da Quotidiano Italiano: a Orta Nova emergenza sociale e sanitaria, sindaco pronta a smantellare le baracche

Immigrazione: a Orta Nova

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ORTA NOVA – Aumentano gli abitanti dell’agglomerato di baracche e tende in contrada ‘La Palata’ ad Orta Nova. Aumentano anche i rischi per la salute di questi abitanti vista “l’estrema precarietà ed insalubrità delle condizioni di vita di queste persone”.

immigrati     

Sono diventati oltre 200 gli immigrati che abitano l’agglomerato di baracche e tende realizzato in contrada ‘La Palata’, dove sono confluiti interi nuclei familiari di cittadini neo comunitari alla vigilia della stagione delle grandi raccolte di prodotti agricoli.

Il campo è stato ispezionato, questa settimana, da una pattuglia dei Carabinieri della locale stazione e una della Polizia Municipale, ai quali si è affiancato un medico della Asl Foggia, che hanno rilevato la “estrema precarietà ed insalubrità delle condizioni di vita di queste persone – afferma Iaia Calvio – evidentemente tale da mettere a serio rischio la salute di chi vi abita, innanzitutto i bambini”.

La sindaco, impegnata personalmente a coordinare le attività, ha contattato telefonicamente la Prefettura per “intraprendere ogni iniziativa utile a risolvere una vera e propria emergenza sociale e sanitaria. Ciò che accade nelle nostre campagne nulla ha a che fare con un sistema organizzato di accoglienza solidale nei confronti dei migranti giunti nel nostro territorio alla ricerca di un lavoro, che questa Amministrazione sta faticosamente cercando di costruire da ormai 2 anni.

Un fatto è certo: non possiamo tollerare l’esistenza di simili insediamenti sul nostro territorio, quindi quei campi abusivi devono essere sgomberati e le baracche smantellate. Così come devono essere attivati tutti i controlli di legge sui proprietari dei fondi occupati e le aziende agricole presso cui queste persone hanno sostenuto di lavorare.

Nelle prossime ore metteremo a punto la strategia da attivare per garantire il rapido ripristino della piena legalità – conclude Iaia Calvio – così da scongiurare il rischio di pericolose degenerazioni e attivare una politica sostenibile di accoglienza e integrazione”.

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