L’accoglienza in Basilicata crea ancora opportunità e lavoro?

L’accoglienza in Basilicata crea ancora opportunità e lavoro?

Il Sistema di Accoglienza della Basilicata inizia a mostrare i suoi limiti. Ieri eccellenza oggi coacervo di interessi.

Gervasio Ungolo 26.01.2017 – Osservatorio Migranti Basilicata

 

 

Foto OMB – Centro di Accoglienza per Lavoratori Stagionali – Venosa

In questi ultimi due giorni, due notizie apparentemente diverse tra di loro ma uniti da un filo comune, quello della rappresentanza politica, fanno eco all’interno delle pagine di cronaca locale.

La prima notizia è quella del divieto di dimora per il sindaco di Paterno indagato per concussione al termine di indagine dove i fatti sembrerebbero riguardare “…scambio di favori personali e promesse clientelari” (La Nuova del Sud del 25 gennaio2017), l’altro caso non meno importante perché riguarda l’ARCI Basilicata è la denuncia fatta da 7 dipendenti su 16 o forse è meglio chiamarli associati, volontari e/o operatori, che denunciano il mancato pagamento degli stipendi.

I fatti avvengono dopo quelli che hanno coinvolto la società Manteca e che in una inchiesta parallela ha visto il coinvolgimento dell’ARCI Basilicata fare cartello sul prezzo da mettere all’”asta” dell’accoglienza.

Il filo comune sembra essere quello delle appartenenze politiche o meglio della l’hobby di quello che rimane della sinistra istituzionale una volta radicale e di quanto questa ha costruito in termini di gestione sul tema riguardante l’immigrazione.

La Basilicata ha vissuto una stagione, quella dei migranti in ritardo rispetto a quello che succedeva in altre parti d’Italia. Ancora adesso i numeri, in termini percentuali e ancor più in valori assoluti, sono piccoli, ma certo importanti per i cambiamenti futuri della nostra regione. Lo SPRAR o meglio il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, considerato fino ad oggi il modello da seguire, in Basilicata ha visto la luce solo pochi anni fa, ed è stata la Provincia di Potenza, di cui fu l’assessore al ramo lo stesso Pesacane, oggi responsabile immigrazione per conto dell’ARCI, a emanare il primo bando.

Conflitto d’interessi? No solo strapotere in un settore quello dell’immigrazione che è diventata la gallina dalle uova d’oro. Di certo è che le politiche regionali, provinciali e locali sembrano stringersi tutti attorno al povero pennuto. E questo è fatto consapevole che per tenersi stretto l’affare bisogna far quadrato…. E non è casuale che registriamo un certo restringimento delle maglie in termini di partecipazione di modo che si restringa la platea di concorrenti ai bandi, non a caso il comune di Paterno, quello del sindaco Michele Grieco in data 21 dicembre 2016 rettifica il bando emesso per la gestione dello SPRAR pochi giorni prima (13.12.2016) al punto in cui per partecipare bisogna avere una “comprovata, duratura, continuativa e pluriennale esperienza ….” E questa deve essere “comprovata da attività e servizi in essere, … a questo ente”. E questo vale anche per tutti i componenti di un eventuale costituzioni in ATI (Associazione Temporanea di Impresa). Tradotto, ci provo, possono partecipare solo chi gestisce da sempre a Paterno l’accoglienza…. : Voi mi obbligate a fare le gare ed io decido chi deve partecipare perché il resto del mondo è escluso.

Per cui a politiche inclusive dove le professionalità dovrebbero fare la differenza troviamo politiche esclusive dove la differenza è data da altri criteri.

E’ evidente che tutto questo non ferma la macchina ed ormai l’ARCI Basilicata si aggiudica anche lo SPRAR di Pietragalla (19.01.2017) del valore di circa duecentoottantamilaeuro per venti posti assegnati e le società di cui sopra incontrano sindaci per nuovi progetti…

Vuoi vedere che in Basilicata l’Accoglienza è ancora un’opportunità?

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