l’Ospitalità dei Migranti nelle Ex Case Coloniche – 10 sett 2016 – Palazzo San Gervasio

GAL convegno Palazzo Sanm GervasioDalla visione di una nuova ruralità dell’abitare fino al mantenimento del paesaggio, nasce così la nostra proposta al GAL SVILUPPO LOCALE 20.20 Vulture Alto Bradano (http://sviluppolocale2020.org/).

Il sud alla fine del feudalesimo ha vissuto attraverso la riforma agraria un ripensamento e un nuovo disegno del paesaggio agrario che oggi attraverso la nuova umanità si rimette in gioco.

Contenitori vuoti, volumi utilizzabili ma molto spesso con le politiche di allontanamento dei migranti operate nei territori interni questi volumi vengono abbattuti, sventrati, resi inutilizzabili, murati, cambiando e impoverendo il paesaggio di elementi che ormai il territorio e la storia hanno fatto propri.

Interi villaggi si sono costruiti al fine di servire servizi alle popolazioni rurali. Luoghi di culto, rimesse collettive, scuole, aie, poderi costruivano questi nuovi rapporti nella filiera delle produzioni agricole.

L’unità abitativa degnamente disegnata prevedeva tutto ciò che era indispensabile alla vita della famiglia rurale: pozzo con pompa ad energia eolica, forno a legna appena vicino casa, cellari scavati sotto il piano del terreno, stalla con mangiatoie in cemento al piano terra, rimessa e cortile coperto, stanze con camere, cucina e bagno ai piani superiori.

Oggi sarebbe grave non pensare o meglio ripensare tutto questo rispetto alla nuova richiesta di politiche abitative che i nuovi braccianti ci chiedono.

Vogliamo continuare ad abbattere i casolari o meglio ancora ripensarli per fornire alloggi ai nuovi salariati delle moderne aziende agricole?