Dalla Campagna “Via i Clandestini dalla Nostra Terra” BOZZA di Lavoro: Lavoro, diritti, immigrazione e sovranità alimnentare. Per una campagna di mobilitazione nazionale

Lo sciopero di Nardò è stato un evento storico. Si è trattato della prima mobilitazione condotta in autonomia dai braccianti agricoli immigrati per rivendicare i diritti legati al lavoro e una vita degna di essere vissuta..

Ma prima di Nardò altre lotte sono state condotte dai braccianti stranieri, a Rosarno, a Castel Volturno, a Roma, nella Piana del Sele. Le condizioni di vita a Nardò sono simili a quelle che i lavoratori vivono in tanti altri territori agricoli del Meridione: la Capitanata, la Piana di Gioia Tauro, la Piana del Sele, il Nord della Basilicata, la piana del Volturno, il Metapontino, la Piana di Sibari, il Nord Barese, il siracusano, il trapanese.

Territori molto diversi tra loro, ma che hanno in comune il fatto che i precari equilibri del settore agricolo, in alcuni casi in perenne crisi, in altri casi in buona condizione di salute, si reggono esclusivamente sullo sfruttamento della manodopera immigrata.

Il 15 ottobre lavoratori tra i lavoratori i braccianti immigrati saranno a Roma con le loro esperienze di sfruttamento e di lotta. Il 17 ottobre cade la giornata mondiale dell'alimentazione e sono proprio loro, assieme ai lavoratori della grande distribuzione e ai piccoli contadini a portare sulle nostre tavole il cibo. Il 17 ottobre vogliamo straformarlo nell'inizio di una grande campagna nazionale che ponga al centro del dibattito su alimentazione e agricoltura il tema del lavoro.

 

Per questo invitiamo le realtà autorganizzate di lavoratori stranieri e italiani a rimanere a Roma dopo la manifestazione del 15 e partecipare con i propri contenuti ad un presidio sotto il ministero dell'agricoltura.

 

Nel corso dell'ultimo anno sono state avanzate delle proposte reali di intervento che si vogliono condividere e portare avanti.

 

A Roma il 17 ottobre per:

  • l'introduzione degli indici di congruitànel settore agricolo;

  • l'introduzione nei disciplinari dei prodotti certificati (DOP, IGP, STG, DOC e IGT e BIO) dicriteri che tutelino i lavoratori, dando pari importanza alla qualità organolettica ed alla qualità sociale del prodotto;

  • l'attuazione della condizionalità degli aiuti legati al rispetto del diritto del lavoro;

  • il divieto per gli stati membri di sostenere e di sovvenzionare gli agricoltori che non rispettino i loro obblighi di datori di lavoro;

  • la firma, la ratifica e l'attuazione da parte di tutti i Paesi europei della Convenzione internazionale sui lavoratori migranti;

  • la firma, la ratifica e l'attuazione da parte di tutti i Paesi europei della convenzione internazionale 184 dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro;

  • la regolarizzazione dei lavoratori agricoli e lavoratori senza documenti;

  • politiche d'accoglienza diffusa basate sul recupero dell'edilizia in disuso tanto nei centri urbani quanto nelle zone rurali, contro le strutture di contenimento, separazione, reclusione.

  • Politiche di aggregazione e

  • politiche più efficaci contro il fenomeno sociale ed economico del caporalato, in linea con la campagna nazionale Stopcaporalato;

  • l'istituzione di un aiuto speciale per le piccole aziende, riconoscendo la loro funzione economica, sociale e territoriale, a partire da politiche reali che contrastino il monopolio della Grande Distribuzione Organizzata e sostengano la filiera corta;

  • una campagna nazionale di boicottaggio contro la Grande Distribuzione Organizzata;

  • politiche di sostegno alla filiera del biologico e una moratoria alla costruzione di impianti inquinanti legati al ciclo di smaltimento dei rifiuti e alla produzione d'energia, incompatibili con l'agricoltura di qualità;

  • la partecipazione dei lavoratori alla definizione dei PSR (Piani di sviluppo rurale regionali)

  • la riforma della PAC (Politica agricola comunitaria).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

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