da Termoli On Line: Centro di accoglienza profughi, i grillini interpellano i Ministeri

Centro di accoglienza profughi, i grillini interpellano i Ministeri

08-10-2013 – San Giuliano di Puglia

TERMOLI. Attualità pura è quanto gira intorno alla questione “Cara”, il Centro di accoglienza richiedenti asilo che dovrà sorgere a San Giuliano di Puglia in Molise.
A scendere in campo sono gli attivisti di Movimento 5 stelle che, in un’interpellanza al Ministero per l’integrazione e al Ministero per l’Interno, scrivono: “San Giuliano di Puglia è un comune di 1100 abitanti; per attuare questo progetto il 12 settembre 2013 si è tenuta nel comune molisano, una riunione, convocata dal prefetto di Campobasso, a cui hanno partecipato il capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, prefetto Pria, il direttore centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo, prefetto Scotto Lavina e i dirigenti competenti del dicastero dell’interno.
Tra i soggetti invitati a partecipare la regione, la provincia e i rappresentanti nazionali e regionali dell’Anci e dell’Upi, il questore, l’Agenzia regionale di protezione civile, i comandanti provinciali dei carabinieri, della Guardia di finanza, del corpo forestale dello Stato e dei vigili del fuoco, l’Asrem, i sindaci dei comuni limitrofi (Bonefro, Colletorto, Santa Croce di Magliano) nonché rappresentanti delle organizzazioni sindacali, della Caritas, del volontariato e dell’associazionismo cooperativo. Il progetto prevede la capacità di accogliere 800 persone nelle strutture prefabbricate utilizzate per i cittadini molisani dopo il terremoto del 2002. Tale scelta rischia – come denunciato da diverse associazioni – di rispondere, dato il contesto socioeconomico, ad esigenze di reclutamento di manodopera a basso costo da utilizzare nelle campagne piuttosto che alle esigenze di accoglienza dei richiedenti asilo che necessitano di protezione e servizi nel territorio adeguati alla loro condizione di soggetti vulnerabili”.
“Lo status giuridico del centro – continua M5S – appare alquanto aleatorio. Secondo diversi articoli riportati dalla stampa si parla di un centro hub, con un intreccio fra i vari status giuridici dei centri previsti dalla normativa (cda – centro di accoglienza, cara – centro accoglienza per richiedenti asilo, Cie – centro di identificazione ed espulsione); sempre da fonti di stampa emerge che le persone rimarrebbero in questo centro per il tempo necessario ad espletare le pratiche. Questa dichiarazione farebbe ipotizzare l’uso di quel centro come Cara, ma non ci sono le condizioni perché possa essere un CARA, visto che questi sono centri dove ha sede la commissione territoriale per la valutazione della domanda d’asilo e ci vorrebbe un apposito decreto per istituirla; ulteriore contraddizione sullo status giuridico deriva dal fatto che, nel caso in cui lo straniero non dovesse avere l’accesso alla procedura d’asilo, sarebbe di fatto una persona in fase di espulsione, quindi il centro si trasformerebbe di in un centro di trattenimento ed espulsione (un Cie): quale sia l’effettivo status giuridico del centro che sorgerà nel comune di San Giuliano di Puglia; se il Governo non reputi inadeguato aprire un centro con una capacità di accoglienza tra le 800 e le 1000 persone in un paese come San Giuliano di Puglia che conta 1100 abitanti, peraltro privo dei servizi essenziali per accogliere e «proteggere» le condizioni delicate di un richiedente asilo; se non reputi in particolare che quella zona a fortissima economia agricola possa implementare il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura ed il caporalato, posto che, la sua vicinanza con il foggiano ed i suoi «ghetti» per esempio, può essere foriera di uno sviluppo di quel fenomeno di allargamento di zone franche che ben si conoscono (il «ghetto» di Rignano Garganico dista qualche decina di chilometri). Red

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