Casa e Residenza: botta e risposta sulle motivazion​i del corteo spontaneo per la casa a Saluzzo

Casa e Residenza: botta e risposta sulle motivazion​i del corteo spontaneo per la casa a Saluzzo

 
 

 

 
 
http://coobra.noblogs.org/post/2014/10/20/casa-e-residenza-botta-e-risposta-sulle-motivazioni-della-corteo-spontaneo-per-la-casa-a-saluzzo/

Riportiamo una lunga conversazione che si è tenuta via social network (in attesa di costruire spazi fisici di discussione pubblica allargata, che su questi temi, per il momento, non ci sono), dove si chiariscono due temi centrali portati dal corteo spontaneo per la casa di domenica scorsa, ma che non vi è stato alcuno spazio per tematizzare: “Casa” e “Residenza”, che lavoratori e disoccupati (di cui moltissimi rifugiati) accampati al Foro Boario, così come negli altri Campi Coldiretti e Caritas sparsi su tutto il territorio, si vedono in larga parte negate.
Riportiamo questa conversazione perchè ci sembra utile, in vista della prossima conferenza stampa che il Coordinamento Bracciantile Saluzzese terrà, insieme ai lavoratori e disoccupati, per entrare nel merito della precarietà abitativa di chi si vive per mesi in una tenda o in un container e che è strettamente legata allo sfruttamento lavorativo vissuto nelle campagne del saluzzese.
Nel corso della conversazione parliamo di “diritto all’abitare” e “diritto alla residenza” non per professione di fede nella logica di un diritto che – è evidente – non è mai uguale per tutti. Lo facciamo perchè ci sembra un primo modo utile e comprensibile per comunicare con chi vive a Saluzzo.
Come risulterà evidente dallo scambio, però, anche parlare molto banalmente di “diritto all’abitare” e “diritto alla residenza”, riconosciuti dalla carta costituzionale elaborata nel dopoguerra, a Saluzzo, nel 2014, è considerato eversivo. Non da parte di persone qualunque, bensì da parte di professori universitari di diritto. Ciò rende bene la cifra del contesto nel quale ha preso vita la manifestazione per la casa di domenica scorsa e rinforza la nostra determinazione nell’intervenire insieme a lavoratori e disoccupati, migranti e rifugiati, sulle questioni – Casa, Lavoro, Salute e logica dei “Campi” – che interessano chi da mesi, non per scelta, vive e lavora in condizioni molto dure, spesso di sfruttamento, senza un tetto sulla testa e che magari vorrebbe fermarsi a Saluzzo invece di essere costretto a spostarsi continuamente da nord a sud, da est a ovest, in condizioni di grave precarietà.

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