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L’Osservatorio è un gruppo di lavoro aperto che nasce lo scorso febbraio di quest’anno, inizialmente quale strumento per analizzare dati ed informare sul fenomeno dell’immigrazione in Basilicata. Nell’area Nord della regione ciclicamente si riversano migliaia di lavoratori per la raccolta stagionale di pomodori.Il picco massimo di presenze si raggiunge a Settembre. Sino allo scorso anno esisteva un centro di accoglienza nel Comune di Palazzo San Gervasio (PZ) che ha accolto sino a 1500 lavoratori. Tali lavoratori compiono annualmente una sorta di “pellegrinaggio”
Seguono le fasi della raccolta di vari prodotti agricoli dai meloni, ai pomodori, all’uva, alle olive, alle arance. Si tratta di un arco temporale di 6-7 mesi.
Quest’anno il centro non è entrato in funzione con un aggravio delle condizioni di vita dei lavoratori. In queste immagini realizzate dai fotoreporters Alessandro Penso, Michele Palizzi e Fabrizio Colagrande vediamo come vivono i migranti durante la stagione della raccolta dei pomodori. Sono immagini scattate a Boreano cheè uno dei borghi che noi pensiamo di riqualificare. Quest’anno solo lì erano presenti circa 300 lavoratori. Ognuno dei casolari ospitava sino a 40 persone.
In uno stato di degrado unico senza acqua potabile, luce, gas. Solo alcune associazioni di volontariato quali C.R.I. e Caritas e la nostra che fornivano i servizi minimi essenziali.I migranti provengono dalle aree industriali del Nord Italia: Milano, Bergamo,Brescia, Padova e da Napoli.I Paesi di origine sono Nord Africa e Centro Africa. Marocco, Algeria, Tunisia, Mali, Costa d’Avorio, Niger, Sudan alcuni dalla Bulgaria.In questa tavola vediamo segnalati in rosso i centri abitati urbani ed i villaggi della riforma fondiaria semi-abbandonati ed oggetto di riqualificazione della nostra proposta. La popolazione residente in Basilicata è di 588.421 in Puglia di 4.081.000 . I comuni interessati Melfi, Lavello, Venosa, Montemilone,Palazzo, Irsina, Spinazzola, Minervino Murge, Canosa.
In questa tavola d’inquadramento storico territoriale vediamo il confronto dal TRANSITO che nei secoli XV-XIX vedeva la Transumanza degli ovini di milioni di capi dall’Abruzzo alle pianeggianti aree del Tavoliere di Puglia e della Lucania Un territorio strutturato dagli Aragonesi, a fini fiscali con tratturi, masserie, locazioni (grandi aree per il pascolo). Così come un tempo ciclicamente si ripeteva la Transumanza di ovini, ora la transumanza è di questi moderni schiavi contemporanei.
La Regione Puglia approva nel 2006 un Piano regionale di interventi in favore dei migranti ed approva Progetti sperimentali di prima accoglienza per lavoratori agricoli stagionali negli ambiti territoriali di Foggia, San Severo e Cerignola. L’albergo diffuso non è una struttura assistenziale in senso stretto, ma una struttura che presenta tra gli altri i connotati dell’offerta abitativa e dell’accoglienza sociale. L’investimento complessivo destinato all’accoglienza con risorse proprie sino all’anno 2008 della Puglia si aggirava sui Euro 1.540.000,00 per l’avvio dei primi tre centri di accoglienza sociale e abitativa.Nel 2009 si finanziano altri due interventi 1 a Stornarella e l’altro a Brindisi.
Non si può dire lo stesso per la Regione Basilicata che al di là di un finanziamento per il Centro di Accoglienza di Palazzo San Gervasio per gli anni 1999-2009 non ha una politica programmatica in termini di accoglienza e da poco si accorge di avere circa 20.000 vani sfitti all’interno degli abitati in via di spopolamento che potrebbero essere utilizzati allo scopo.
Il declino demografico dei luoghi potrebbe essere arrestato con l’utilizzo del patrimonio rurale se si riuscissero a superare paure e diffidenze per giungere ad una città interetnica.
La casa della famiglia migrante però non può essere intesa alla maniera occidentale ma deve interpretare il genius etnico di coloro che vi devono vivere e prima delle funzioni del nutrirsi e riposare deve essere un luogo per raccogliersi in preghiera.
Il progetto sperimentale BASE NIR del Villaggio Gaudiano frazione di Lavello (PZ). Nell’area si verificano le precipitazioni con la più bassa media regionale. Si possono recuperare 75 mc mensili di acqua meteorica per usi non potabili attraverso una tensostruttura che sovrasta la BASE.
Il container trasportabile su semirimorchi a tre assi per una lunghezza di 13 mt. E larghezza di 2,50 mt..Ha altezza complessiva di 2,60 mt. E’ necessaria autogru impilatrice . i Nuclei Istantanei di raccolta 8in dialetto (NIR/Nero) hanno una lunghezza di 13 mt. Sono pensati in pannelli in legno lamellare massiccio tipo X-Lam hanno un altezza utile di 2,35 mt e superfice utile di 29 mq.. Possono alloggiarvi 16 persone. Il NIR è sospeso dal terreno per facilitare la pulizia del piazzale che ha una supefice complessiva di 1.4000 mq. I NIR sono collegati alla base BLOCCO AUTOSUFFICENTE DI STAZIONAMENTOD’EMERGENZA. Lo spazio seminterrato largo 22 mt. Lungo 37 contiene mensa, svago e spazi per preghiera per 2000 posti. Un pozzo luce di 42 mq. E vasca per la raccolta di acqua meteorica. Sullo stesso livello sono ubicate le cucine e lavelli comuni.
Lo spazio a Piano Terra è destinato a lavanderia e docce. LA piazza di 1400 mq. È circondata ai bordi da colonne di acciaio e supporti removibili che sono le strutture di supporto della pensilina. Lo spazio fra le colonne serve per sostenere ed agganciare le case mobili. Un numero di NIR pari a 8 consente di allogiare complessivamente 128 persone.
La copertura fotovoltaica realizzata con 240 moduli fotovoltaici copre il fabbisogno elettrico per il funzionamento delle BASI e dei NIR Il potenziale dell’impianto è di 38,4 Kw per un produzione netta all’anno di 56.000 Kg Co2/h. La struttura per la raccolta acque è posizionata sotto la copertura con i moduli fotovoltaici.

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