FILM…..I Nostri Anni Migliori
nostri anni migliori Film Testimonianze dei Ragazzi Tunisini a Palazzo San Gervasio, Manduria e Mineo… un racconto nel racconto.
| Data di pubblicazione |
2011
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| Genere |
documentario
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| Studio |
ZaLab – zalab.org – zalab.tv
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| Informazioni |
| Descrizione |
Tra fine febbraio ed inizio marzo del 2011, seimila giovani tunisini approdano a Lampedusa. In un primo momento il governo, stretto fra le necessità di fatto e le sue stesse retoriche di chiusura e sicurezza, sembra non sapere che fare. La piccola isola si avvia al collasso. Poi, mentre altri continuano ad arrivare, quei migranti sono trasferiti in campi organizzati ad hoc, per tutto il sud Italia…; infine, viene loro concesso un permesso di soggiorno di sei mesi “per motivi umanitari”.
Questi fatti dominano il dibattito pubblico di quei giorni. Si grida all’invasione, allo “tsunami umanitario”; si accusa l’Europa di “lasciarci soli”; regioni del nord e del sud, governo ed opposizione, si rimpallano responsabilità ed esseri umani. Si parla meno del paradosso di un paese da sessanta milioni di abitanti, che da vent’anni è al centro delle migrazioni mediterranee, e che, troppo abituato a respingere, si trova (o si mette in scena come) incapace di gestire un picco di seimila persone, su un flusso complessivo di circa ventiduemila. (Solo a Tunisi, fra fine ottocento ed inizio novecento, sono emigrati circa 60.000 italiani, su una popolazione total di 350.000) Ma ciò di cui soprattutto non si parla, ciò che l’Italia non è in grado di raccontare e di farsi raccontare è che cosa c’era prima, che cosa è successo e succede in Tunisia. I ragazzi della carica dei ventimila hanno appena vissuto una rivoluzione ed un cambio di regime che sono forse il fatto capitale della storia araba degli ultimi trent’anni. E l’Italia non da segno di essersene accorta. Sordità non nuova, ma particolarmente stridente a proposito delle vicende di un paese così vicino. E, come abbiamo visto troppe volte in Italia, l’incapacità di capire diventa incapacità di accogliere, ed il flusso dalla Tunisia si trasforma in un problema di mero ordine pubblico, di trasferimento in campi in attesa che ci creino le condizioni politiche per il rimpatrio. Questi ed altri campi sono stati, per due mesi e per circa ventiduemila persone, la seconda porta d’Europa, dopo i giorni del folle sovraffollamento a Lampedusa.
Qui li abbiamo incontrati. Abbiamo osservato tende e reti a chiuderle, ed un apparato immenso di polizia fattosi inutile, dato che gli ospiti del campo potevano entrare ed uscire. Abbiamo passato la sera ai fuochi accesi fuori dal campo di Manduria, per cucinare e poi cantare. Abbiamo ascoltato le storie di cinque di loro, cinque ragazzi comuni che raccontano che cosa voleva dire vivere sotto la dittatura di Ben Ali, e come hanno partecipato ad un movimento di protesta tanto inaspettato quanto dirompente; e come, infine, per poter prendersela intera, quella libertà appena cominciata, abbiano scelto la via del mare, la harga, il viaggio.
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| Trama |
Cosa resta di una rivoluzione nelle vite delle persone che l’hanno attraversata?
Nel racconto di cinque ragazzi tunisini, incontrati a Manduria, Mineo e Palazzo San Gervasio, Un’intera vita soffocata sotto il regime di Ben Ali, la rivoluzione inaspettata e dirompente che l’ha messo in fuga. Poi la possibilità di partire, per alcuni a lungo sognata e per altri solo improvvisata. Gli anni migliori sono i loro: quelli di una generazione di giovani cui per troppo tempo è stata negata la libertà, e che hanno deciso di provare a prendersela fino in fondo. |
| Premi |
prime proiezioni:
padova 14 novembre verona 15 novembre roma 24 novembre padova 1 dicembre nottingham 3 dicembre |
| Diretto da |
Matteo Calore – Sefano Collizzolli
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| Scritto da |
Matteo Calore – Stefano Collizzolli
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| Sceneggiatura di |
Matteo Calore – Stefano Coillizzolli
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| Produttore |
ZaLab – Tonicorti
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| Sito Web |
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