Centri accoglienza, Romaniello e Spada: trasparenza gestione

Centri accoglienza, Romaniello e Spada: trasparenza gestione

03 ottobre 2014, 19:05

I due consiglieri regionali Romaniello (Sel) e Spada (Pd) intervengono sulla situazione dei centri di accoglienza e ribadiscono il concetto che “devono essere aperti a tutti quelli che hanno ruoli istituzionali”

(ACR) – “Questa mattina – riferiscono Romaniello e Spada – abbiamo fatto un giro nell’area industriale di Melfi e nelle campagne del lavellese al fine di acquisire elementi e dati diretti sulla situazione dei servizi nell’area, dove a giudizio di alcuni lavoratori vi sono criticità ed inefficienze. Abbiamo potuto verificare la veridicità delle denunce fatte, compreso il fatto che nelle attività  in agricoltura permangono condizioni di lavoro pesanti a partire da quelle svolte dagli immigrati”.

“Di ritorno – continuano i consiglieri – ci siamo recati al centro di accoglienza per gli immigrati in allestimento a Venosa dove, a richiesta fatta ad alcune persone della Croce rossa presente, di parlare con il responsabile, ci è stato risposto che lo stesso non c’era e, comunque, che la Croce rossa non poteva colloquiare con noi e farci visitare il centro. Premesso – sostengono Romaniello e Spada – che solo in tale occasione abbiamo appreso della polemica fra il consigliere regionale Leggieri ed il responsabile della Task Force regionale, non comprendiamo l’accaduto e ne capiamo le ragioni per cui ai consiglieri regionali si è impedito di visitare il centro. Un atteggiamento incomprensibile, considerato che la finalità della Regione con la istituzione della Task – Force è quella di garantire condizioni umane ai lavoratori togliendoli dalle grinfie dei caporali. Battaglia che tanti di noi, a partire dalle associazioni umanitarie e compreso chi coordina la Task Force, stanno portando avanti da anni e che ha visto la stessa Regione Basilicata impegnare una quantità di risorse non indifferenti”.

“Noi crediamo – aggiungono – che è obiettivo di tutti avere un sistema di accoglienza degno di un Paese civile e, proprio per questo, non comprendiamo le ragioni per cui ai consiglieri regionali non si sia voluto garantire l’accesso al centro. Anzi, ancora più singolare appare il fatto che essi debbano essere autorizzati da personalità che non hanno alcun titolo giuridico, come pure da responsabili di associazioni. Vogliamo ricordare che è nel diritto dei consiglieri, come dei parlamentari, accedere e visitare le carceri come pure altre strutture pubbliche. Siccome noi pensiamo che i centri di accoglienza non sono né Cie, che pure abbiamo visitato, nè carceri, essi devono essere aperti a tutti quelli che hanno ruoli istituzionali, compreso sindaci e consiglieri comunali, oltre che alle associazioni di volontariato ed a quelle sindacali tutte riconosciute con l’unico e solo obiettivo di meglio garantire i diritti delle persone”.

“Alla luce di quanto sottolineato – annunciano Romaniello e Spada – ci faremo promotori delle necessarie iniziative finalizzate a rimuovere ogni dubbio sulla finalità della realizzazione dei centri, sulla necessità della massima trasparenza nella loro gestione, ma nello stesso tempo esercitare i nostri diritti e le nostre prerogative di consiglieri regionali”.

Redazione Consiglio Informa

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