Al Tempo dell’Odio e dell’Insicurezza. Lo Stato di Impunità Protetta

Ruderi di un Casolare – Arch.OMB 2015

Gervasio Ungolo – OMB 18maggio2019

Un tempo avremmo detto: “al tempo dei Buendìa”, per raccontare un mondo fantastico e irreale.  Un mondo reale in cui si susseguivano vicende inverosimili, in cui lo scorrere del tempo ha una propria regola e i fatti non seguono la fisica delle cose che conosciamo.

Si succedono così quotidianamente storie che sono fuori da ogni regola ma sempre assunti come ordinarietà, verità, giustezza.

La comunicazione che i fomentatori dell’odio adottano e i mezzi che servono a veicolarla è evidente che ha una sua efficacia e questa è manifesta quando il sud sostiene, segue e vota il ministro dell’odio e dell’inferno per eccellenza. In un Paese ordinario, normale, chiunque sarebbe rabbrividito rispetto al capovolgimento della morale popolare in cui chi aiuta è il male ed il nemico, rispetto a chi emette leggi che marcano la diseguaglianza, sanzionano chi aiuta. Così si ingaggia una campagna denigratoria verso l’uso della marjuana light dimenticandosi delle piazze di spaccio di porcheria di ogni genere.

Il male non è tanto chi lo fa e lo sa fare, ma i tanti che lo brindano e soprattutto quando a brindare sono meridionali e donne. 

Così al clima di odio creato per evocazione del nemico, diverso a seconda delle convenienze ideologiche, di propaganda ed elettoralistiche, si aggiunge il clima della falsa sicurezza. Per cui si chiede di infierire tutto il male possibile quando a delinquere è un nero, soluzioni vaghe o silenzio quando è un “itagliano”.

Si approva quindi una legge sull’autodifesa per dare maggiore senso di sicurezza a chi crede che la sicurezza è una questione personale, in realtà non si fa altro che aprire allo scontro personale tra il ladro e il derubato. In questo vince il migliore ma se vieni sopraffatto, nella maggior parte dei casi, rimane il senso di impotenza, di non esserti meglio armato o di non aver osato con maggiore determinazione. Si sa che in questi casi ad avere la meglio sono sempre i ladri e non i derubati. E allora? Male non ti sai difendere, è giusto che soccombi. Questo è il senso di colpa che ti assale dopo essere stato visitato dai ladri, la colpa di non esserti saputo difendere. Di non esserti munito di un’arma superiore a quella che ti ha offeso.  

Ed è questo il clima che si respira. In pochi mesi a Palazzo San Gervasio una decina o più auto sono state bruciate, alcune lo sono state dopo vari tentativi non andati a buon fine a conferma di una netta volontà di commettere l’atto. Diversi i furti fatti e impuniti in case di persone anziane e non.

Anche le organizzazioni malavitose sembrano aver capito questo stato di odio impunito, per cui i fatti crminosi in cui rimane ferita una bambina di quattro anni non hanno creato indignazione più di uno sbarco di una decina di migranti e per i quali si decide di emanare ulteriori provvedimenti straordinari (Decreto Sicurezza Bis) o che per presunta corruzione viene messo al confino un sindaco calabrese mentre si invoca di far rimanere al suo posto un sottosegretario indagato per tangenti?

Questo stato di impunità protetta sembra essere in discordanza con le parole di sicurezza che invece vengono invocate, ma non sembra interessare tutti, sono illuminati dal “capitano”.