La pacifica protesta dei migranti del CAS di Ferrandina

img-20161129-wa0020Si è svolta ieri mattina, sotto le sferzate di un gelido vento invernale, la pacifica manifestazione dei richiedenti asilo ospiti nel CAS di Ferrandina Scalo, presso l’Hotel Old West. Hanno deciso insieme di non “scioperare” con le barricate o con atti eclatanti, ma umilmente e silenziosamente di intraprendere la strada che lega lo scalo al paese, per andare a parlare con il primo cittadino. Più di dieci kilometri, attraverso una strada sterrata e fra gli alberi, con la speranza nel cuore di essere portatori delle loro istanze e protagonisti nel rivendicare i loro diritti.

Hanno chiesto soltanto di essere ascoltati, compresi e aiutati. Molti di loro sono “allo stallo” in quel CAS da più di un anno: il fatto di essere “relegati” in un centro di accoglienza che risulta isolato, a bordo statale, con nessuna possibilità di socializzazione e di intraprendere percorsi di inclusione sociale è una delle loro prime rivendicazioni. A giusta ragione, pagano lo scotto di un’accoglienza che di “temporaneo” e di “straordinario” non ha proprio nulla. Ma sono anche problemi contingenti e materiali che preoccupano i ragazzi. Alcuni lamentano l’inadeguatezza e la non fornitura dell’abbigliamento invernale (che dichiarano di acquistare o procurarsi da soli), la mancata consegna di coperte pesanti per il freddo, l’assenza della messa in funzione del sistema di riscaldamento, nonché addirittura il mancato funzionamento dell’acqua calda. Altra faccenda è l’assenza ormai da tempo di un regolare corso di lingua italiana o di attività ricreative o formative per trascorrere in modo “utile” le lunghe giornate che sono costretti a trascorrere, per lo più in stanze sovraffollate.

Dopo aver sfilato per le vie del paese con alcuni cartelli, i ragazzi sono stati ricevuti in Comune. E’ stata inviata una lettera alla Prefettura al fine di renderla partecipe delle loro richieste presentate anche al Sindaco, con l’auspicio di un incontro da calendarizzare in tempi rapidi. Senza una risposta i giovani richiedenti asilo ospiti a Ferrandina sono pronti a marciare anche su Matera. Sempre in modo civile e pacifico, con il sorriso. Ma con la determinazione e la forza di voler migliorare le loro vite, guardando in avanti nonostante tutto.