da TerreLibere.org: In media hanno 42 anni, ma l’età si sta abbassando con le nuove ondate migratorie, la maggior parte sono donne, la provenienza è nel 60% dell’est Europa, soprattutto romene, il 30% viene dal Sud America, il 10% sono italiane. Meno di un terzo lavora col contratto. Un assistente familiare in nero percepisce 800-900 euro, con il contratto: 1200 – 1300 euro.
Raffaella Cosentino
ROMA – Non ci sono dati ufficiali attendibili sul numero esatto delle badanti e delle assistenti familiari in Italia, a causa di un mercato nero che copre il 70% del fenomeno. Secondo i dati dell`Inps, sulla base di quanti sono iscritti alla previdenza, ci sono tra le 850 e le 900mila badanti in Italia, ma le stime parlano di oltre un milione e mezzo di lavoratori e lavoratrici domestici. 'La crisi non ne ha ridotto il numero, è diminuita la dinamicità, i flussi migratori che interessano il settore sono meno dinamici rispetto a cinque anni fa, la differenza tra colf e badante si assottiglia, è sempre più confusa`, spiega Sergio Pasquinelli ricercatore sociale dell`Irs di Milano, nel corso del convegno organizzato a Roma da Acli colf.
In media hanno 42 anni, ma l`età si sta abbassando con le nuove ondate migratorie, la maggior parte sono donne, la provenienza è nel 60% dell`est Europa, soprattutto romene, il 30% viene dal Sud America, il 10% sono italiane. Il tipo di lavoro svolto è di tue tipi: a ore e co-residente. Meno di un terzo lavora con il contratto. 'La sanatoria del 2009 ha esaurito gli effetti benefici, siamo tornati a livelli pre -sanatoria con almeno il 70% di sommerso – continua il ricercatore – meno di tre su dieci hanno un contratto di lavoro e con le ore dichiarate corrispondenti a quelle lavorate`. Ci sono convenienze economiche a stare nel sommerso sia per i datori, sia per le lavoratrici. L`assenza di un contratto ‘libera le mani`, si preferisce un`assenza di diritti e di doveri. Un assistente familiare in nero percepisce 800-900 euro, con il contratto: 1200 – 1300 euro.
'Le agevolazioni fiscali per le famiglie sono ‘irrilevanti` – dice Pasquinelli – c`è stato il fallimento degli assegni di cura come strumenti di emersione dal nero, l`alternativa è qualificare il sistema di cura e collegarlo con il sistema dei servizi. Le famiglie non possono essere penalizzate così tanto nell`assunzione, gli oneri fiscali sono per il 90% a carico delle famiglie`.
Secondo l`Irs, si potrebbe intervenire sull`indennità di accompagnamento, per la quale quest`anno spendiamo 13miliardi di euro. 'La nostra proposta sul welfare, una riforma a costo zero, è di trasformare l`indennità di accompagnamento in una ‘dote di cura` – conclude il ricercatore – la cifra non va data a fondo perduto com`è oggi, ma si può canalizzarla in un sistema di assistenti familiari qualificate, impiegarla per l`obiettivo per cui dovrebbero essere spesi quei soldi`. Vincolare l`indennità di accompagnamento all`acquisto di una ‘dote di cura` da parte di assistenti familiari e farla passare dall`Inps alle Asl, è la proposta per fare emergere le badanti dal nero.

