REPORT 17 maggio 2011

Le Vicende dei Migranti cambiano il Territorio dei nostri Comuni…..     
 
   La vicenda  delle migrazioni si abbatte sul territorio lucano e della Bat a confine con il nord est della Basilicata. La sua azione non interressa solo le coscienze per le violenze a cui sono sottoposti i lavoratori braccianti migranti che vengono nelle nostre aree per fornire mano d’opera alle aziende agricole senza le quali non riuscirebbero a produrre, ma cambia e devasta il territorio sotto il comando e l’egida di un ministero quello dell’interno al cui capo c’è un ministro leghista e razzista non solo nei confronti dei neri, maghrebini, mussulmani ma anche e con grande evidenza contro il sud dell’Italia.
 
Il volto del territorio non cambia solo dopo la costruzione di un campo concentrazionario (CIET) sottratto all’accoglienza dove vengono rinchiusi uomini e donne che non hanno commesso alcun reato, ma si lancia anche contro il patrimonio rurale abbattendo al suolo case rurali all'interno del quale trovavano ricovero i migranti. Altre vengono murate o si nega l'accesso alle strade interpoderali. 
  
Questa mattina l’OMB ha contato l’abbattimento di sette case rurali della vecchia riforma agraria tra l’agro di Palazzo San Gervasio e quello di Spinazzola in Puglia a circa tre chilometri da Palazzo San Gervasio nelle aziende a ridosso della Strada Provinciale 21 Palazzo-Montemilone.
Casette rurali costruite sui terreni che negli anni 50 sottratte al latifondo vanno a costituire i “poderi” che vengono assegnate ai contadini, ai mezzadri, alle famiglie contadine affamate di terra conquistata dopo dure lotte contro i baroni e la nuova borghesia agraria anche dopo incidenti alcuni anche mortali. A questi poderi erano accorpati casette rurali con una architettura unica nella sua semplicità ma che forniva tutti i servizi rispetto a quello che necessitava la famiglia contadina. Alcuni comuni di cui quello di Irsina hanno posto sotto tutela questo vasto patrimonio oggi poco utilizzato e degradato e che vede ospitare i migranti durante le campagne di lavoro, di piantumazione, di cura delle colture e della raccolta dei frutti.

Come la presenza del Campo di Accoglienza, struttura sottratta alla mala vita ed oggi CIET della Basilicata, così questo enorme patrimonio di edilizia, testimonianza di accoglienza deve essere colpito rimarcando con tutta evidenza l’inasprimento delle politiche segregazionarie che coinvolgono oggi questi luoghi.
Come alla fine dell'ottocento l’unificazione dell’Italia ha ha visto disboscare ampie pezzi della nostra regione per sconfiggere i briganti, oggi i nuovi eversivi al potere distruggono il patrimonio rurale pur di non dare ospitalità ai braccianti. Perché questo accanimento così violento verso i nuovi e i vecchi diseredati? Perché questo accanimento verso un territorio che ha l’unica colpa di aver ospitato questi ultimi della terra? Chi ha ordinato l’abbattimento dei fabbricati rurali, chi i colpevoli di questo ennesimo scempio? Perchè questo gesto intimidatorio verso la cultura dell'accoglienza? 
  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.