Il Sindaco “Resiliente” non sgombera. Una soluzione per la casa c’é

Osservatorio Migranti Basilicata – Gervasio Ungolo 30 ott 2016

Il Sindaco di Montemilone, Gennaro Mennuti, non sgombera anzi è alla ricerca di una soluzione possibile per attuare politiche della casa sostenibili per i braccianti che vivono nei casolari. Dal basso senza le politiche militari attuate dall’attuale Task Force regionale e le continue promesse mai mantenute. La sua provocazione arriva puntuale nel giorno in cui i tanti migranti, alla quale gli era stata promessa una soluzione sul rinnovo del permesso di soggiorno, vengono ricacciati nei tuguri rurali. Si perchè il caso braccianti e lavoro sfruttato anche per quest’anno si è concluso: non servono più, il pomodoro, l’uva e  le olive sono state raccolte. Adesso bisogna far posto ai richiedenti asilo, quelli che portano soldi, circa ventisei milioni l’anno, occupazione, quelli che riempiono le strutture alberghiere che non hanno retto alla crisi, per i quali le prefetture continuano ad emanare bandi che non prevedono controlli e rendicondazione, politiche che attirano capitali stranieri proprio come l’affare petrolio, che non lasciano entrare e partecipare le comunità locali.

Una machina infernale in questi giorni si sta preparando, dove i sindaci dell’area interessata alla filiera del pomodoro chiamati in regione obbediscono ai voleri di mandare via i braccianti anche con la forza, sgomberando i casolari fatiscenti, allontanarli magari verso la Piana di Gioia Tauro dove servono braccia per la raccolta degli agrumi. A questo punto però le indagini sul caso Potenza e la resilenza del Sindaco di Montemilone potrebbero inceppare tutta la macchina appena avviata e si spera far ripensare tutte le politiche sulle migrazioni della nostra regione.

Oggi potrebbe essere un ripartire da zero, verificare le responsabilità di chi in questi anni ha congelato le libertà personali dei braccianti e costruito nuove carceri nel nome dell’accoglienza, ascoltare le richieste che partono dalle comunità locali e ripensare nuove politiche dove tenere fuori strategie militaresche, limitazione dei diritti e bugie.

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