Comunicato Stampa 8 maggio 2014

~~Comunicato Stampa 8 maggio 2014

Perché per i Braccianti non si riescono a trovare gli alloggi mentre non è così per l’emergenza “Mare Nostrum”?
 
Osservatorio Migranti Basilicata. Gervasio Ungolo
 
81 sono i migranti nella provincia di Potenza che beneficiano dell'attività assistenziale da parte di enti statali e non (se questa attività sia da annoverare nel conto dello SPRAR o se si riferisca ad un sistema parallelo ed emergenziale di accoglienza non viene specificato nel comunicato della prefettura di Potenza).

Alcuni di questi migranti oggi ospitati a Potenza a breve troveranno una sistemazione abitativa a Gaudiano (Lavello).

L' OMB, insieme a Fuori dal ghetto, ha richiesto, ormai dal mese di ottobre del 2013, in vari incontri avuti con le istituzioni (Prefettura, diversi Comuni del Vulture-Melfese), di trovare una sistemazione dignitosa a quei braccianti “migranti” fermatisi in loco e tuttora abitanti nei casolari tra le campagne di Venosa e Palazzo.

Paradossale è che una parte di quei “braccianti” migranti sia in possesso di protezione umanitaria o comunque titolare di una forma di protezione internazionale.
Ci chiediamo perché non sia stata data una risposta e non si sia trovata una soluzione pratica, nel corso di questi difficili mesi invernali, a quei lavoratori immigrati che vivono ancora nelle campagne, mentre invece, via direttive del Ministero dell'interno, tempestivamente – e, aggiungiamo, per certi versi fortunatamente – si è trovata una sistemazione per i migranti nuovi arrivati.
Quella negligenza da una parte e, invece, questa prontezza di azione dall'altra, dipendono, forse, dal fatto che nell'ultimo caso ci siano soldi da incassare? Non è ancor più paradossale che, a partire dalla ristrutturazione del CIE di Palazzo San Gervasio fino alla riapertura del CIE di via Corelli di Milano, il Ministro dell'interno Alfano abbia annunciato la costruzione di nuovi CIE (oltre al ritardatario aumento dei posti per il servizio SPRAR)?
Ben lungi dall'innescare dinamiche concorrenziali, figlie solo di fittizie distinzioni teorico-giuridiche, ancora ribadiamo che una degna, civile e rispettosa accoglienza debba essere garantita per tutte quelle displaced persons che giungono sul territorio nazionale, che è anche territorio europeo.

 

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