti pubblici, per condividere una modalità di gestione con i   mediatori professionisti che interverranno e collaboreranno con gli operatori   dell’OMB. (1)

Sportello Informativo on   line (1)Offrire i servizi informativi anche attraverso questo tipo   di strumento, come punto di riferimento anche a livello virtuale e attraverso   il sito dell’OMB. (1)Sportello Informativo Postazione MobilePortare i Servizi nei casali abitati dai Nuovi Braccianti   in modo da poter conoscere la loro reale consistenza, le condizioni abitative   e lavorative, individuare i soggetti più deboli.Campagna di Marketing SocialeSi rivolge sia ai migranti attraverso la pubblicizzazioni   di materiale che permettono un Uso del territorio che ai cittadini del luogo   per far conoscere le condizioni in cui vivono i migrantiNell’ambito della campagna di Marketing Sociale,  l’OMB, con la collaborazione dell’ente erogatore   degli interventi di mediazione:

-eventi di promozione della cultura della   legalità con il coinvolgimento e l’attivazione della cittadinanza “accogliente”    (1)

Studio di fattibilità   per un progetto sperimentale preliminare di RIQUALIFICAZIONE   “CENTRO SERVIZI IMMIGRATI ED INCLUSIONE SOCIALE” LOCALITA’ BORGO BOREANO   COMUNE DI VENOSA (PZ)Lo studio è finalizzato    a verificare le condizioni tecniche ed    amministrative per l’acquisizione dei suoli e degli stabili. Si   effettueranno il rilievo degli stabili oggetto di intervento,  la descrizione di massima delle opere da   realizzarsi, un  computo metrico di   massima per l’intero intervento.

 

4f. Attività di comunicazione

Descrizione dell’attività Mezzi comunicazione utilizzati/coinvolti
Utilizzo di un Sito   Web Dedicato ai Nuovi Braccianti www.osservatoriomigrantibasilicata.it   esistente e funzionante internet
Materiale informativo Televisione/Radio,   Stampa, Gadget
Manifesti Murari

 

4g. Coinvolgimento dei giovani del territorio/comunità

L’OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA è un progetto sviluppato dal Centro di documentazione Associazione Michele Mancino su base orizzontale e sussidiario. Lavora come  Net Work di Associazioni o Singoli che incrociano le problematiche delle migrazioni  e in modo specifico quelle riguardanti i Nuovi braccianti. Questo permette di far conoscere ad una platea più ampia possibile le condizioni di vita di questi uomini e donne e di essere loro stessi portatori di questa in altri ambiti. Per cui all’inizio del progetto annuale si sensibilizzano i vari territori cercando di coinvolgere quanto più possibili realtà e farle partecipare al progetto. Questo rende il Progetto Annuale di tipo Aperto in quanto tutte le realtà possono in qualche modo cambiare le azioni già in essere o introdurre nuove azioni.  Attraverso le modalità di lavoro che sono tutte inclusive ogni volontario apporta la sua conoscenza ed è lui  stesso veicolo di coinvolgimento verso gli altri.

 

4h. Descrizione delle esperienze precedenti nello stesso settore cui si riferisce il progetto

 

Il Centro di Documentazione   Associazione Michele Mancino lavora da 15 anni a sostegno dei Migranti   Braccianti raccoglitori di pomodoro accumulando molto esperienza in questo   settore e svolgendo svariate attività che hanno visto coinvolgere il   territorio locale, le popolazioni locali e i migranti. Le attività vanno   dalla partecipazione alla gestione del Campo di Accoglienza  di Palazzo San Gervasio, a molteplici   iniziative di tipo informativo e formativo, coordina un sito   www.osservatoriomigrantibasilicata.

Si Inseriscono per brevità le   iniziative Sostenute l’anno precedente 2012:

Tra le attività svolte nel 2012, oltre a   quelle di tipo tipicamente culturale quali la sponsorizzazioni di mostre   pittoriche e altri interventi,    l’associazione si è focalizzata nel redigere e svolgere un proprio programma   di accoglienza a sostegno dei nuovi braccianti di durata di alcuni mesi da   aprile a ottobre, ha partecipato al Progetto Piano Operativo della Provincia   di Potenza per il 2012 e ha realizzato un progetto di sostegno   all’accoglienza per il comune di Spinazzola (BAT). A questi interventi di   sostegno ai nuovi lavoratori braccianti si è accompagnato, come ormai da   svariati anni l’apertura di uno Sportello Informativo e Legale che tratta di   immigrazione e la nascita di un sito www.osservatoriomigrantibasilicata.it   all’interno del quale è possibile contattare gli uffici e chiedere   informazioni di vario genere oltre che richieste di disbrigo di alcune   pratiche, il sito attualmente svolge anche servizio informativo per alcuni   comuni di cui il Comune di Spinazzola in Puglia. Molte altre sono state le   azioni svolte di cui la pubblicazione di informazioni specifiche che riguarda   il mondo dei migranti, serate culturali assieme a questi nuovi braccianti e   tanto altro.

 

 

 

 

 

5. Destinatari dell’intervento

 

5a. criteri e modalità con cui sono stati o saranno individuati i destinatari dell’intervento

 

Gli interventi saranno destinati tutti ai Nuovi Braccianti Migranti che nel momento della raccolta del pomodoro vivono nelle campagne o in abitazioni di fortuna o nelle comunità ospitanti.

 

 

5b. Tipologia, numero e fascia anagrafica

Destinatari

Numero

Fascia anagrafica

Minori 10 Da 0 a 18 anni
Famiglie 2  
Famiglie in difficoltà 2  
Migranti 1500 Dai 18 ai 55 anni
Persone senza fissa dimora 1500  
Prostitute 5  

 

6. Volontari dell’ente capofila/proponente

 

6a. Informazioni generali sui volontari dell’organizzazione proponente o ente capofila

  1. 1.    Numero volontari n. 52
  2. 2.    Numero volontari coinvolti nella realizzazione del progetto  5

7 Eventuale PARTECIPAZIONE di altre organizzazioni di volontariato, enti, reti di associazioni, altri soggetti terzi

 

Denominazione  
Natura giuridica  
Rappresentante legale  
Sede legale  
Sede Operativa (se diversa dalla sede legale)  
Telefono  
Fax  
e-mail  
Referente per il progetto  
Informazioni generali –        legalmente costituita a far data dal   __________________;

–      iscritta   al Registro regionale o provinciale di volontariato, di cui all’ art.   6 della legge n. 266/1991, con    provvedimento n. ________________,     del  __________________ e che è   tuttora iscritta al predetto Registro [sì]   [no];ed opera nei seguenti settori di intervento (quelli indicati nel   decreto regionale di iscrizione):

–     ________________________________________________

–     ________________________________________________

–     ________________________________________________

–       ________________________________________________

Tipologia di accordoLettera di intenti (obbligatoria, contente la   dichiarazione relativa all’iscrizione al registro regionale del volontariato   –  da allegare alla presentazione della   richiesta di contributo) contenete la seguente dichiarazioni: “qualora il   progetto venisse ammesso a contributo conferimento all’organizzazione   capofila la rappresentanza mediante formale atto di procura legale”

Attività che saranno svolte nell’ambito del progetto

 

 

 

N. risorse umane dedicate al progetto N. volontari dedicati al progetto Attività, costi e tipologia di spese che saranno   imputabili al progetto presentato dall’ente proponente (riportate nel piano   economico – parte terza)

Attività

Tipologia di spesa

Costo

Macrovoce e voce di spesa del piano economico

     
     
     
     

 

Funzione e valore aggiunto al progetto

 

 

 

 

 

_______________________________________________________________________________________

 

 

 

Data, ________________________

(pena l’esclusione)

                                                                                                                    Firma del legale rappresentante

___________________________________

 

 

 

ANALISI COSTI  PROGETTO 2013                      

ENTRATE                                        

 

 

CONTRIBUTI PER PROGETTI E/O ATTIVITA’

da enti pubblici (comune, provincia, regione, stato)             € 63.650,00

da Ass. di volontariato                                                           € 3.350,00

 

TOTALE ENTRATE                          € 67.000,00

 

 

 

 

 

USCITE         

 

 

Sportello Informativo                                                                          € 9.000,00

 

Campagna di Marketing Sociale                                                        € 5.000,00

 

Trasporto Migranti                                                                               € 42.500,00

 

Studio di Autoristrutturazione di un Casale                                           € 6.500,00

 

Studio di Fattibilità per un Progetto sperimentale di riqualificazione “Centro Servizi Immigrati ed Inclusione    Sociale”

                                                                                                                          € 2.000,00

 

                                  

 

12. ALTRE USCITE/COSTI                         € 2.000,00

 

TOTALE USCITE                              € 67.000,00

 

 

 

 

 

 

 

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