“Programmazione e Organizzazione dei servizi di reimpiego degli immigrati”: -FONTE italialavoro
Immigrazione e Mobilità internazionale del Lavoro
“Programmazione e Organizzazione dei servizi di reimpiego degli immigrati”: una risposta per l’inserimento dei lavoratori stranieri in Italia
Nel corso dell'anno 2010 sono stati siglati una serie di accordi con sette regioni e dodici province italiane. Obiettivo dell’iniziativa è quello di supportare le Province coinvolte nella programmazione delle politiche migratorie fornendo metodologie e strumenti conoscitivi, previsionali e gestionali
25 Gennaio 2011
Sono 4 milioni e 919 mila i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio italiano secondo la stima dell'ultimo Dossier Caritas/Migrantes 2010. Essi rappresentano il 10% degli occupati del nostro paese, incidono per l’11,1% sul prodotto interno lordo, sono titolari del 3,5% delle imprese, pagano 7.5 miliardi di euro di contributi previdenziali e dichiarano al fisco un imponibile di oltre 33 miliardi di euro.
Senza dubbio un panorama che indica un continuo processo di cambiamento socio-economico e culturale. Ma come il nostro Paese sta vivendo tutto ciò? Cosa si sta facendo per promuovere una vera integrazione soprattutto in un settore fondamentale qual’è quello del lavoro? Quali sono le politiche che le Istituzioni centrali, assieme alle Regione ed alle Province, stanno mettendo in campo per monitorare la situazione lavorativa dei cittadini stranieri presenti sul territorio e favorire un percorso più stabile di reinserimento?
Una risposta a questo interrogativo è il progetto nazionale promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Dg Immigrazione -, denominato “Programmazione e Organizzazione dei servizi di reimpiego degli immigrati”, realizzato da Italia Lavoro, agenzia tecnica del Ministero del Lavoro.
Nell’ambito del progetto, nel corso dell'anno 2010 sono stati siglati una serie di accordi con sette regione e dodici province italiane. Obiettivo dell’iniziativa è supportare le Province coinvolte nella programmazione delle politiche migratorie fornendo metodologie e strumenti conoscitivi, previsionali e gestionali. Sempre nel corso dello stesso anno, nelle province di Novara, Verona, Modena, Chieti, Salerno, Ragusa,Trapani e Bari sono stati approntati dei tavoli di discussione tra le diverse istituzioni che hanno competenze in materia di immigrazione, parti sociali, associazioni di immigrati, terzo settore, associazioni datoriali.
Lo scopo di questi tavoli – spiega Federica Federico, responsabile del Programma presso Italia Lavoro- è costituire un luogo di riflessione e di discussione sulla programmazione delle politiche migratorie e su una serie di temi prioritari quali, ad esempio, l’individuazione dei bacini di disoccupazione di cittadini stranieri su cui intervenire con le politiche attive.
Cosa significa in concreto?
“Noi grazie ai dati a disposizione delle Province ed alle comunicazione obbligatorie, abbiamo un quadro dei permessi di soggiorno in scadenza; con i Centri per l’Impiego programmiamo dei percorsi di politica attiva o tirocini o altri programmi di reinserimento al lavoro. Un’attività già definita e che sarà operativa a partire da gennaio”.
Un’altra attività che è stata svolta nel corso degli ultimi mesi all’interno di questi tavoli è stata quella relativa ad un ciclo di incontri sulla semplificazione delle procedure di ingresso e soggiorno degli stranieri in Italia. Con questo obiettivo sono stati organizzati a Verona, Chieti, Salerno, Bari e Ragusa dei focus group costituiti oltre che dai soggetti istituzionali anche dalle associazioni datoriali, sindacali, dalle associazioni dei migranti, ecc. Questi incontri hanno permesso di evidenziare aspetti critici e punti rilevanti di carattere tecnico delle procedure di ingresso e di rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro.
Grazie a questa iniziativa è stato inoltre elaborato un Report Nazionale che sarà presentato a febbraio ai due Ministeri competenti: Ministero dell’Interno e Ministero del Lavoro, ove sono state raccolte tutte le indicazioni ed i suggerimenti emersi.
Un altro obiettivo del progetto è quello di dare suggerimenti alle Province su come ottimizzare l’utilizzo di tutte le risorse finanziarie disponibili per l’immigrazione, cercando di massimizzare i risultati a livello locale evitando ripetizioni, dispersioni di fondi e polverizzazione degli investimenti.
Il progetto prevede, inoltre, il trasferimento di metodologie e strumenti attraverso l’attivazione di corsi di formazione, personalizzati per ciascuna provincia, indirizzati agli operatori pubblici e privati e ai dirigenti dei servizi.
Obiettivo finale di tutte queste azioni sarà l’elaborazione di un Piano Provinciale delle politiche migratorie, corredato da una dettagliata mappature delle attività svolte nelle Province dove l’iniziativa Programmazione e Organizzazione dei servizi di reimpiego degli immigrati è stata avviata.
Infine, per quanto riguarda lo scambio delle buone prassi, nel 2010, il progetto ha realizzato un report di benchmarking che ha preso in considerazione l’ingresso degli stranieri nel nostro paese, a livello procedurale e delle politiche, confrontandolo con quanto avviene in Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna. E’ stato realizzato anche un viaggio di lavoro in Spagna per conoscere le procedure in tema di migrazione e il prossimo 26 e 27 di gennaio è in programma una missione simile in Francia.
Senza dubbio un panorama che indica un continuo processo di cambiamento socio-economico e culturale. Ma come il nostro Paese sta vivendo tutto ciò? Cosa si sta facendo per promuovere una vera integrazione soprattutto in un settore fondamentale qual’è quello del lavoro? Quali sono le politiche che le Istituzioni centrali, assieme alle Regione ed alle Province, stanno mettendo in campo per monitorare la situazione lavorativa dei cittadini stranieri presenti sul territorio e favorire un percorso più stabile di reinserimento?
Una risposta a questo interrogativo è il progetto nazionale promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Dg Immigrazione -, denominato “Programmazione e Organizzazione dei servizi di reimpiego degli immigrati”, realizzato da Italia Lavoro, agenzia tecnica del Ministero del Lavoro.
Nell’ambito del progetto, nel corso dell'anno 2010 sono stati siglati una serie di accordi con sette regione e dodici province italiane. Obiettivo dell’iniziativa è supportare le Province coinvolte nella programmazione delle politiche migratorie fornendo metodologie e strumenti conoscitivi, previsionali e gestionali. Sempre nel corso dello stesso anno, nelle province di Novara, Verona, Modena, Chieti, Salerno, Ragusa,Trapani e Bari sono stati approntati dei tavoli di discussione tra le diverse istituzioni che hanno competenze in materia di immigrazione, parti sociali, associazioni di immigrati, terzo settore, associazioni datoriali.
Lo scopo di questi tavoli – spiega Federica Federico, responsabile del Programma presso Italia Lavoro- è costituire un luogo di riflessione e di discussione sulla programmazione delle politiche migratorie e su una serie di temi prioritari quali, ad esempio, l’individuazione dei bacini di disoccupazione di cittadini stranieri su cui intervenire con le politiche attive.
Cosa significa in concreto?
“Noi grazie ai dati a disposizione delle Province ed alle comunicazione obbligatorie, abbiamo un quadro dei permessi di soggiorno in scadenza; con i Centri per l’Impiego programmiamo dei percorsi di politica attiva o tirocini o altri programmi di reinserimento al lavoro. Un’attività già definita e che sarà operativa a partire da gennaio”.
Un’altra attività che è stata svolta nel corso degli ultimi mesi all’interno di questi tavoli è stata quella relativa ad un ciclo di incontri sulla semplificazione delle procedure di ingresso e soggiorno degli stranieri in Italia. Con questo obiettivo sono stati organizzati a Verona, Chieti, Salerno, Bari e Ragusa dei focus group costituiti oltre che dai soggetti istituzionali anche dalle associazioni datoriali, sindacali, dalle associazioni dei migranti, ecc. Questi incontri hanno permesso di evidenziare aspetti critici e punti rilevanti di carattere tecnico delle procedure di ingresso e di rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro.
Grazie a questa iniziativa è stato inoltre elaborato un Report Nazionale che sarà presentato a febbraio ai due Ministeri competenti: Ministero dell’Interno e Ministero del Lavoro, ove sono state raccolte tutte le indicazioni ed i suggerimenti emersi.
Un altro obiettivo del progetto è quello di dare suggerimenti alle Province su come ottimizzare l’utilizzo di tutte le risorse finanziarie disponibili per l’immigrazione, cercando di massimizzare i risultati a livello locale evitando ripetizioni, dispersioni di fondi e polverizzazione degli investimenti.
Il progetto prevede, inoltre, il trasferimento di metodologie e strumenti attraverso l’attivazione di corsi di formazione, personalizzati per ciascuna provincia, indirizzati agli operatori pubblici e privati e ai dirigenti dei servizi.
Obiettivo finale di tutte queste azioni sarà l’elaborazione di un Piano Provinciale delle politiche migratorie, corredato da una dettagliata mappature delle attività svolte nelle Province dove l’iniziativa Programmazione e Organizzazione dei servizi di reimpiego degli immigrati è stata avviata.
Infine, per quanto riguarda lo scambio delle buone prassi, nel 2010, il progetto ha realizzato un report di benchmarking che ha preso in considerazione l’ingresso degli stranieri nel nostro paese, a livello procedurale e delle politiche, confrontandolo con quanto avviene in Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna. E’ stato realizzato anche un viaggio di lavoro in Spagna per conoscere le procedure in tema di migrazione e il prossimo 26 e 27 di gennaio è in programma una missione simile in Francia.
