Comunicato Stampa Movimento 5 Stelle Venosa: Continua il mistero intorno ai Campi di accoglienza predisposti dalla Regione Basilicata

Continua il mistero intorno ai c.d. Campi di accoglienza predisposti dalla Regione nei territori di Venosa e Palazzo San Gervasio. Tendopoli che vengono spacciati per luoghi di accoglienza e, invece, nella realtà diventano luoghi di emarginazione e di ghettizzazione degli immigrati. Così, rinchiusi nei nuovi carceri pensati e realizzati dalla Task Force regionale, i lavoratori stagionali (a dire il vero pochi lavoratori) vivono senza poter ricevere la visita di avvocati, psicologi, assistenti, medici, volontari, associazioni. Nessuno può entrare, nessuno può prestare aiuto e dare un contributo, nessuno può controllare e vigilare su come vengano spesi i soldi dei cittadini lucani. Solo la Croce Rossa è stata investita, non si capisce bene da chi, del potere divino di gestire i campi, controllare e autocontrolarsi, autorizzare e negare l’accesso. Sentito telefonicamente, persino il Presidente della Task Force – Pietro Simonetti – dice di non aver alcun potere di controllo e di autorizzazione, è tutto in mano alla Croce Rossa. Si tratta veramente di un’assurdità a cui noi del Movimento 5 Stelle di Venosa ci ribelliamo. Per questo nei prossimi giorni depositeremo interrogazione scritta all’Assessore regionale competente per chiedere conto di quello che sta succedendo nei Campi di Accoglienza di Venosa e Palazzo San Gervasio; richiesta di accesso agli atti per avere copia dei fatidici protocolli firmati dalla Task Force e dalla Croce Rossa; un esposto alla Procura della Repubblica contro quelli che, a nostro dire, sono veri e propri abusi di potere. Qualcuno dovrà spiegarci quello che il Presidente della Task Force non è stato ancora in grado di spiegare: 1) a quale regime giuridico sono assoggettati i campi di accoglienza creati a Venosa e Palazzo San Gervasio; 2) quale norma stabilisce che non è consentito l’accesso in questi campi ad amministratori, legali, medici ed associazioni; 3) chi controlla come sono stati spesi i soldi dei cittadini lucani e come vengono gestiti i campi; 4) chi controlla effettivamente quante persone ci siano all’interno dei campi e se queste hanno l’assistenza necessaria. E’ assurdo che da quando sono state aperte le tendopoli di Venosa e Palazzo San Gervasio sino ad oggi, nessuno, né consiglieri comunali, né assessori, né consiglieri regionali abbiano potuto accedervi, è assurdo che si consideri tali strutture come carceri di massima sicurezza all’interno del quale nessuno può entrare. E’ chiaro che l’idea di accoglienza che si ha da parte della Task Force regionale è una idea molto particolare, molto più vicina alla repressione e alla detenzione che non alla integrazione. Cosa si vuole nascondere impedendo l’accesso ??? Forse si vuole evitare di mostrare ai cittadini il fallimento del progetto messo in piedi dalla Task Force e tanto pubblicizzato sui giornali ???

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