Intervento a Boreano (Nord Basilicata) – Report prima settimana (19-25 agosto)

Contesto

In questa zona della Basilicata la raccolta del pomodoro entra nel vivo nella seconda metà di agosto e termina ai primi di ottobre. I Comuni maggiormente interessati sono Lavello, Palazzo San Gervasio, Venosa, Montemilone, Melfi (nei pressi della Fiat).

Boreano è una contrada nel comune di Venosa (a 6km dal centro abitato) e a poca distanza dai campi di Lavello; i casolari, costruiti dalla Riforma agraria e oggi per lo più abbandonati e fatiscenti, sono da anni uno dei luoghi in cui abitano i braccianti africani nei mesi di raccolta. Diversamente dal “grand ghetto”, qui i casolari sono piuttosto sparsi sul territorio. A Boreano ne sono abitati una decina situati lungo una strada sterrata di 2-3km; ci sono circa 2-300 persone, soprattutto burkinabé, qualche ivoriano e un gruppo di ghanesi. Altri casolari abitati si trovano nel territorio circostante. Sotto Palazzo c’è un grosso insediamento più concentrato (sei casali vicini e altri 4-5 poco lontani; in totale anche qui vi saranno 3-400 persone) e in cui vi sono lavoratori di varie nazionalità (burkinabé, ghanesi, sudanesi, ecc.). Caporalato, cottimo e condizioni di lavoro sono le stesse del foggiano (alcune squadre partono da qui per raccogliere nella zona di Cerignola).

Il centro delle nostre attività è il borgo abbandonato di Boreano (in particolare la chiesa), anch’esso costruito in seguito alla Riforma agraria, mai abitato e oggi fatiscente. Il borgo si trova a circa 1km dai casolari abitati dai braccianti. Siamo piuttosto lontani e non visibili dai casolari.

Il borgo è di proprietà dell’ALSIA, un ente regionale che ha l’incarico di gestire e dismettere questo patrimonio. Uno dei problemi è che il proprietario di un vicino agriturismo afferma di essere anche il proprietario del borgo (e mira a diventarlo) e dobbiamo convivere/litigare spesso perché non disturbi le attività.

Contemporaneamente a noi è iniziato l’“intervento istituzionale”, coordinato dalla Provincia di Potenza e dalla Caritas, che per ora consiste nel portare l’acqua nelle cisterne dei casolari e cibo, coperte e vestiario. L’importo stanziato per questo dalla Regione Basilicata è (notizia ufficiosa) di 40.000€ (no comment). ….

Il nostro intervento è organizzato e gestito, oltre che da Campagne in lotta e dall’Osservatorio Migranti Basilicata (che da anni segue queste questioni e opera nel territorio), da alcune associazioni di Venosa e una di Lavello, oltre che da molti ragazzi di Venosa, anche giovanissimi. La chiesa metodista di Venosa ci ha messo a disposizione un appartamento per l’alloggio dei volontari.

L’impegno di associazioni locali è un punto di forza notevole per il radicamento sul territorio e la logistica delle attività; anche se in settembre rischia di diventare un problema il fatto di avere pochi volontari da fuori che si dedichino a tempo pieno all’intervento.

 

Attività

L’intervento è iniziato il 4 agosto con la pulizia della chiesa di Boreano e dello spazio antistante; il 17 agosto abbiamo fatto un’assemblea a Boreano e un primo giro dei casolari per diffondere la notizia della scuola e delle altre attività, attacchinando volantini in italiano e francese.

Lunedì 19 agosto è stato il primo giorno di attività e di scuola.

 

Scuola di italiano

L’attività principale è la scuola di italiano, che si tiene dal lunedì al sabato tra le 18 e le 21. L’abbiamo messa su in condizioni logistiche e organizzative difficili, grazie a 5-6 volontari “esperti” e all’aiuto di molti ragazzi del posto.

I problemi logistici principali sono che non c’è corrente elettrica (quando fa buio usiamo il generatore); che piove dentro; che non si può lasciare nulla di valore nel borgo quindi ogni sera portiamo con noi i materiali della scuola. C’è il problema della discontinuità della presenza dei ragazzi, per il lavoro e le altre questioni della vita quotidiana in queste condizioni. Dopo i primi giorni abbiamo deciso di non andare più ai casolari con le macchine a prendere i ragazzi; questi quindi vengono a piedi o in bicicletta.

Si è creato un gruppo di studenti assidui e attentissimi. Ogni giorno sono venuti da noi tra le 15 e le 50 persone, con un gruppo di 20-30 studenti assidui. Alcuni ragazzi (4-5) vengono a scuola quasi tutti i giorni a piedi da un casolare che dista 6km.

Dopo un’accoglienza iniziale, si creano due-tre gruppi: un gruppo “avanzato” e uno “base”; quest’ultimo si divide poi in un gruppo intermedio e in un gruppo di analfabeti (ce ne sono diversi) con i quali si fa un lavoro di lettura-scrittura. Da parte degli studenti c’è un’attenzione quasi commovente e una gran voglia di imparare l’italiano.

Con il gruppo avanzato si è cominciato a lavorare anche sulle storie di ciascuno e sul lavoro (es. con l’articolo 36 della Costituzione). L’intenzione è ora di continuare sul tema del lavoro e dei documenti.

 

Assistenza legale

Un avvocato di Venosa è presente tutti i pomeriggi a Boreano ed è a disposizione gratuitamente dei ragazzi. Il problema principale finora è quello di molti ragazzi con permesso di soggiorno per motivazioni umanitarie che è in scadenza o scaduto e avranno il problema del rinnovo. Stiamo ragionando su come dare loro un aiuto.

 

Assistenza medica

Un medico e una studentessa di medicina di Venosa hanno fatto un minimo di assistenza medica (piedi gonfi, mal di pancia, mal di testa…).

 

Ciclofficina

Per ora non siamo riusciti ad attivarla, anche se abbiamo fatto delle locandine chiedendo in paese di regalarci vecchie bici, pezzi di biciclette e attrezzi. Speriamo di attivarla nei prossimi giorni.

 

Rugby

Un’associazione di Lavello ha proposto ai ragazzi che sono venuti alla scuola di italiano di fare rugby per un paio di giorni. Ci sono stati momenti carini, ma è stato impossibile strutturare l’attività.

 

Autoformazione

Sabato 24 al mattino c’è stata una bella e lunga autoformazione soprattutto per i volontari “forestieri”, presso la sede dell’OMB a Palazzo, che ha inquadrato la questione del bracciantato migrante nella storia delle campagne di questa zona.

 

Progetto pomodori solidali di Boreano

Abdul, un bracciante burkinabé che vive qui tutto l’anno e che è uno dei ragazzi africani che più sta lavorando con noi, ha coltivato un orto di circa mezzo ettaro, con pomodori da salsa biologici; per ora (nonostante i bruchi che hanno colpito i primi pomodori maturi) abbiamo consegnato a famiglie di Venosa una dozzina di quintali; il ricavato va ad Abdul (che al mattino va a raccogliere pomodori a cottimo e al pomeriggio raccoglie quelli coltivati da lui…) e un piccolo contributo va alla nostra cassa.

 

Festa “Fuori dal ghetto”

Domenica 25 abbiamo organizzato una festa in piazza a Venosa, con gruppi musicali di Venosa e con Sandro Joyeux. Sono venuti una sessantina di ragazzi da Boreano (quasi tutti quelli della scuola) e 5-6 da Palazzo; prima dei concerti abbiamo fatto un po’ di interventi: due ragazzi della scuola di italiano e un bracciante che sta a Palazzo hanno raccontato alla gente che c’era le loro condizioni di vita e di lavoro. Una festa vera e felice, tanta gente e tanti ragazzi del paese coinvolti in prima persona nell’organizzazione. Abbiamo venduto i “pomodori solidali”. Ottimo anche l’autofinanziamento!

 

Ghetto sotto Palazzo

Le attività della scuola di italiano non raggiungono il ghetto sotto Palazzo, che è a 15-20km da Boreano ed è un posto abbastanza tosto per le dinamiche del caporalato. Qui le attività si limitano al monitoraggio e a un minimo di assistenza; sono stati consegnati una decina di “diari del lavoratore” come quelli del Ghetto.

 

Principali problemi e prospettive

Dei problemi logistici e organizzativi si è detto.

….

Abbiamo dato qualche Diario; e stiamo ragionando su qual è il modo e il momento migliore per distribuire, magari inizialmente in maniera mirata, copie del vademecum.

Un grosso problema sarà quello del mantenimento di questo livello di attività in settembre, in quanto soprattutto nei primi dieci giorni di settembre (ma anche dopo) ci sono pochissimi volontari. Molti ragazzi del posto che finora hanno collaborato andranno via per tornare nelle città del Nord a lavorare o a studiare. Quindi non sappiamo se saremo in grado di continuare a fare la scuola tutti i giorni. Questo è anche un appello: chi può scendere a Venosa la prossima settimana a darci una mano?

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