Venosa, città intollerante fonte www.vilerola.blogspot.com Vito L’Erario, attivista OLA

VENOSA, CITTA' INTOLLERANTE

 

Venosa, la città di Quinto Orazio Flacco, di Carlo Gesualdo, e di Rocco Girasole, la città anche dell'intolleranza ove il razzismo più becero regna sovrano nei troni di palazzo Calvino.
Proprio in queste ore mi giunge notizia che la brava amministrazione comunale guidata dall'Avv. Bruno Tamburriello nega l'utilizzo della Sala del Trono del Castello Pirro del Balzo ai ragazzi dell'associazione culturale "Il Tarlo" per una delle tante iniziative culturali di cui la comunità venosina ha bisogno.

"Una rassegna sul cinema che racconta la Romania" non è forse cosa gradita e tanto meno sostenuta da chi oggi ricopre il ruolo assessorile delle Politiche Giovanili di una città che si svuota sempre di più di intelligenze che fuggono via, altrove. Mi piacerebbe chiedere all'assessore e vice sindaco Dott. Pietro Visaggio con cui ho sempre avuto un dialogo costruttivo, rispetto della sua persona, ma che spesso non ho condiviso le sue idee. Perchè non concedere uno spazio che dovrebbe essere fruito da tutti? Vorrei che il Dott. Visaggio rispondesse a questa mia domanda, anche perchè in passato ci furono precedenti simili. Non mi piace che la città dove sono nato e vivo venga vista come luongo "intollerante". Qui non c'è la Lega di Bossi e Calderoli, c'è forse sottocultura, chiusura mentale come nei peggiori anni della nostra storia. Non va bene, per niente.

Mi informano poi che il Premio Nobel della Letteratura Gao Xingjjan ha visitato Venosa e la sua storia e che inserirà immagini della nostra amata città nel suo prossimo film di prossima uscita. E tutto questo per merito dei ragazzi de Il Tarlo che in questi anni hanno organizzato una serie di eventi culturali che hanno elevato il livello medio basso in cui è affossata negli anni la comuntà di Venosa. Non va bene, per niente, caro Sindaco e Vice..

L'art. 2 della Costituzione italiana recita: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". Mi chiedo se a Venosa siamo ancora nella Repubblica Italiana.

Scrutando poi lo Statuto comunale trovo interessante i contenuti dei tre comma dell'art.6 (Promozione della Pace):
1 – "Il Comune di Venosa, in conformità ai principi costituzionali che sanciscono i diritti innati delle persone umane, riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli."
2 – "A tal fine il Comune promuove la cultura della pace e dei diritti umani mediante iniziative culturali, di educazione, di formazione e di cooperazione che tendono a fare il Comune di Venosa terra della pace."
3 – Il Comune assumerà iniziative dirette e favorirà quelle istituzioni culturali e scolastiche, di associazioni, gruppi di volontariato e di cooperazione."

Concludo questo post di solidarietà e pace citando l'art. 70 del D.Lgs. n. 267/2000 (Azione popolare) che recita: "La decadenza della carica del sindaco, presidente della provincia, consigliere provinciale, comunale o circoscrizionale, può essere promossa in prima istanza da qualsiasi cittadino elettore…del comune, o da chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile, con ricorso da notificare all'amministrazione ovvero agli amministratori interessati, nonchè al sindaco o al presidente della provincia."

Resta la magra consolazione che l'associazione Il Tarlo dovrà "accontentarsi" di proiettare questa sera (28 dicembre 2010) all'addiaccio a partire dalle 19,00 "I racconti dell'età dell'oro", un film del registra e sceneggiatore Cristian Mungiu, che racconta gli ultimi quindici anni del comunismo in Romania attraverso storie di vita quotidiana, in un epoca storica in cui la fame e la povertà mettevano in ginocchio il paese, la stessa fame e povertà di cultura in cui versa oggi la città del sovrano impero di Venosa.

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