«Non fate di Manduria una Lampedusa due»
| «Non fate di Manduria una Lampedusa due» |
| lMANDURIA – «A Manduria c’è una situazione di una gravità inaudita: si rischia una nuova emergenza, come quella di Lampedusa». E’ stato consigliere regionale Udc Euprepio Curto, ex parlamentare, che ha visitato la tendopoli in mattinata, a lanciare, per primo l’allarme. «Continuando così – dice Curto – si rischia di fare a Manduria una Lampedusa due. Ho notizia che sta per scoppiare un’emergenza di natura sanitaria perchè tra i nuovi arrivati ce ne sarebbero alcuni affetti da malaria e tubercolosi e, sempre da quel che mi risulta, non è stato predisposto un minimo di screening sanitario prima di trasferire gli immigrati a Manduria». Curto punta quindi l’indice sull’alto numero di profughi già arrivati e su quelli che potrebbero ancora arrivare nei prossimi giorni e dice: nel vicino centro di identificazione ed espulsione di Restinco a Brindisi «ci sono solo 50 immigrati e ogni giorno c’è un problema di ordine pubblico».
Estremamente preoccupato anche il sindaco di Manduria, Paolo Tommasino. La mancanza di notizie certe e l’incertezza sul numero di profughi che saranno ospitati e sul tempo che resteranno nella tendopoli saranno sicuramente alcuni dei temi che saranno trattati nel Consiglio comunale di stamattina, nel quale interverrà anche il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano. Le stesse preoccupazioni del sindaco sono state espresse anche dal presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, secondo cui la recinzione che delimita il campo è inadeguata a garantire la sicurezza dei cittadini. Il timore di Ferrarese – che ha poi scritto al ministro Maroni insieme al presidente della Provincia di Taranto, Florido – che gli immigrati potessero facilmente scavalcare il recinto per scappare, timore espresso prima del loro arrivo a Manduria, ha infatti avuto subito riscontro. «Rischiamo di ritrovarci in casa questa gente che non sappiamo chi sia e c’è il rischio che chi fugge dovrà delinquere per procurarsi il denaro minimo necessario per partire verso il Nord – dichiara Ferrarese -. Così si mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini residenti che vivono a pochi chilometri dal nuovo Cie. Non è questa la sistemazione migliore per imigranti. Sarebbe stato più opportuno sistemarli in caserme non più utilizzate, molto più sicure. Bisogna anche capire perché dobbiamo ospitare dei tunisini: nel loro Paese non c’è la guerra». Nel pomeriggio la tendopoli è stata visitata anche dall’on. Luigi Vitali del Pdl. Di tutt’altro tono le sue dichiarazioni. «Vogliamo dare un messaggio di tranquillità e allo stesso tempo dobbiamo fare la nostra parte – afferma il deputato di Francavilla Fontana -. Non può essere solo Lampedusa nè solo l’Italia a sostenere questa situazione. Ci aspettiamo che l’Europa e le altre Nazioni, in particolare Francia e Inghilterra, che sono state le prime a intervenire, facciano la loro parte in termini di accoglienza». Oggi pomeriggio, infine, una delegazione Pd, guidata dall’on. Ludovico Vico e composta dalla rappresentante del Pd Puglia Patrizia Calefati, dal consigliere regionale, Donato Pentassuglia, e dagli assessori provinciali di Taranto Massaro e Mancarelli, visiterà la tendopoli. «Voglio vedere di persona la situazione nella tendopoli di Manduria e intercettare i bisogni degli immigrati ospitati nel centro di accoglienza e dei manduriani che hanno espresso non poche preoccupazioni a riguardo» annuncia Vico. [Nando Perrone]
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