AGROCITIES 2 LA BASILICATA NON ESISTE

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Nel 2010 con L’OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA, lanciammo un appello sul LAVORO ETICO e sul DISAGIO ABITATIVO DEI LAVORATORI MIGRANTI STAGIONALI AL CONFINE PUGLIA BASILICATA. I lavori furono diffusi pubblicamente e sono sul sito dell’O.M.B con i tags AGROCITIES. A quel tempo sindacalisti, urbanisti, sindaci si confrontarono su un tema null’affatto semplice e di non facile soluzione. Negli anni a seguire abbiamo assistito all’operazione inversa a quella della tutela dei paesaggi e del patrimonio rurale con una sistematica operazione di abbattimento dei casali. Il tempo dell’abbandono e l’incuria. Si e’ sostituito con il tempo delle ruspe. I paesaggi ed i luoghi attraversati non risentono di sentimentalismi romantici alla storia bensì vanno intesi come denuncia dello stato di incuria, abbandono e trascuratezza. L’abbandono causato da motivi vari ad opera del “pubblico” e del “privato”. Non vi sono scusanti per chi fra i proprietari e coltivatori terrieri odierni fa uso dei suoli e della terra per soli fini economici. Quanti poderi che al loro interno contengono un casale della Riforma fondiaria o una masseria di più antica origine o una semplice stalla, uno stazzo per gli ovini, sono completamente abbandonati? I paesaggi che abbiamo attraversato sono costellati di miriadi di esempi di strutture siffatte completamente abbandonate. E poi l’intervento pubblico completamente inesistente per tutelare e valorizzare i percorsi ad uso dei pastori transumanti a partire dal Regio tratturo Melfi-Castellaneta. A cio’ si aggiungono le storie di tutti i giorni (continue e ripetute violazioni per usi illeciti nei territori , leggi sversamenti e discariche abusive). Negli ultimi anni reportage e documentazioni filmiche e fotografiche hanno ben reso taluni aspetti del vivere ed abitare nelle campagne del Sud durante i periodi delle varie stagioni e raccolte di prodotti della terra. Sono noti i rapporti delle organizzazioni sindacali sulle Agromafie e che riguardano il caporalato nell’agrindustria. E’ la fotografia della drammatica, contemporanea, condizione di migliaia di lavoratori soggetti a forme di moderna schiavitù che “abitano”le campagne che una volta erano “abitate” dagli ovini. Le riflessioni che facemmo nel 2010 rimandavano ad un idea che era quella del ripopolamento e la trasformazione di centri rurali abbandonati ed in via di abbandono che andava a conciliare con un idea di accoglienza dei lavoratori stagionali e non solo. Si presentavano scenari ove il social –housing poteva essere inteso anche in ambito rurale con dei progetti sperimentali ed innovativi. Pensammo a ( Gaudiano, Boreano, Loconia etc) iquali luoghi di ripopolamento con “Nuovi Cittadini”ove finalmente un “Agricoltura Etica” andava a contrapporsi ad un Agricoltura basata sullo sfruttamento dell’essere umano più debole.

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