Recensioni: REGIONE STRANIERA Viaggi nell’Ordinario Razzismo Padano di Giuseppe Civatti
Osservatorio Migranti Basilicata
Gervasio Ungolo

Il Libro, Regione STRANIERA di Giuseppe Civati noto anche come Pippo (Monza, 4 agosto 1975) dal 2005 Consigliere Regionale del PD in Lombardia, edito dalla Melampo è uscito nel 2009, probabilmente scritto prima dell’emissione del pacchetto sicurezza (Legge 15 Luglio 2009 n° 94) da parte del Ministro Maroni. Dispositivo legislativo poi azzoppato dalla Corte Costituzionale (17 dicembre 2010). Fatto singolare in quanto in questo regolamento, a leggere tutti assieme i nuovi reati e l’inasprimento di altri reati, sembra organizzare in modo organico un pò tutte le vicende di gossip e di cronaca in salsa razzista – xenofobo – leghista che abbiamo letto o assistito prima della sua emissione e che Civati ci racconta in questo libro.
Il libro infatti, con la prefazione di Nando dalla Chiesa, ci racconta in pillole i fatti e gli accadimenti che coinvolgono i migranti in questa regione, la Lombardia, e che per chi ha occhi lontani da questo territorio è ha seguito in modo occasionale o differita nel tempo i piccoli trafiletti di cronaca dei giornali o di costume dei telegiornali qugli eventi che hanno coinvolto i migranti forse non ha un quadro chiaro della grottesca e inaudita gravità di questi.
Civati li mette assieme tanto che alla fine della lettura sembra aver guardato un classico degli anni 40-50 ambientato negli Stati Uniti che racconta i piccoli soprusi e le angherie che una popolazione, quella classica nera ma non solo, subiva da parte di incappucciati o da parte di una società che stentava a rendere alcuni diritti di base e universali tali per tutti i cittadini.
Pippo l’ho conosciuto a Matera durante la presentazione del suo libro “il Manifesto del Partito dei Giovani”, ed intervenni su un suo inciso, che riguarda il “buonismo” che per alcuni aspetti la sinistra mostra nelle questioni riguardanti i migranti e che lo stesso tema lo ritroviamo poi in capitolo, il decimo:”nessun buonismo, nessuna intolleranza”. Un capitolo importante perché chiude il racconto, prima delle conclusioni e di una appendice, affidata a Lucia Parrino “Cose Buone dalla Lombardia” ma soprattutto è un capitolo che non racconta i fatti politici o di cronaca avvenuti in Lombardia ma da una sua lettura di come la sinistra si pone o meglio mostri un atteggiamento “buonista” che è fuori luogo e che poi non ripaga le ragioni di una politica inclusiva verso i migranti e verso la società.
Dopo aver letto il Libro voglio ripartire da questo aspetto per capire, forse, come in questi lunghi anni le politiche, le poche introdotte dal Centro Sinistra, si sono incentrate sul far conoscere al pubblico anche la nostra parte cattiva,quella a sinistra, che in realtà anche noi siamo cattivi quando c’è lo chiedono, quanto quelli della destra, tanto che alcuni dispositivi legislativi, di cui la tanto contestata Turco-Napolitano, non sembrano essere redatti da una razionale volontà di mettere chiarezza ad una materia che dagli anni 80 si reggeva su leggi ad hoc ma quanto invece dalla volontà di mostrare la nostra parte cattiva. Neppure rileggendo questo capitolo Pippo riesce nel suo intento il quale fa affidamento ai dati dei reati commessi dai migranti quando questi testimoniano a loro sfavore ma si evidenzia maggiormente una sorta di Sindrome del Buonismo di cui soffre il Centro Sinistra.
Cosa significa mettere assieme una azione “buonista”, ammessa che questa ci sia, con la tolleranza di uno Stato ai fatti illegali? Chi delinque va punito senza se e senza ma anche quando ricopre cariche importanti quali quelle del Presidente di Governo o Capo dello Stato. Per cui chi delinque anche se migrante va punito e questo è fuor di ogni dubbio. Ma forse non è meglio rivolgere l’attenzione ai flussi che interessano l’Italia i quali non sono per niente regolati o meglio indirizzati e sono invece interessati solo da arrivi che già alla partenza del migrante sono intrisi di fatti illegali e governati dalle mafie internazionali compresa la nostra? Che evidentemente richiamano in primis una folta schiera di uomini e donne dediti al malaffare? Si guardi il caso Romania dove tutti sapevano che all’entrata di questo Paese nello spazio schengen molti rumeni dediti al malaffare si organizzavano per venire in Italia e nessuno a posto una attenzione a questi ma si è servito di questo per scacciare e reprimere rumeni e rom in modo anche indiscriminato. Non è forse vero che in Italia si diventa regolari solo con le Sanatorie e che per un migrante è impossibile poter entrare nel nostro Paese in modo legale? E poi, la domanda sorge spontanea, che cosa centrano gli eventuali fatti di “buonismo” che riguardano l’accesso ai diritti di base, sociali, di cittadinanza, di inclusione e di partecipazione con chi delinque? Quale può essere il nesso se non quello di inseguire una facile equazione fatta dal centro destra secondo cui a maggiori diritti si associa maggiore delinquenza?
È una strada che il Centro Sinistra può percorrere pur riconoscendo gli errori e gli atteggiamento xenofobi e razzisti di una destra al governo?
Dovremmo invece rifondare tutta la materia scrollandoci di dosso proprio questa Sindrome del Buonismo?
