Viaggio Nel Sud

Viaggio Nel Sud

di Paolo Russo

Foto di Paolo Russo

23 maggio 2014
 

   È nascosta nell'Italia . Nella sacchetta dello stivale dove si ripongono le cose utili ma che non usi spesso. La Basilicata è un piccolo giardino privato . Trovi di tutto agrumi grano vigna pomodori olivi lampascioni peperoni cruschi e l'immancabile caciocavallo. Ma diventa spesso imbarazzante chiederne un po'. Non mancano però piccoli centri di distribuzione di cibo di nicchia, caro e poco  gustoso. Le case rispecchiano la fisionomia dei suoi abitanti sono bassine e formose tendenzialmente pallide.  Ti giri istintivamente a guardarne la parte posteriore dopo averle passate.
    Le colline sono dolci e le strade verdi , il sottofondo pare rinascimentale liuti e arpe violini e viole , il vulture tra le sue colate di lava preserva vigneti caparbi. Scendiamo dai laghi di monticchio verso boreano. Dove ha inizio la piana delle puglie.
      "Davvero sei pronipote di Mussolini " jabol!!! ( si dice jawohl). "perché ci risponde in tedesco?"  Pensiamo sorpresi. Un uomo sulla sessantina che a guardarlo bene sembra spiccicato a Romano , il nipote del Mussolini , quello jazzista. Stiamo cercando delle fonti per recuperare un po' d'acqua. Pare che alle "case" non ce ne sia. Giu a boreano . Pietro luppolo è il barista del parco naturale sulle montagne dopo venosa . Ci offre un caffè e ci riempe di aforismi . Ogni sua enunciazione viene intervallata da uno strano intercalare "pace a nonno Benito ". E così  ci racconta del suo bisnonno che una sera di neve si fermo a monticchio e si addormento sulla cameriera.
   Per le 8 di sera ci aspettano i ragazzi . abbiamo pensato di fare un festone con  gli abitanti di boreano.
 Occupazioni
Il posto più difficilmente raggiungibile a piedi da ogni centro abitato, nella valle tra il crostone dell'altro piano  pugliese e l'inizio delle colline lucane, è villaggio boreano. Un pezzo di africa, dove una parte della comunità del Burkina Faso ha deciso di fare base per inserirsi nel mondo dello sfruttamento del lavoro . Una strada lunga che a percorrerla tutta porta a Cerignola , li ci sono i campi dei pomodori. Li almeno si lavora . Perché a Brescia dove Umaro stava prima, non c'è nulla. All'inizio una ventina di casolari dell'ente riforma , che nel 53 ha suddiviso i latifondi di donna Rapolla . Nobile e possidente dei primi del 900'. Molti fabbricati sono stati abbattuti per non farli abitare . Perché questa è a tutti gli effetti un occupazione. Partiti dal cie di Palazzo, questa comunità è stata man mano spostata fino a giungere qui . Dove nessuno li vede.
   Uno dei tanti posti dimenticati ed inutilizzati , che però questa semplice gente ,che tanto ci ricorda quei vecchietti delle montagne, ha giustamente deciso di vivere per stare tutti vicino ,soprattutto quando i ricordi di casa si fanno pungenti . 
 Si passa la mattinata con i ragazzi in attesa di lavoro mangiando gallinacci cotti alla buona su bracieri di fortuna .Chiacchierando. Le paghe sono minime da far paura, ma questo lo sappiamo, la cosa drammatica sta nell'aspettare giornate intere , li buttati a terra , senza alcuna sicurezza . Si è tutti un po' più tesi e i problemi si ingigantiscono . Ci guardiamo intorno con discrezione, non ci sono cavi ne tubature. Ma neanche intonaco ne finestre, ne porte ne letti, tanti ma tanti, tanti materassi ammassati, 30/40 per casolare. Che non sarà più di 100 mq . Solo uno è più pulito, ci abitano due donne . Ma non è il caso di entrare.
   Si crea subito una bella atmosfera tra di noi. Hanno tutti dai 18 ai 30 anni, sono giovani e hanno voglia di ridere. Ssembra d'obbligo organizzare una cena per tutti loro. Svuotiamo il carretto . Finiamo il viaggio. Stasera .
     Due grossi afro neri come il carbone e muscolosi come pugili scortano il tipo dello spaccio autogestito che ha promesso di portarci le galline per la serata. "Ci devi dare i soldi per la benzina se no niente galline" …non importa che il numero di pennuti portati era minore il pattuito, decidiamo di accontentare il trio. E lo scanno del volatile ha inizio. In cinque sei si prendono il compito, i più esperti . Ci sembra. L'acqua per lo spennaggio bolle. C'è sangue a chiazze vicino la brace appena accesa. Dall'altro lato il carretto più pacifico prepara le verdure e i formaggi , pastelle e faggioli. Mentre il biondo con il suo divertente accento scandinavo spiega a Sue (della Costa d'Avorio ) come impastare i stracinati . Sono le 7 di sera la festa sta cominciando .
     Migrazioni inverse,
Ci sono alcune persone che non sono distratte e riescono a vedere che li giù , pochi kilometri dal loro paese vive questa realtà .chi più chi meno attraverso associazioni si impegna per migliorare le condizioni di vita le relazioni di lavoro , l'estate organizzano campi solidali , scuole di lingua italiana , mezzi di trasporto ma a noi è piaciuto Nicola . Lo intercettiamo al md (nota catena di discount) , punto di rifornimento della comunita. Il pandino al parcheggio clienti, carico di birre.fa spesso la spola tra venosa e l'accampamento.questo ragazzo si è trasferito più un anno fa da Milano in cerca del diritto a vivere. È uno di quelle persone emarginato dalla città e dalla sua impossibilità a generarsi un reddito , è tornato da dove i suoi genitori erano partiti. Ora ha un piccolo oliveto con il quale pensa di organizzarsi per il futuro . Nicola non è un tipo calmo e sereno, però ha un gran cuore , e giù a boreano lo sanno . In mezzo a queste persone ha ritrovato umanità e il senso delle cose. Normalmente sta chiuso dentro casa, non ama socializzare dice. A venosa  sono più attratti dai locali alla moda e dalle feste che dai problemi del territorio. Costume generalizzato rispondiamo noi. Sembra un ragazzo del Burkina non fosse per quel suo divertente  accento meneghino che tanto stona in quel corpo scuro. Chitarre di due mondi si fondono e generano ritmi incalzanti di solidarietà . Sue tra una birra e una manciata di cannellini ci ringrazia . Oggi non ho pensato a mia figlia. Ma noi sappiamo che non è vero.
La nostra piccola odissea si interrompe qui. Pensando già al prossimo viaggio il carretto torna vuoto.
Sue, Abdul, Umaro ,Nicola
 PS abbiamo risolto il problema scarpe regalando le nostre a questi giovani. Ne hanno un infinito bisogno, percorrono giornalmente un numero impressionante di km

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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