conquiste del lavoro .it (fonte)

Basilicata. In agricoltura grave la situazione dei lavoratori immigrati

"Nelle campagne di Palazzo San Gervasio si sta scrivendo, nella più generale indifferenza delle istituzioni e della cosiddetta società civile, una brutta pagina di sommersa intolleranza". Lo afferma il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni di vita dei lavoratori immigrati impegnati in queste settimane nella raccolta del pomodoro. Ne è emerso un quadro ancora una volta raccapricciante. "Come era ampiamente preventivabile – commenta Lapadula – la chiusura del centro di accoglienza ha aggravato una situazione che era già al limite della vivibilità, con i lavoratori accampati nei casolari abbandonati della zona in condizioni che è un eufemismo considerare estreme". C'è di più nel racconto, anche fotografico, del segretario della Fai Cisl. "Ho notato che molti dei casolari sono stati murati, un ulteriore gesto simbolico di intolleranza vestito di falso moralismo che produce ghettizzazione e mette in discussione lo sbandierato spirito di accoglienza del popolo lucano".

Lapadula lancia un duro je accuse alle istituzioni locali, in primis alla Regione Basilicata, che, "nonostante le reiterate e pressanti richieste delle organizzazioni sindacali e la solita girandola di incontri e protocolli, si sono fatte trovare ancora una volta impreparate a gestire il considerevole afflusso di lavoratori immigrati". In un recente studio la Fai Cisl ha contato poco meno di 900 lavoratori stranieri regolari impiegati nei campi della Basilicata, cui andrebbe aggiunto un altro 25 per cento di lavoratori in nero. Si tratta in gran parte di lavoratori stagionali, come dimostra il dato sulle giornate lavorative. Nel 2008 oltre la metà degli immigrati impegnati in agricoltura ha lavorato per un massimo di 50 giornate, un centinaio quelli che hanno raggiunto le 101 giornate annue, mentre sono stati solo 281 i lavoratori che hanno totalizzato un numero di giornate superiore a 101.

"Sul piano quantitativo – spiega il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula – i numeri dei principali osservatori statistici confermano, al netto del lavoro irregolare, che non siamo in presenza di un fenomeno ingestibile, eppure si continua a non dare una risposta dignitosa al ricorrente fabbisogno abitativo di questi lavoratori, come dimostrano gli ultimi episodi di cronaca. La chiusura del centro di accoglienza di Palazzo rappresenta in modo incontrovertibile l'incapacità della nostra classe dirigente di andare oltre la gestione dell'emergenza e di sfidare un'opinione pubblica che, seppure in modo non eclatante, si dimostra diffidente verso chi contribuisce in modo rilevante a tenere in piedi l'agricoltura della Basilicata".

(2 settembre 2010)

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