l’Odio

Foto Arch. OMB 9 ott. 2018

Gervasio Ungolo  12 aprile 2019

L’odio e il suo strascico il rancore.. è un sentimento irrazionale che si nutre dell’anima stessa di chi lo mette in pratica. Odiare significa esprimere ciò che più di irrazionale esiste verso l’altro. Si odia non perché ci possano essere delle ragioni contrarie all’altro ma solo perché si ha un sentimento avverso all’altro. Non ci sono ragioni e quando le si cercano queste non bastano per spiegare questo sentimento verso l’altro, la sua forza e le sue conseguenze se si desse sfogo al sentimento.

Non serve elencare fatti e situazioni che questo riesce ad esternalizzare. Non serve elencare o addivenire alle ragioni per giustificare le conseguenze e il male che da questo scaturisce. Non serve raccontare le sofferenze o soffermarsi sui singoli frame di cui la quotidianità ne è piena. Ma più atroce è invece la capacità che hanno gli altri a far si che questo sentimento esca fuori da ognuno di noi costruendone le ragioni, consolidandone le convinzioni, rendendo impune le sue manifestazioni, anche quelle più atroci e anzi alimentandone la sua esternalizzazioni più basse marcando e allontanando le differenze. Facendo si che queste siano luogo di separazione dall’uno all’altro, dal mio al tuo… da quanto è consentito all’uno e quanto all’altro, dividendo e differenziando le libertà, i diritti, i luoghi.

Non penso che un essere umano da solo possa fare tutto ciò. Nella solitudine l’essere ha altro a cui pensare e anzi la sua profonda natura gregaria fa si che le differenze non si notino, e si ricerca nell’altro le affinità per la costruzione di una quotidianità sopportabile.

Affinché ci sia odio è importante che ci sia una convinzione esterna che anima e alimenta il sentimento. Che crea e modelle i pregiudizi. Che racconti la diversità quale minaccia. Che sostenga chi odia e ne avvalori l’impunità dei sui gesti. Che distorca la realtà per cui fare del male è male necessario.

Per fare tutto ciò è necessario che ci si armi dei mezzi che permettono di entrare nelle persone, della comunicazione, della politica, della fabbrica della paura per cui il male viene sempre da fuori e che nel nome della patria è possibile qualsiasi azione contro… anzi è nel nome della patria che dobbiamo agire.. perché la patria è la tua stessa sopravvivenza etica e materiale, e che nel nome della patria è necessario che tu possa annientare chi è subalterno… e nel nome della patria tu passa tradire la tua stessa patria, cdosì come hanno fatto i fascismi moderni.

Per cui l’odio ha bisogno della paura per armare e far si che si prema il grilletto. Fosse anche questo in senso metaforico. E ha bisogno di raccontare la tua grandezza e la tua fierezza anche quando questa al cospetto di altre è solo carta stracci. Ammesso che si possa farne un paragone. Ha necessità di raccontare bugie e far sì che queste diventino verità, ha necessità di costruire l’ignoranza sul quale queste possano crescere e maturare.

Ha la necessità di togliere il coraggio di affrontare le questioni in modo che ci si affidi all’ignavia. Serve che si faccia ordine tra il giusto e il non giusto. Il giusto tutto da una parte il non giusto dall’altra… anche se poi non è così, ma questo serve perché quando si odia si odia tutta la parte e non solo una parte. Si odia il gay, buonista, distruttore della famiglia, amico dei migranti e dei rom, ladro, pederasta e mussulmano, nero e meridionale, untore dell’etica, comunista e terrorista.

Non si può odiare solo una parte e salvarne un’altra altrimenti il dubbio ci rende inermi…