Crescono immigrati La Basilicata non è più terra di passaggio
Crescono immigrati
La Basilicata non è
più terra di passaggio
Spesso ci ritroviamo a parlare di lucani, soprattutto giovani, che emigrano a causa delle difficili condizioni socio-economiche, ma è importante considerare anche il fenomeno inverso. A tutto il 2010 gli stranieri residenti in Basilicata erano 14.738 secondo l’Istat anche se dal rapporto Caritas\Migrantes, presentato ieri a Potenza nella sua 21esima edizione presso il parco del seminario maggiore, l’esatta cifra si aggirerebbe intorno alle 16mila persone, numeri questi che vanno a colmare il progressivo spopolamento della regione.
In pratica gli immigrati rappresentano il 2,5% della popolazione lucana a testimonianza del fatto che la nostra non è più solo terra di passaggio per i migranti, ma punto di arrivo e di concreta speranza per un futuro migliore. La percentuale degli stranieri residenti in Basilicata non sembra altissima rispetto alla media nazionale del 7,5%. Va considerata però la particolare situazione economica del Paese ed è ovvio che la maggior parte degli immigrati di sposti verso il nord d’Italia, quindi quel 2,5% è un dato sicuramente significativo visto anche l’incremento del 13,4% nell’ultimo anno. Per quanto concerne il dato nazionale, le percentuali non si discostano molto da quelle dell’anno precedente, non perché non siano arrivati nuovi stranieri in Italia (circa 500mila nuovi arrivi) ma perché le presenze totali sono state bilanciate da chi ha lasciato il nostro paese o più semplicemente dai permessi di soggiorno scaduti e non ancora rinnovati o passati a stato di irregolarità.
La situazione lucana, monitorata dal sociologo Rocco Di Santo, mette ancora una volta in evidenza quali siano le aree della nostra regione maggiormente interessate al fenomeno dell’immig razione. Oltre ai due capoluoghi, sono il Metapontino e il Vulture-Melfese, zone ad alta vocazione agricola, a contare il maggior numero di stranieri in virtù di questo tipo di richiesta lavorativa. Ed è proprio in queste situazioni che la Caritas trova le maggiori difficoltà. Come non ricordare ciò che accade ogni anno nel periodo della raccolta del pomodoro, quando centinaia di immigrati si ritrovano a vivere in condizioni disumane al limite dello sfruttamento, se non oltre.
«Gli immigrati si avvicinano a noi, così come le altre persone in difficoltà – ha affermato monsignor Vincenzo Orofino, presidente Commissine regionale per il servizio della Caritas e della Salute della Coferenza Episcopale di Basilicata – e noi li consideriamo un dono. Siamo interessati a loro in quanto uomini e gli uomini sono la via della Chiesa. Non siamo né un’agenzia umanitaria né di mutuo soccorso, ma cerchiamo di dare a queste persone le ragioni della vita».
Secondo il delegato regionale della Caritas, Michele Basanisi, il fenomeno dell’immigrazione è da considerarsi il segno dei tempi, quindi va recepito come un’opportunità. I relatori infatti evidenziano come i tanti stranieri giunti in Italia vadano a «tappare» le falle nazionali, sia dal punto di vista demografico che occupazionale in quei settori «insostenibili » per gli italiani. Tornando alla situazione lucana, gli stranieri residenti provengono per il 70,8% da nazioni europee, il 15,3% sono africani, il 10,7% asiatici ed il 3,1% dal continente americano.
Spesso si pensa all’invasione cinese ma in pratica il paese più rappresentato è la Romania dalla quale arrivano ben il 41,4% degli immigrati. La presenza asiatica, e soprattutto cinese, è distribuita in particolare nel materano dove emerge un altro dato importante, sono 223 i titolari di azienda a fronte dei 261 totali della regione. Le altre presenze significative sono quelle degli albanesi, dei marocchini e degli ucraini, in costante aumento l’arrivo di indiani nell’ultimo periodo. Il settore lavorativo con maggiore utilizzo di manodopera straniera è quello primario, con il 39,4%, seguito dal terziario, con il 31,9%, e da quello industriale, con il 27,1%. In particolare, delle 10197 assunzioni in Basilicata, il 56,4% si registra in agricoltura. Aumentano le presenze stabili in Basilicata di famiglie straniere. Un importante dato è quello dei bambini nati da genitori non italiani che sono il 3,8% dei neonati regionali. La conferma arriva dalla percentuale dei minori stranieri rispetto al totale degli immigrati (17,2%) e più in generale quasi tre minorenni su cento in regione sono stranieri. Dati fondamentali questi che ci portano a capire ancora più profondamente come la nostra non sia più considerata una terra di passaggio ma di vera e propria rinascita in cui poter dare vita ad una nuova famiglia. Ma i lucani come recepiscono tutto ciò? Per la Caritas la situazione è confortante sia perché in Italia non esiste alcun nesso tra immigrazione e criminalità, che soprattutto per la totale assenza di episodi di intolleranza nella nostra regione. [Em. Ferr.]
