I Braccianti di Boreano in Assemblea chiedono garanzie sui Rinnovi dei Permessi di Soggiorno

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Venosa 5 maggio 2016

Gervasio Ungolo OMB

Ieri sera, 5 maggio a Venosa nella sala consiliare i lavoratori di Boreano assieme all’USB, sindacato di base alla presenza del Sindaco Gammone hanno consegnato alle autorità le loro richieste affinchè si cambi rotta sul sistema di accoglienza. Nulla è cambiato in questi anni e le stesse sono le richieste fatte nell’ultimo decennio: abitazioni nei centri abitati, residenze per poter rinnovare il permesso di soggiorno, trasporti per la mobilità dalle e nelle campagne, lotta al caporalato. Tutto questo, ormai sembra essere un mantra che si ripete ogni anno e ogni anno si è allo stesso punto di partenza. Risposte evasive da parte del Sindaco consapevole che nulla è in carica alle amministrazioni locali viste le competenze delle questure sui documenti e le politiche inesistenti da parte della regione. Ogni anno l’amministratore del comune di venosa si trova a dover fare delle promesse che rimarranno inevase o non mantenute e intanto il sistema caporalato si irrobustisce e cresce. Viste anche le scarse presenze dei lavoratori nei centri di accoglienza di Palazzo San Getvasio e Venosa, ancora non si parla di soluzioni stabili ma di un una ulteriore aumento dei posti letti passando dagli attuali duecento posti per ogni centro di accoglienza a cinquecento posti e trasporti solo per chi arrivato a Boreano si vedrà traghettare da qui ai centri di accoglienza magari scortato dalle forze dell’ordine.

Come al solito si sente l’assenza del “capo” della Task Force regionale il quale invitato pochi giorni fa dal sindacato USB ad incontrare i lavoratori a Boreano ha evaso l’invito così come ha glissato l’incontro di ieri sera. In realtà non ha mai incontrato i lavoratori e non ha mai fatto cenno a volerlo fare. Intanto si mette a punto la macchina della “bonifica” di Boreano così come piace chiamare l’operazione di sgombero dai ruderi agricoli tanto che tutta l’operazione più che dare dignità a questi uomini e donne sembra che miri solo a dover spegnere le ”luci su Boreano”. L’accoglienza che ormai ha superato il milione di euro nei due anni di gestione da parte g della Task Force regionale e i quattromila euro a posto brada per l’apertura dei centri di accoglienza di Palazzo San Gervasio e Venosa quest’anno dovrebbe essere decisiva per dare una svolta alla vergogna non solo della Basilicata ma dell’Italia intera. Poco interesse suscitano le richieste del mondo dell’associazionismo sulla necessità di mettere a punto strumenti che permettono di dare delle dimore stabili, servizi dedicati, politiche di nuova cittadinanza, regole sulle residenze e i rinnovi dei permessi di soggiorno, buone pratiche e mezzi che chiudono una volta per sempre il sistema di intermediazione illecita di mano d’opera, contributi ai braccianti per l’alloggio, sostegno e strumenti alle associazioni che in questi si sono adoperati per la micro accoglienza… ma soprattutto forte riparte la richiesta che questi nuovi centri che accolgono i lavoratori siano dei luoghi apertu e non delle ulteriori strutture che servono a limitare le libertà fondamentali. Dai lavoratori la richiesta determinante di avere la possibilità di rinnovo dei permessi di soggiorno e l’istituzione di una via fittizia dove poter chiedere la residenza.