Tutti scappano dalla Basilicata-fonte La Nuova Del SUD

Tutti scappano dalla Basilicata

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Gli italiani sono sempre più longevi. La speranza di vita alla nascita è arrivata a 79,1 anni per gli uomini, a 84,3 anni per le donne. Rispettivamente, +0,3 e +0,2 in appena un anno. Ma non solo. In dieci anni gli ultracentenari sono triplicati, passando da 5.400 ad oltre 16 mila; e sono in crescita anche i ’grandi vecchì, gli over 85, che ora sono 1.675.000, il 2,8% contro il 2,2% del 2001. Sono le stime dell’ Istat sugli indicatori demografici nel 2010.
NATALITA’ E SPERANZA DI VITA : Ma che succede invece in Basilicata? Tutto sommato i dati lucani in questione si avvicinano molto a quelli nazionali. Infatti la speranza di vita per chi risiede in regione è di 79,5 anni per gli uomini e di 84,4 per le donne. Man mano che aumenta la vita, si riduce la differenza di genere che circa 30 anni fa era di quasi 7 anni ma che oggi è giunta a soli 5,2 anni, sempre a vantaggio delle donne; nel 2001 c’erano 143 donne di 65 anni e oltre ogni 100 uomini, oggi ce ne sono 137. Le regioni del Nord est e del centro si confermano favorite in tema di lunga vita. L’aspettativa peggiore, sia per uomini che per donne, è in Campania (77,7 e 83). Notizie meno confortanti arrivano dall’Istat sul piano delle nascite. Nel 2010 sono nati 557 mila bambini, 12.200 in meno rispetto all’anno precedente. Il numero medio di figli per donne è sceso a 1,40, nel 2009 era 1,41, nel 2008 1,42. Un andamento che fa dire all’Istat che «sembra essersi conclusa per le italiane la fase di recupero cui si era assistito per ampia parte nello scorso decennio».
Nel 2010 è tornata a calare la natalità: ci sono state ben 12.200 nascite in meno.La popolazione italiana ha superato i 60.600.000 residenti al primo gennaio 2011, registrando un tasso d’incremento del 4,3 per mille. Un andamento dovuto al calo del numero dei decessi, il 9,7% per mille (era il 9,8 l’anno prima) e alla presenza degli immigrati che si confermano «determinanti» per la demografia nazionale visto che coprono il 7,5% (4.5 milioni) dei residenti.
Nel nostro paese, come ormai da quattro anni, il saldo naturale (differenza tra nati e decessi) è negativo, -0,5 per mille rispetto al 2009. In Basilicata il saldo naturale è ancor più basso con un -1,6% che col flusso migratorio arriva a toccare il decremento di popolazione del 2%, il più alto (in diminuzione ovviamente) di tutta Italia.
DINAMICA MIGRATORIA: La Basilicata – sempre secono i dati Istat – consta di circa 588mila abitanti di cui 573mila italiani e 15mila stranieri. Anche la dinamica migratoria è molto interessante per quanto riguarda la nostra regione. Il saldo migratorio estero (da e verso l’Italia) nazionale fa registrare un +6%. La Basilicata un +2,8%, che in ogni caso è il più basso della penisola. Come a dire che la Lucania non attira gli stranieri. Il saldo migratorio interno invece (dalla Basilicata verso altre regioni e viceversa) fa registrare un secco -3,1%. Il dato più basso dello stivale: anche in questo caso è evidente la scarsa attrattività lucana anche rispetto al resto della popolazione italiana.
In ogni caso il quadro sulla natalità in Italia fornito dall’Istat rappresenta “un trend degli ultimi dieci anni, con un parto su cinque da puerpere immigrate. E ciò dovrebbe spingerci a considerare gli immigrati come un elemento strutturale del nostro Paese, perchè abbiamo bisogno di nuovi italiani”. Lo ha detto Salvatore Geraci, presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (Simm) nonchè direttore area Sanità della Caritas, nel sottolineare che «questi bimbi nati da donne straniere non possono essere considerati di serie B». Le partorienti immigrate in Italia, continua Geraci, “arrivano alla maternità mediamente più giovani delle donne italiane, e fanno il doppio dei figli. Peraltro secondo il monitoraggio Simm del luglio 2010 c’è più natalità straniera nel Nord, e in particolare nel Nord-Est. E ciò nonostante le regioni, almeno sulla carta, più virtuose nei servizi agli immigrati siano Lazio, Puglia, Toscana, e Piemonte, mentre la maglia nera nei servizi agli immigrati va alla Calabria, Basilicata e a sorpresa la Lombardia”.

 

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